Senza un pizzico di fortuna non c’è felicità — Ma come hai potuto lasciarti prendere, scema che sei…

Ma come hai potuto lasciarti andare così, sciocca che sei! Chi ti vorrà mai adesso, con un bambino in grembo! E come pensi di crescerlo?! Non aspettarti il mio aiuto, hai capito bene? Ti ho cresciuta io, adesso vorresti che portassi anche il tuo peso? Via dalla mia casa, prendi le tue cose e che io non ti veda più!

Lucia ascoltava le urla della zia con gli occhi bassi, il cuore pesante. Lultima speranza che la zia le lasciasse almeno tempo di trovare un lavoro si scioglieva davanti a lei.
Se solo fosse vissuta mamma…
Non aveva mai conosciuto suo padre, e sua madre era morta quindici anni prima, travolta sulle strisce da un automobilista ubriaco. Le autorità avrebbero voluto mandarla in orfanotrofio, quando comparve allimprovviso una parente distante cugina di terzo grado della madre , con una casa e uno stipendio sufficiente per prendersi cura di lei.

Vivevano alla periferia di un piccolo paese nel sud dItalia, dove destate il caldo era implacabile, e dinverno non cessava mai di piovere. Lucia non aveva mai sofferto la fame, era sempre vestita dignitosamente e, fin da bambina, aveva imparato a darsi da fare in una casa con cortile e animali, il lavoro non manca mai. Forse le era mancato lamore materno, ma a chi importava davvero?

Studiava con profitto. Finito il liceo, era entrata alla facoltà di scienze della formazione. Gli anni alluniversità erano volati e ora, diploma alla mano, tornava nel suo paese natale. Ma stavolta il cuore pesava più che mai.

Fuori! E che io non ti riveda più!
Zia Vittoria, almeno…
Ho detto basta!
Lucia afferrò la valigia e uscì nella canicola del pomeriggio. Comera potuta finire così? Umiliata, respinta, e con la pancia appena accennata ma la verità non poteva negarla.

Doveva trovare un riparo. Camminava col capo chino, schiacciata dai pensieri, quando una voce la fermò:
Hai bisogno dacqua, cara?

Una donna robusta, sulla cinquantina, la osservava con occhi attenti.
Vieni dentro, qui si muore di caldo.
Le porse una brocca di acqua fresca. Lucia si sedette su una panca, bevendo avidamente.

Posso fermarmi un attimo? Non respiro dal caldo…
Siediti, gioia. Da dove vieni? Con quella valigia…
Ho appena finito luniversità, cerco un posto a scuola. Ma non ho dove stare… Conosci qualcuno che affitta?
La donna, che si chiamava Rosa, la scrutò a lungo. Era pulita, nonostante le occhiaie.

Puoi restare da me. Non chiedo molto, ma vorrei laffitto puntuale. Se sei daccordo, ti faccio vedere la stanza.
Rosa era grata della compagnia e di unentrata extra in quel paesino sperduto. Portò Lucia in una stanzetta, con la finestra che dava sul frutteto. Un letto, un vecchio armadio, un tavolino quanto bastava.

Nei giorni seguenti, Lucia si ambientò e iniziò a lavorare. Fece amicizia con Rosa, aiutandola nelle faccende. Ogni sera, sedevano sotto la pergola a sorseggiare tisane, raccontandosi la vita.

La gravidanza proseguiva tranquilla. Lucia le confessò tutta la storia: il suo amore universitario, Giulio, figlio di due professori benestanti, che laveva lasciata appena saputo. Aveva tenuto i soldi che le aveva lasciato le sarebbero serviti.

Hai fatto bene a non abortire, borbottava Rosa. Un bambino innocente ti porterà gioia.

A febbraio, arrivarono i dolori. Rosa la accompagnò al pronto soccorso. Lucia diede alla luce un bel maschietto Andrea. Dalla sua stanza in ospedale, sentì di una neonata, la cui madre era fuggita subito dopo il parto.

Qualcuno vuole nutrirla? È debole, disse uninfermiera.
Lucia la prese tra le braccia. Era minuscola, bianca come il latte.
Ti chiamerò Fiorella, sussurrò.

Quando il capitano Lorenzo Greco, padre della bambina, si presentò, tutto cambiò. Il giorno delle dimissioni, unauto con palloncini azzurri e rosa laspettava fuori. Il militare la aiutò a salire, porgendole due pacchetti: uno azzurro, uno rosa.

Il paese non parlò daltro per mesi: un matrimonio da favola era alle porte. Il capitano, colpito dalla bontà di Lucia, le aveva chiesto di sposarlo. E così, Lucia, con Andrea stretto a sé e Fiorella ufficialmente adottata, intraprese una nuova vita.

Chi avrebbe mai creduto che una torrida giornata destate e una brocca dacqua potessero cambiare il destino di tanti? Così è la vita gira pagine che non avresti mai pensato di leggere.

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