Sono partita per un viaggio in Italia con un gruppo di pensionati: mai avrei immaginato che all’ombra del Colosseo avrei incontrato un uomo capace di farmi sentire di nuovo giovane

Sono partito per una gita in Sicilia con un gruppo di pensionati. Non mi aspettavo niente di straordinario: qualche giorno di visite culturali, qualche foto per lalbum, un paio di souvenir per i nipotini. Avevo solo voglia di staccarmi dalla solitudine, che negli ultimi anni mi aveva fatto compagnia più spesso di quanto avrei voluto.

Pensavo che Palermo, Siracusa e Taormina sarebbero state solo tappe da spuntare nel programma di viaggio. Ma proprio allombra del Teatro Greco di Taormina, ho incontrato un uomo che mi ha fatto sentire di nuovo giovane.

Ero lì sotto i portici, rapito dalla grandezza della struttura antica. La guida raccontava di tragedie classiche e antiche battaglie, ma io, invece di ascoltare, mi ero lasciato trasportare dai pensieri. Fu allora che sentii una battuta accanto a me: Chissà se anche gli spettatori di un tempo si lamentavano del caldo come noi oggi

Mi voltai e lo vidi: alto, con i capelli brizzolati, e un sorriso che mi fece sentire subito a mio agio. Indossava una camicia leggera e un cappello di paglia, ma mi guardava come se nellintero teatro ci fossimo solo noi due.

Abbiamo iniziato a parlare. Si chiamava Marco, anche lui vedovo, in pensione da qualche anno. Era venuto da solo perché, come disse, non aveva più voglia di aspettare un momento migliore per vedere la Sicilia.

La conversazione con lui era vivace, piena di battute, come se ci conoscessimo da una vita. Al bar sotto il Teatro abbiamo preso un caffè insieme, commentando i nostri pensieri, e mi sono accorto che era da tanto che nessuno mi ascoltava con così tanta attenzione.

I giorni seguenti del viaggio presero unaltra piega. Ci sedevamo vicini sul pullman, pranzavamo insieme, ci perdevamo tra i mercati e ci ritrovavamo con uno sguardo. Sembrava un gioco innocente, eppure aveva qualcosa di elettrizzante.

La sera, in albergo, mentre gli altri giocavano a carte o guardavano il telegiornale, noi ci fermavamo sul balcone a contemplare le luci della città, a raccontarci la vita, i figli, i ricordi e quella sensazione inaspettata di sentire il cuore battere più forte del solito.

Mi sembrava di essere tornato ragazzo. Avevo iniziato a curarmi di più, a vestirmi meglio, a sorridere. I compagni del gruppo mi guardavano con sguardi diversi alcuni benevoli, altri un po invidiosi. E io sentivo che stavo ritrovando una parte di me che credevo persa nella monotonia.

Ma più si avvicinava la fine della vacanza, più mi chiedevo: e adesso? Lui abitava a centinaia di chilometri da me, ognuno aveva la propria vita. Ci univano quei pochi giorni fuori dal tempo, ma poteva bastare?

Lultimo giorno ci siamo fatti una passeggiata a Catania, ormai solo noi due, lasciando il gruppo in albergo. Ci siamo seduti sulla scalinata della Cattedrale a mangiare un gelato, in silenzio. Poi lui ha detto: Sai era da tanto che non mi sentivo così bene. Ma ho paura che, tornando a casa, tutto svanisca. Tu hai la tua routine, io la mia. Forse è solo una magia destate?

Non sapevo che rispondere. Dentro di me si scontravano la voglia di crederci e il timore che fosse solo una bella parentesi, pronta a dissolversi al primo volo di ritorno.

Ci siamo salutati in aeroporto con un abbraccio più lungo del dovuto, e uno sguardo dove cerano saluti e promesse non dette. Ci siamo scambiati i numeri, ma nessuno ha pronunciato la frase: Rivediamoci presto.

Adesso, ripensando a questa esperienza, non so bene come definirla. È stata come un sogno, bellissimo ma fragile. Forse Marco aveva ragione a dire che era solo unillusione. O forse sarebbe da codardi non provare a scoprire se il destino mi ha regalato davvero una seconda occasione.

E mi domando: dopo i cinquantanni, i sessanta, o anche più tardi ancora, abbiamo il diritto di aprirci a qualcosa di nuovo? Meglio conservare il ricordo di quella settimana come una dolce cartolina, o avere il coraggio di vedere fin dove ci portano quelle emozioni?

Oggi penso che nella vita ci vuole anche un po di audacia non si è mai troppo vecchi per dare ascolto al cuore. Questo è il regalo più prezioso che mi sono portato a casa da quella vacanza siciliana.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

one × four =

Sono partita per un viaggio in Italia con un gruppo di pensionati: mai avrei immaginato che all’ombra del Colosseo avrei incontrato un uomo capace di farmi sentire di nuovo giovane