Vivi bene, quindi devi aiutare i tuoi cari!

– Sonia, sei a casa?

– No, sto tornando. Che succede?

– Dobbiamo parlare. Tra quanto arrivi?

– Tra mezz’ora. È successo qualcosa, mamma?

– Lo scoprirai dopo.

Questo scambio avvenne tra Sonia e sua madre, Valentina Sorrentino.

Sonia era appena rientrata e stava sistemando la spesa quando suonò il campanello.

– Mamma, cosa c’è?

Valentina Sorrentino scrutò l’appartamento con un’aria sospettosa e poi entrò.

– Vedo che avete comprato una TV nuova.

– Sì.

– Vivete bene – mormorò la madre mentre si dirigeva in cucina.

– Tè, caffè?

– Non serve. Sono qui per una questione importante.

Proprio in quel momento, Valentina Sorrentino notò il salame costoso e una montagna di frutta.

– Lo dico sempre, vivete bene. Guarda quanta roba hai comprato.

– Sì, mamma. Ce lo possiamo permettere.

– Davvero, io e tuo padre abbiamo lavorato tutta la vita in fabbrica e voi, costruite imprese. Vi è andata bene, eh!

Sì, Sonia e suo marito Paolo avevano avviato un’attività da zero. Nessuno li aveva aiutati e non avevano ricevuto sostegni per l’investimento iniziale.

Avevano ottenuto tutto con il loro lavoro. Rischiarono e presero un prestito, consapevoli del rischio di finire con i debiti. Nessuno li sostenne all’epoca. E poi furono criticati per avere una vita migliore rispetto ad altri familiari.

Dal tono di sua madre, Sonia capiva che non doveva aspettarsi nulla di buono. Probabilmente un’altra richiesta o una lamentela.

– È di tua sorella Giulia che volevo parlare. Sono mesi che lavora per pochi soldi. Sai che si è trovata un posto come commessa.

– Sì, lo so – annuì Sonia.

– Pensavo, non sarebbe male se potessi prenderla nella tua azienda.

– In che senso? – chiese stupita Sonia.

– Nel senso più diretto. Avete bisogno di personale?

– No, l’organico è già completo.

Valentina Sorrentino guardò sua figlia con disappunto.

– Quindi non c’è proprio posto?

– Ti dico che non abbiamo posizioni aperte.

Ma questo non fermò sua madre, che continuò con ostinazione.

– Sai, ho l’impressione che tu non voglia aiutare tua sorella e cerchi solo scuse.

Sonia sapeva perché sua madre stava affrontando questo discorso. E non era certo la prima volta.

Da bambine, Valentina Sorrentino aveva sempre favorito Giulia, sua figlia minore. Così Giulia era abituata a ricevere tutto.

Diversamente da Sonia, che aveva sempre cercato di guadagnarsi tutto da sola e aspirare a una vita migliore.

Mentre i genitori lavoravano, Giulia non veniva nemmeno spinta a lavorare. Poi fu costretta a farlo, perché non si vive bene solo con una pensione.

Senza istruzione e esperienza lavorativa, non era facile trovare un posto per lei. Diversa era la storia per Sonia, che lavorava dai 18 anni e studiava all’università.

Piano piano, Sonia arrivò ad aprire un’attività con suo marito e vivere la vita che desiderava. Giulia invece non era comunque soddisfatta, ma nemmeno voleva cambiare nulla da sé.

Preferiva che qualcuno lo facesse per lei, come la madre o la sorella. Neppure Valentina Sorrentino era molto diversa, convinta che Sonia dovesse aiutare la sorella minore, e continuava insistere.

– Mamma, te l’ho già spiegato.

– Certo. Vi è più facile assumere estranei che aiutare i vostri familiari.

Ma Sonia e Paolo avevano una regola ferrea: non assumere parenti o amici. Perché? Perché poi tendevano a prendersi troppa libertà.

Avevano già commesso quell’errore una volta e non volevano ripeterlo. In fondo, affari e sentimenti non vanno mescolati, anche con i parenti.

Non era però il solo motivo per cui Sonia non voleva aiutare la sorella. In realtà, da sempre avevano avuto un rapporto difficile.

Si potrebbe dire che da bambine non si sopportavano. L’atteggiamento della madre, sempre a favore di Giulia, aveva posto le basi di tutto.

In ogni caso, cosa poteva aspettarsi con un simile trattamento verso la figlia maggiore?

– Mamma, ti ho detto che non posso aiutare. Non licenzierò nessuno e non prenderò Giulia a lavorare.

– Sei un’egoista, non c’è altro da dire! Voi che vivete agiatamente non capirete mai noi, gente semplice.

Valentina Sorrentino si girò e si diresse verso l’uscita. Nonostante il suo carattere e il risentimento, prese la borsa della spesa.

Sonia non la fermò, sapendo che non avrebbe avuto senso. Inoltre, un tale gesto sarebbe stato interpretato dalla madre come un segno di debolezza.

Quando Paolo tornò a casa quella sera, vide subito che sua moglie aveva pianto.

– Sonia, cosa è successo?

– È venuta mia madre.

– Capisco, ha chiesto ancora di tua sorella?

– Sì.

Paolo abbracciò forte Sonia, dimostrando il suo sostegno.

– Spero che tu non abbia preso le sue parole troppo a cuore.

– No, sono abituata ormai ai suoi comportamenti – scosse la testa Sonia.

– Fai bene. Sai bene che, una volta ceduto, cominciano a approfittarsi.

– Sì, lo so, ma fa comunque male.

In quell’istante suonò il telefono e sullo schermo apparve il numero di Giulia.

– Pronto – rispose Sonia con voce indifferente.

– Non capisco, ti è costato tanto?

– Cosa intendi, Giulia?

Sonia inizialmente pensò che stesse parlando del lavoro, ma invece era tutt’altro.

– Ho visto che mamma ha portato salame e frutta. Perché hai dato così poco? Potevi dare di più. Infine, guadagnate bene.

Sonia sospirò profondamente e rispose:

– Perché mai dovrei darti qualcosa?

– Perché sono tua sorella e dovresti aiutarmi.

– No, cara mia. Non ti devo nulla. Così come tu non devi nulla a me. Ognuno vive la sua vita con i propri mezzi. Vuoi vivere meglio? Cerca le tue possibilità. Non aspettare l’elemosina di nessuno.

Pensava che Giulia avrebbe reagito arrabbiata, terminando la chiamata, ma trovò invece una risposta.

– Certo, facile parlare per te che hai un’attività e hai tutto pronto. A me invece?

– Allora creane una tua, perché no? Avanti, provaci!

Sonia non voleva più sentire critiche. Sapeva bene che sua sorella e sua madre non sarebbero mai cambiate. Cercare di convincerle del contrario sarebbe stato inutile.

Già, bisogna apprezzare chi ti apprezza, e non cercare di accontentare qualcuno solo perché è un parente.

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