Dacci le chiavi della casa al lago, ci trasferiamo noi: una coppia presta la villetta agli amici per…

Ti racconto una storia che ci è successa tra amici, proprio come quelle che si sentono un pomeriggio tra un caffè e una chiacchiera. Allora, Ivan e sua moglie Elena sono rimasti in città a Capodanno invece di andare al loro chalet in montagna, perché la mamma di Ivan si è ammalata proprio durante le feste. Hanno festeggiato tra di loro, in modo tranquillo, una cosa molto famigliare.

I loro amici, Rita e Michele, erano un po giù di morale, visto che Ivan e Elena gli avevano promesso di passare insieme le vacanze allo chalet, ma allultimo hanno dovuto cambiare i piani. Nessuno poteva immaginare che la signora Irina avrebbe avuto problemi proprio in quei giorni, poverina.

Elena si sentiva comunque male per la situazione, e quando Rita le ha chiamato il due gennaio, lamentandosi di quanto fosse stato deprimente Capodanno trascorso in tre, stretti nella solita casa in città, lei si è sentita di nuovo colpevole. Rita le faceva quasi pena.

Mi tocca sopportare mia suocera! È venuta qui il 31 dicendo che il riscaldamento non funziona a casa sua, e ora vuole stare da noi per tutte le feste, finché lidraulico non sistema tutto. Io non ne posso davvero più, giuro che mi separo da Michele per colpa di sua madre! si lamentava Rita ridendo amaramente.

Ci ho provato a rincuorarla, Mi dispiace Rita. Noi con Irina ci capiamo Anche se ora, con la malattia, è tutto più delicato. Fosse per me, ti darei davvero una mano.

Beh, Elena, in realtà puoi aiutarmi mi dice lei. Come?

Dacci le chiavi dello chalet! Così io e Michele scappiamo dalla suocera almeno per le feste. Che stia lei a casa nostra, e si arrangi!

Ad essere sincera, io ero combattuta. Da un lato volevo aiutare Rita, dallaltro sapevo che Ivan mica avrebbe preso bene la faccenda. Anche se lo chalet è la casa di entrambi, ufficialmente è intestato a Ivan.

Devo chiedere a Ivan, non posso decidere da sola… le ho detto.

Ma certo, capisco. Promettiamo di essere attenti, non ci permettiamo di rovinare nulla, mi rassicura.

Cè il problema della neve: la strada forse è bloccata, non abbiamo chiamato il trattore, ho risposto io.

Nessun problema, abbiamo il nostro SUV, di sicuro ce la facciamo. E poi, Michele se ne intende di caldaie, vedrai che sistemeremo tutto.

Alla fine Rita mi ha convinta. Ho promesso di parlarne con Ivan e richiamarla.

Quando ho raccontato tutto a Ivan, anche lui era indeciso. Non so se sia una buona idea… però Rita e Michele sono amici di vecchia data. Se serve a salvare il loro matrimonio, perché no, almeno ci proviamo.

Così, abbiamo deciso: chiavi dello chalet ai nostri amici, ma di non farsi coinvolgere troppo. Rita era al settimo cielo Grazie mille, vi tengo informati su tutto! e sono partiti subito.

Il viaggio verso lo chalet è stato epico quasi tre ore di macchina, nella neve, in mezzo alle montagne vicino a Cortina dAmpezzo. Solo che la strada era davvero impraticabile, e nonostante il SUV, Rita e Michele sono rimasti bloccati nella neve e ci hanno chiamato in preda al panico.

Che facciamo? Siamo rimasti fermi… ho dovuto attivarmi subito.

In paese Ivan conosce un tipo col trattore, vediamo se riesce a pulire la strada, mi sono detta.

Ho dato il numero a Rita, ma il trattorista non rispondeva. Ivan ha dovuto chiamarlo di persona, e solo così siamo riusciti a sbloccare la situazione. Dopo un po, il trattorista è finalmente arrivato e ha pulito la strada, ma per aprire il cancello hanno dovuto spalare con le mani: nessuno aveva voglia, così Michele ha fatto da solo. Finalmente sono entrati.

Ma nello chalet le cose non andavano lisce: il riscaldamento era debole, la caldaia mezza malandata e Michele ha passato ore al telefono con Ivan per riuscire ad accenderla. Che vecchia caldaia avete, non ne ho mai viste così! si lamentava, e Ivan era ormai stufo. Sapeva che i problemi erano solo allinizio.

Infatti, Rita ha iniziato a chiamarci per ogni sciocchezza: dalla padella che non trovava, al fatto che facesse comunque freddo. Verso sera, io e Ivan abbiamo spento i cellulari, volevamo solo un po di pace.

La mattina dopo, ho trovato decine di chiamate perse. Ho richiamato Rita preoccupata.

Che fine avete fatto?! Qui è successo di tutto! Nella sauna cera odore di fumo, quasi prendiamo fuoco!

Ahi… E che è successo?

Dovevate almeno dirmi che cera la saracinesca chiusa sul camino! Per fortuna Michele capisce qualcosa…

Scusa, non abbiamo pensato che vi buttaste nella sauna subito…

Ma dai, siamo vostri ospiti! Ci godiamo tutto, no? E poi dovè il barbecue? prosegue Rita.

Si è rotto quello vecchio, rispondo.

Sul serio? E non ci avete avvisato? E ora come facciamo a grigliare?!

Guarda Rita, io non ci sto più dietro. Fate come vi pare, basta che non bruciate lo chalet!

Dopo quella chiamata, la mia pazienza si è esaurita.

Quando ho raccontato tutto a Ivan, lui mi ha detto, ridendo: Ma che pretendono, pure il barbecue nuovo? Se vogliono fare la grigliata, vadano in paese a prendere uno usa e getta, cè il supermercato!

Ho riportato il messaggio a Rita e, miracolosamente, ha smesso di chiamarmi. Forse ha capito che avevo bisogno di staccare anchio.

Passati i giorni di festa, la mamma di Ivan migliorava, quindi abbiamo pensato di recuperare le chiavi e controllare lo chalet. Ivan è andato di mattina, mentre io sono rimasta con la suocera.

Quando Ivan è tornato, era di pessimo umore e non voleva proprio raccontarmi niente di quel che aveva visto.

Il giorno dopo, Rita mi ha chiamato e invitato da lei. Tieni Elena, ho fatto i conti, mi dice, porgendomi un foglio.

Che roba è?

La lista delle spese che abbiamo fatto a casa vostra. Trattorista, pala elettrica, barbecue, carbone, griglia, tre lampadine nuove, olii essenziali per la sauna

E perché me lo porti?

Abbiamo lasciato tutto lì, potete usarlo. Solo pensavamo che, visto che userete queste cose, sia giusto dividere le spese.

Non ci volevo credere: Ma stai scherzando?

Assolutamente no. Se aveste avuto il barbecue non avremmo certo comprato tutto il set. Se la vostra pala fosse stata decente, niente pala elettrica. E poi, il trattorista ci ha fatto aspettare due ore, pagando noi la benzina. Per non parlare del fatto che nella sauna non cera neanche lo shampoo, ho dovuto comprare tutto

Rita, sei andata un po oltre. Non siamo certo un albergo! La pala elettrica e il barbecue li avete presi di vostra spontanea volontà, prendeteli pure voi. Così come gli olii e il carbone. La strada la sistemano gratis quando non sono le feste, quindi le spese sono vostre. Le lampadine però le pago io, quelle sono utili, grazie per averle cambiate.

Ho fatto subito un bonifico trecentottanta euro e sono uscita da casa sua senza aggiungere una parola. Non le ho più risposto al telefono. Poi, per non avere rimorsi o debiti, io e Ivan siamo passati allo chalet e abbiamo spedito tutto quello che Rita e Michele avevano lasciato con un corriere.

La suocera di Ivan ormai era quasi guarita, e tornavamo a goderci lo chalet nei weekend senza pensieri. Rita e Michele invece non sono più stati invitati. Da quel momento, la nostra amicizia si è raffreddata parecchio: niente più confidenze, niente più chiavi, e tra noi cè rimasta solo una certa distanza.

Noi avevamo voluto fare i signori, fidarci e aiutare. Ma loro? Solo lamentele e richieste! Rita continuava a ripetere a Michele Sono ingrati! Guarda che comportamento! Eppure, la pala elettrica non lha neppure mai usata, e per restituirla serviva lo scontrino… che era rimasto allo chalet.

A volte a voler fare troppo per gli altri, ti ritrovi a pagare più del dovuto…

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