Che fortuna trovare il posto giusto!

12 marzo

Sofia, ti ricordi che domenica dobbiamo andare a festeggiare la mamma? mi ha chiesto Matteo a colazione.

Impossibile dimenticarsene… Matteo non fa altro che ripetermelo, e sua madre, la signora Loredana, nellultima settimana me lha ricordato ben quattro volte. Come si fa a scordare? Però non gli dico nulla, sorrido soltanto.

Certo che me lo ricordo, Matteo… rispondo sospirando piano. Ultimamente le visite a casa di mia suocera sono per me un supplizio. Loredana ha sempre quellaria insoddisfatta, il volto tirato e le sopracciglia disegnate con cura però costantemente aggrottate. Io non riesco a capire cosa le manchi, cosa non vada bene: amo suo figlio, ho dato lui dei figli, tengo la casa in ordine Ma probabilmente non si può accontentare tutti.

La mia storia con Matteo è nata in modo molto moderno, al passo coi tempi su Facebook, in un gruppo dedicato alla nutrizione sportiva. Io acquistavo lì delle vitamine, lui barrette proteiche. Abbiamo iniziato a chiacchierare, allinizio del tutto per caso, poi sempre di più, finché Matteo ha cominciato a commentare le mie foto. Così, pian piano, la nostra amicizia è diventata qualcosa di vero. Sette mesi dopo ci siamo sposati.

Sofia, vedrai che sarò un bravissimo papà, giuro! mi diceva spesso, ridendo. Voglio tanti figli: quattro! Due maschi, due femmine. Un figlio solo diventa egoista, secondo me. In tanti si cresce meglio, più uniti.
Sei divertente sorridevo io. Ma tu sei figlio unico e non mi sembri affatto egoista
Perché sono un caso speciale! rideva lui, strizzando locchio, e mi baciava sulla guancia.

La prima volta che sono andata a casa della madre, Loredana mi ha accolto con lo sguardo severo di una maestra e le sopracciglia un po troppo tracciate; a tavola mi ha fatto mille domande sulla famiglia, sugli studi. Quando ha scoperto che vengo da Ferrara, che sono cresciuta in una famiglia numerosa con solo mia mamma in un piccolo appartamento, ha storto il naso e per tutto il pranzo non ha quasi aperto bocca, fissando spesso il piatto con aria affranta.

Il matrimonio è stato una festa vera, in un ristorante noto qui vicino. Da Ferrara sono venuti la mia mamma, le mie due sorelle e tre fratelli, tutti giovani, belli e allegri. La giornata è stata piena di gioia e risate. Io e Matteo eravamo uniti come due colombi non ci siamo mai staccati un secondo.

Dopo due mesi abbiamo annunciato che aspettavamo un bambino. Matteo era pazzo di gioia, quasi con il singhiozzo dallemozione. Le mie sorelle e fratelli ci hanno inondati di auguri, mia mamma si è commossa fino alle lacrime quando labbiamo chiamata. Loredana, invece, ha solo sospirato e stretto ancora di più quelle sue labbra sottili.

Ma non potevate aspettare un po? Godetevi un po la vita da soli prima Siete ancora ragazzi! ha protestato Loredana quando glielabbiamo detto.
Ma mamma! Sta per arrivare tuo nipote, è una cosa meravigliosa! Io sarò papà! Matteo le ha preso le mani e lha fatta girare nella stanza. Lei si è solo dimostrata infastidita.

La bimba è nata, una splendida e sanissima bambina, Alice, tutta il ritratto della mamma. Matteo era al settimo cielo; io, felicissima, mi sono dedicata con passione a lei e alla nostra casa. Matteo lavorava bene, ci permetteva di stare bene, di avere anche, volendo, una donna delle pulizie e una babysitter ma io volevo fare tutto da sola. Ero felice così. Matteo poi mi dava una mano, appena poteva: usciva in passeggiata con Alice, la imboccava, persino le cambiava il pannolino.

Quando Alice ha compiuto un anno, proprio quel giorno, abbiamo scoperto che aspettavamo un altro figlio. Matteo sperava in un maschietto, e così è stato: nove mesi dopo è nato Francesco.

Con due piccoli la fatica è aumentata, così abbiamo chiamato una signora a darmi una mano in casa, così che io potessi concentrarmi del tutto su Alice e Francesco. Ero felice e soddisfatta: mio marito mi adorava, i bambini erano sani e sereni, non ci mancava nulla. Ma cè sempre un ma quellombra amara era sempre Loredana.

Matteo, ce la fai a spiegarmi perché tua mamma proprio non mi sopporta? Mi sembra anche che non ami particolarmente neppure i suoi nipoti gli chiesi un giorno.
Sofia, non darle peso. La mamma è sempre stata così, con il suo carattere Forse noi non siamo esattamente ciò che lei immaginava, ecco. Mi strinse forte e mi baciò in fronte. Ma io ti amo tantissimo, non scordarlo mai.

I bambini crescevano, lattività di Matteo andava a gonfie vele. E io dentro di me ero grata al caso, al destino, per avermi fatto accettare quel primo appuntamento con uno sconosciuto di internet ora era il mio uomo, il mio amore.

Un giorno abbiamo deciso di concederci una serata sola per noi lasciando i bimbi alla babysitter. Il teatro è la mia passione. Appena seduta, con il mio binocolo dordinanza, già pronta a perdermi nello spettacolo ho iniziato però a sentirmi male.

Matteo, sto male sarà stata linsalata di quel bistrò, mi era sembrata un po strana

Siamo dovuti tornare a casa, a malincuore. Dopo un po stesa sul letto mi è passato. Poi, quasi per scrupolo, ho fatto un test di gravidanza. Ed era positivo.

Sofia! Che felicità! Tre! Avremo tre splendidi bimbi, come ho sempre sognato! Matteo mi ha abbracciato e mi ha fatto roteare felice.
Tre sono tanti e ti giuro che sono felice, ma non è troppo presto? Alice e Francesco sono ancora piccoli ho detto, un po spaesata.
Ma che dici! I nostri figli, la nostra famiglia! Vedrai che ce la faremo, sono sicuro! E pensa che annuncio alla festa della mamma: proprio per il suo compleanno, oltre al regalo!

Non credo che la suocera farà i salti di gioia. Già ci guarda storto, ora chissà cosa dirà magari penserà che siamo come conigli. Questi pensieri mi sono passati per la testa, ma, a Matteo, ho solo sorriso. Vedremo come va…

La domenica di primavera siamo partiti tutti insieme, con i bambini, i fiori e una bella torta in mano, direzione casa di Loredana.

Loredana ci ha accolti sulla soglia, elegantissima, profumata di unessenza francese costosa, sorridendo come una rosa di maggio. Ha abbracciato tutti e ci ha fatto accomodare.

Gli altri ospiti erano già a tavola e, come da tradizione, un po alticci e allegri. Hanno chiesto a me e Matteo di bere un bicchiere per la festeggiata. Matteo ha alzato il bicchiere:

Carissima mamma, tanti auguri per questo giorno speciale! Ti auguriamo salute, bellezza, felicità e noi, i tuoi figli, faremo di tutto per renderti sempre contenta! Ma ora ecco il nostro regalo e una piccola sorpresa. Le ha dato una scatolina con un bracciale doro e diamanti, e sopra una busta bianca. Poi lha abbracciata.

Loredana ha accarezzato la scatola, lha aperta, ha ammirato il bracciale, poi ha preso la busta. Quando ha visto dentro il test di gravidanza con le due righe, il suo volto è cambiato: ha buttato il biglietto sul tavolo come fosse qualcosa di disgustoso, e mi ha fissato.

Questo sarebbe il tuo regalo, vero? Daltra parte cosa potresti mai darmi ormai sai solo figli sfornare, come una gatta Ma non ti sei stancata di essere incinta? Sei proprio sistemata tu: stai a casa, metti al mondo figli a ripetizione, mio figlio lavora e mantiene tutti. Donna delle pulizie, babysitter Sei una parassita le sue parole sono uscite fredde e velenose.

Nella stanza è calato un silenzio tremendo. Tutti fissavano il piatto, ma lattenzione era su di noi.
Matteo è impallidito, con le labbra che tremavano.

Ma come puoi parlarci così, mamma? Non ci posso credere, mi sembra un incubo. E io che pensavo mi volessi bene Invece ami solo te stessa

Si è alzato, si è alzata anche io, trattenendo le lacrime. Abbiamo vestito i bambini e siamo usciti. Sua madre non ci ha neppure rivolto lo sguardo. Abbiamo lasciato tutti a guardarsi intorno in silenzio.

In macchina, ho pianto. In silenzio, senza disturbare i bimbi. Le lacrime mi scorrevano sulle guance senza suono. Ogni tanto vedevo che Matteo mi lanciava uno sguardo triste, sconsolato.

Per il resto della giornata siamo rimasti in silenzio. Dopo aver messo a letto i bimbi, ci siamo seduti in cucina, con una tazza di tè, cercando di capire, metabolizzare…

Sai, Sofia, ci ho pensato tanto. Non è colpa tua. Matteo mi ha guardata con tenerezza. Potevi essere chiunque, una qualsiasi Anna, Chiara, Marta Lei avrebbe trovato un motivo per criticare. Non sarebbe andata bene comunque. Lei è gelosa di me, non ha mai saputo lasciarmi andare. E sì, anche un po invidiosa. Mia madre mi ha cresciuto da sola, con fatica, mio padre non ci ha mai aiutati. Lei ha lottato tutta la vita, e ora vede me, con te, una famiglia felice, i figli, tutto va bene Non sopporta la felicità degli altri, neppure quella di suo figlio. Devi avere pazienza, perdonala, cerca di essere superiore. Almeno nel cuore

Siamo rimasti a lungo abbracciati, nel silenzio dorato della cucina, ciascuno perso nei propri pensieri. Matteo rimuginava su come in fondo non avesse mai davvero conosciuto sua madre, e io su quanto difficile fosse perdonare ma magari, col tempo, le cose cambieranno.
Eravamo presi da pensieri diversi, certo, ma avevamo una grande fortuna in comune: il nostro amore e i nostri figli. Ed è la cosa più importante.

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