Vorrei tanto tornare a casa, figlio mio Vittorio Petrovich uscì sul balcone, accese una sigaretta e…

Voglio tanto tornare a casa, figlio mio

Vittorio Romano uscì sul balcone, accese una sigaretta e si sedette su uno sgabello basso. Un nodo amaro gli salì alla gola, cercava di mantenere la calma ma le mani gli tremavano traditrici. Mai avrebbe immaginato di arrivare a un punto in cui non ci sarebbe stato più spazio per lui nella propria casa

Papà, non prenderla male e non agitarti! corse sul balcone la figlia maggiore, Alessandra, con fare deciso. Ti chiedo solo una cosa Lasciaci la tua camera, basta questo! Se non pensi a me, pensa almeno ai tuoi nipoti: presto andranno a scuola e sono costretti a dividere la stanza con noi

Ale, io non finirò in una casa di riposo rispose serenamente Vittorio. Se in questo appartamento vi sentite stretti, potreste trasferirvi dalla mamma di Marco. Lei vive da sola in un trilocale, lì potreste avere una stanza tutti per voi, anche i ragazzi.

Ma lo sai che io non potrò mai convivere con lei! gridò Alessandra sbattendo forte la porta del balcone.

Vittorio accarezzò il vecchio cane Leone, fedele compagno anche di sua moglie, e, pensando alla sua amata Anna, si lasciò scappare una lacrima. Gli occhi si riempivano sempre di tristezza quando la ricordava: era morta cinque anni prima, lasciandolo solo. Da allora si era sentito completamente abbandonato. Hanno vissuto una vita insieme, fianco a fianco, ora mai avrebbe pensato che, con figlia e nipoti, ad attenderlo ci fosse solo solitudine.

Hanno cresciuto Alessandra con amore e premura, cercando di trasmetterle i valori migliori, ma qualcosa devono aver mancato La loro figlia era cresciuta testarda e egoista.

Leone si accucciò piano ai suoi piedi, percependo il dolore del padrone e condividendone la sofferenza.

Nonno, ma ci vuoi così poco bene? entrò in balcone il nipotino di otto anni.

Ma cosa dici? Chi ti ha riempito la testa di queste sciocchezze? si stupì Vittorio.

Perché non vuoi andare via? Ti dispiace lasciarci la stanza? Sei proprio tirchio disse il bambino guardandolo con rabbia e disprezzo.

Vittorio voleva spiegare, ma capì subito che parlava con le parole di Alessandra. A quanto pare la figlia aveva già manipolato il piccolo.

Va bene. Me ne vado pronunciò con voce stanca Vi lascerò la stanza.

Ormai non sopportava più quellambiente: sentiva che in quella casa nessuno lo voleva, dal genero che non gli rivolgeva la parola, al nipote indotto a pensare che il nonno gli aveva rubato la camera.

Davvero te ne vai? chiese Alessandra, entrando tutta contenta.

Sì rispose piano Vittorio Promettimi solo che non maltratterete Leone. Mi sento un traditore

Basta così! Ci occuperemo di lui, lo porteremo a passeggio ogni giorno, e nel weekend ti verremo a trovare, anche con Leone promise la figlia. Ho trovato la migliore residenza per anziani, starai benissimo, vedrai.

Due giorni dopo, Vittorio fu portato alla casa di riposo. Alessandra aveva già organizzato tutto, aspettava solo che il padre cedesse. Entrò in una stanza soffocante, che odorava di umido e vecchio, e si pentì profondamente della scelta. La figlia gli aveva mentito sulle condizioni di vita: non era una residenza privata come aveva detto, ma una comune casa di riposo, dove vivevano persone sole e malandate.

Sistemò le sue poche cose e scese giù. Sedendosi su una panchina, quasi scoppiò a piangere. Guardava gli anziani svuotati dalla vita e si chiedeva quale destino misero lo avrebbe atteso negli anni a venire.

Arrivato da poco? domandò una signora anziana, gentile, sedendosi accanto.

Sì sospirò Vittorio.

Non stare troppo male Anchio ho pianto appena arrivata, poi ho imparato a vivere. Mi chiamo Valentina.

Vittorio si presentò lui. Tua figlia ti ha portato qui?

No, il nipote. Dei figli non ne ho, così ho lasciato lappartamento a mio nipote, ma forse ho fatto male Si è preso la casa e mi ha spedito qui. Meglio di restare per strada

Parlarono fino a sera, ricordando i tempi migliori, gli amori, i sogni passati. Il giorno dopo ripresero la loro passeggiata dopo colazione.

Valentina portava una ventata di allegria e novità nella vita di Vittorio. Non sopportava stare dentro, così passava la maggior parte del tempo allaperto. Anche il cibo era pessimo: mangiava poco, solo per tirare avanti.

Vittorio aspettava la figlia, ancora speranzoso che Alessandra tornasse sui suoi passi, sentisse la sua mancanza, lo riportasse a casa. Ma il tempo passava e lei non si faceva vedere. Un giorno decise di telefonare, chiedere di Leone, ma nessuno rispose.

Un pomeriggio, davanti allingresso, Vittorio vide il suo vecchio vicino, Stefano Bellini. Stefano lo notò e si avvicinò con volto sorpreso.

Allora è qui che sei finito! esclamò. Ma tua figlia mi aveva detto che eri andato a vivere in campagna. Ho sempre pensato che cera qualcosa che non tornava. Sapevo che non avresti mai lasciato Leone per strada.

Di cosa parli? chiese sconvolto Vittorio. Cosè successo al mio cane?

Sta tranquillo, lho portato in un rifugio per animali. Non capivo nulla: vedevo Leone seduto sotto il portone, e tu non ceri. Ho fermato Alessandra, le ho chiesto se fosse successo qualcosa. Lei mi ha detto che sei voluto andare in campagna e che vende la casa per trasferirsi dal marito. Quanto alla bestiola, spiegava che era troppo vecchia e tu non volevi più occupartene. Vittorio, cosa sta succedendo? chiese il vicino, notando il pallore dellanziano.

Vittorio raccontò tutto: avrebbe dato qualsiasi cosa per poter tornare indietro e non commettere quellerrore. Non bastava che la figlia lo avesse privato della serenità, aveva persino abbandonato Leone.

Voglio solo tornare a casa, figlio mio sussurrò Vittorio.

Guarda, sono qui proprio per questioni simili. Sono avvocato, difendo spesso i diritti degli anziani. Sto seguendo la causa di un vecchietto a cui i vicini hanno portato via la casa. Non preoccuparti. Non ti sei ancora cancellato dalla residenza, vero? chiese Stefano.

No. A meno che lei non abbia già fatto tutto. Ormai non so più cosa aspettarmi da mia figlia

Prepara le tue cose, ti aspetto in macchina disse Stefano. Questo non deve accadere. Così si comporta una figlia?

Vittorio salì subito di sopra, raccolse la sua roba e scese di corsa. Allingresso incontrò Valentina.

Valentina, parto. Ho trovato Stefano, mi ha detto che mia figlia ha dato via il mio cane e sta vendendo casa. È questa la situazione spiegò Vittorio.

E io? si smarrì la donna.

Non preoccuparti, appena risolvo tutto, torno a prenderti promise lui.

Dici così ma chi mi vorrà? disse Valentina con tristezza.

Non temere. Ti terrò la parola.

Vittorio non riuscì a rientrare a casa: la porta era chiusa e non aveva le chiavi. Stefano lo ospitò da lui. Presto si seppe che Alessandra non viveva più lì: da alcuni giorni si era trasferita dalla suocera e aveva dato in affitto l’appartamento.

Grazie a Stefano, Vittorio riuscì a riavere il diritto alla sua casa.

Grazie di cuore ringraziò il vicino. Ma non so come continuare. Lei non si fermerà, cercherà di cacciarmi ancora

Cè una sola soluzione suggerì Stefano. Possiamo vendere la casa, darle la sua parte, e con ciò che ti resta comprare per te una piccola villetta in campagna.

Magnifico! si rallegrò Vittorio. Sarebbe perfetto.

Dopo tre mesi, Vittorio Romano si trasferì finalmente nella nuova casa. Stefano lo aiutò in tutto, anche ora propose di portarlo lui, insieme a Leone.

Ma dobbiamo fare una tappa chiese Vittorio.

Da lontano vide Valentina seduta sulla solita panchina, lo sguardo perso.

Vale! la chiamò. Siamo venuti per te, io e Leone. Ora abbiamo una casetta in campagna: aria pulita, pesca, frutti, funghi, tutto a portata di mano. Vieni? sorrise.

Ma come faccio ad andarmene con voi? si smarrì la donna.

Basta alzarti e venire con noi rise Vittorio. Decidi tu! Qui non abbiamo più nulla da fare.

Va bene! Aspettami dieci minuti? gli occhi di Valentina brillavano di lacrime.

Certo che ti aspetto! rispose Vittorio, sorridendo.

Nonostante le cattiverie e le prepotenze, questi due trovarono il coraggio di difendere la propria felicità. Capirono che il mondo, pur pieno di difficoltà, è ricco di persone buone, spesso più dei malvagi: Vittorio e Valentina lo hanno scoperto sulla propria pelle. Gli anziani, con un po di speranza e la forza di lottare per sé, hanno finalmente trovato in questa nuova vita pace e serenità. Ecco il senso: nella bontà e nellaiuto reciproco, cè il vero valore della vita.

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