Ma questa è proprio la mamma!

Quale rata sarebbe scaduta? State facendo confusione, non abbiamo nessun mutuo Sì, i Guidi, sì, il nostro indirizzo, ma Quanto? È impossibile. A nome di chi sarebbe questo prestito? si meravigliava Giulia.

A nome di Elia Andrea Guidi, le risposero.

Sì, è mio marito, ma comè possibile? E perché? Giulia era sempre più smarrita.

Mi dispiace, la voce dallaltro capo del telefono divenne un po più gentile, Ma le regole sono uguali per tutti: la scadenza è passata, oggi è solo il sollecito, poi arriveranno altri provvedimenti.
Giulia non capiva nemmeno come si fosse ritrovata al computer; lo shock la guidava come un automa. No, doveva vederci chiaro da sola, capire da dove saltasse fuori quel debito.

Non aveva mai visto una carta di credito di suo marito, quindi quei soldi non erano finiti certo in famiglia. Ma che stava succedendo? A lavoro proprio non riusciva a pensare, la testa girava solo attorno a quella chiamata strana. Fece fatica a trattenersi, ma quando Elia tornò a casa, partì subito allattacco:

Per chi hai preso i soldi? Chi te lha chiesto?!

Non sono riuscito a darti il tempo, hanno già chiamato, sbuffò il marito, infastidito, rendendosi però conto di essersi tradito. Così attaccò, Ma che faccia hai? Sono soldi per mamma, per mia mamma. Mi aveva chiesto una mano, è sola

E per cosa le serviva tutta quella cifra? Noi ce la caviamo con meno, e lavoriamo entrambi!

Per andare in vacanza, ti sembra poco?

In vacanza dove, alle Maldive o a New York?

Mia madre mi ha cresciuto da sola, ne ha diritto. E da te non me laspettavo proprio

Elia si chiuse in camera, si tuffò sulla poltrona e si girò verso il muro. Era il suo solito numero per mettere pressione, lo sapeva Giulia. Ma stavolta la recita da bambino offeso non funzionò.

Giulia non disse più niente. La suocera era già troppo presente nella loro vita, e pure troppo invadente, diciamocelo. Ivana Paola era un continuo chiedere, un eterno pretendere. Da quando aveva intravisto i primi orecchini indossati da Giulia, aveva sfoderato subito mille domande: Ma sono veri o roba finta?

Saputo che Giulia portava solo cose vere, aveva subito alzato gli occhi al cielo:

Ma che spreco di soldi! Era meglio comprare qualcosa di utile per la casa…

Sono un regalo, aveva provato a rispondere Giulia, sinceramente infastidita.

Ah, allora va bene, si era calmata la futura suocera, giusto per cambiare tono in un lampo.

Dopo una settimana Elia aveva chiesto a Giulia di non portare più gli orecchini se andavano da sua madre. Sai, poverina, si intristisce troppo, tanto non può permetterseli e non posso comprarglieli nemmeno io.

Già allora era sorto qualche dubbio. Ma Giulia, tutta innamorata, aveva scacciato le brutte sensazioni. Poi si erano sposati. Ivana Paola si era presentata in grande stile: abito perfetto, regalo altrettanto. Solo che, dopo un mese, Giulia aveva scoperto per caso che tutta quella scena laveva organizzata Elia. La madre aveva minacciato di non venire alle nozze, se lui non avesse sistemato tutto.

Poi era stato un susseguirsi di richieste: la tv nuova come quella dellamica, il phon di ultima generazione come la sorella, e ancora il conto dal parrucchiere o dalle estetiste… Sempre urgente, subito. Se no, Ivana partiva subito con le lacrime, i malesseri, le tragedie. Elia, davanti al pianto di sua madre, correva accontentarla:

È pur sempre mamma Non posso negarle!

Ma adesso aveva una famiglia, e i soldi non bastavano mai per loro. Giulia si chiedeva come mai, lavorando in due, spesso mancava il necessario. E ogni volta che ne parlava, Elia diceva soltanto:

Forse, tesoro, devi solo imparare a gestire meglio le spese. Prendi esempio da mia madre

Ma imparare dalla suocera, proprio no. Tra loro non era mai scattata la sintonia: Giulia conosceva troppo bene donne come Ivana, meglio starne alla larga.

E la goccia che fece traboccare il vaso arrivò quando la mamma pretese che le venisse pagata la vacanza. La cifra che Elia aveva prelevato per lei aveva lasciato Giulia senza fiato: con quei soldi avrebbero potuto coprire almeno tre rate del mutuo, arredare casa con mobili di qualità, comprare elettrodomestici e avanzava pure per festeggiare in un bel ristorante.

Era evidente che Elia non aveva nessuna intenzione di cambiare: Per mamma, tutto. Giulia, per carità, avrebbe fatto qualsiasi cosa per la propria, ma qui neppure aveva detto una parola. E se fosse successo qualcosa? A pagare quel prestito sarebbe toccato a lei! Ivana come sempre sarebbe rimasta immacolata.

Giulia capì che era il momento di mettere in chiaro le cose. O Elia si rendeva conto che era ora di mettere dei limiti, o doveva almeno provare a parlare con la sua mamma e farle capire che poteva anche ridimensionare le pretese. Ma la discussione degenerò: Elia se la prese, dicendole che era insensibile e pensava solo ai soldi:

Quel debito lho già estinto, pagherò tutto, ti puoi calmare?! Basta! Mamma non vuole alberghi scadenti, lei ci tiene al meglio. Ed è giusto così! Mi ha dato la vita, tutto quello che sono lo devo a lei! E ora non potrei garantirle una vacanza come si deve?

E che facciamo se non abbiamo i soldi per i suoi capricci? Forse sarebbe il caso di spiegarglielo.

Te lo spiego io: mamma è sacrosanta

Giulia realizzò che Elia non avrebbe mai cambiato nulla. E lei lo sapeva fin troppo bene che Ivana fosse gelosa del figlio, era palese: chiamava Elia ogni giorno, lo implorava di andare a trovarla, inventava mille scuse E lui, ovunque fosse, mollava tutto e correva dallaltra parte della città: La mamma chiama!

Dopo quellultima litigata nemmeno si parlarono più. Il giorno dopo, a lavoro, Giulia si sentiva a pezzi.

Le colleghe si spaventarono, insistettero per portarla dal medico. E lì scoprì di aspettare un bambino. Una notizia che aveva voglia di condividere col futuro papà, magari sperando fosse il momento giusto anche per rimettere mano a quel bilancio.

Troppo presto purtroppo. Elia rimase di sasso, ammise che non ci aveva pensato e le chiese di rimandare tutto, addirittura di interrompere la gravidanza. Poi cominciò pure a chiamare Ivana. Ma la suocera, a differenza di lui, non chiedeva: pretendeva.

Non ho nessuna intenzione di fare la nonna! Ma cosa ti è venuto in mente? Vuoi tenerti stretto mio figlio facendo un figlio? Tanto Elia prima o poi se ne va!

E dove dovrebbe andare? Da chi lo avrebbe sentito?

Ma dai, sono sua madre, lo conosco. Da un po ormai cerca una scusa per lasciarti. Fai come dice lui, se no gli alimenti non te li dà nessuno.

Giulia sentì il mondo crollarle addosso. Poi si risvegliò in ospedale.

Giulietta, meno male che ti sei svegliata, la riscosse una voce famigliare. Aprendo gli occhi vide la dottoressa Anna Eugenia, vicina di casa della suocera.

Oddio, Anna, non sapevo lavorassi qui

E sarebbe stato meglio non saperlo mai, rispose con un sorriso amaro, Qui si pensava di dover scegliere tra te e il bimbo.

Cosa!?

Calma, siete tutti e due salvi. Ma raccontami cosè successo, che ti ha ridotta così?

Sentita tutta la storia, Anna si rabbuiò, poi diede un consiglio secco:

Lascia stare questa famiglia, Elia non cambierà mai e sua madre non darà tregua a nessuna delle sue compagne. È convinta che suo figlio le sia debitore a vita. Ivana il marito se lera mangiato vivo con le sue pretese, e ora anche Elia farà lo stesso. Da lei lui non si staccherà mai.

Ma si è sposato

Guarda, nemmeno so come abbia fatto. Sai quante donne sono scappate dopo aver visto comè davvero Ivana? Fossi in te ci penserei. A proposito, e Elia cosa pensa di diventare papà?

Sentita la risposta di Giulia, Anna mormorò qualcosa tra sé sulla figliolanza eccessiva… e fu come un incantesimo. Giulia prese la sua decisione: ce lavrebbe fatta da sola. Ed Elia, a sua insaputa, la scelta laveva già fatta.

Appena ritornata al lavoro, Giulia avviò la pratica di separazione. Elia non si oppose, minimamente. E lei non ritenne nemmeno il caso di dirgli che la gravidanza era andata avanti e il bimbo stava bene.

. Adesso è passato un anno da quando ha riassaporato la libertà: Giulia passeggiava col sorriso, la sua bambina tra le mani, nel parco vicino a casa.

Guarda chi si vede sentì una voce fin troppo nota E perché non mi lasci vedere mia nipote?

Perché non è sua nipote, rispose piano Giulia. Quel bambino Quello, come suggerì lei assieme a suo figlio, non è mai nato. Questa bambina è solo mia. E sì, la nonna già ce lha.

Ma come ti permetti…

Eccome se mi permetto. Vuole tanto essere nonna? Aiuti suo figlio a trovare una compagna giusta.

Giulia si allontanò con la sua bimba e un sorriso, senza curarsi delle urla che la inseguivano. Ormai era chiaro che aveva lasciato al passato sia il marito succube che una suocera senza freni. E sentiva, una volta per tutte, che aveva fatto la cosa più giusta per sé stessa.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

one × one =

Ma questa è proprio la mamma!