In fabbrica, il cognome di Savélio era spesso oggetto di scherzi tra gli uomini. E anche tra le donne, soprattutto la prima volta che lo sentivano.

Alla fabbrica, il cognome di Salvatore era spesso fonte di scherzi tra gli uomini. Ma anche le donne, soprattutto quelle che lo sentivano per la prima volta, non si trattenevano dal ridere. Proprio quella mattina, alla portineria, era apparsa una nuova vigilante: una donna sulla quarantina. Appena segnò il passaggio di Salvatore e lesse il suo cognome, scoppiò in un sorriso.

Oh! Fantasmini! Ma davvero esistono cognomi così?
Eh via, lo vedi anche tu! rispose lui, passando subito al tu, perché la guardia sembrava più giovane di lui. Esistono eccome, altroché.

Curioso Ma da dove diavolo arriva questo cognome nella tua famiglia? chiese ancora più incuriosita. Fantasmini?

Salvatore era abituato a queste domande e sapeva sempre come cavarsela con una battuta.
Pare che la mia bisnonna, in qualche generazione fa, abbia fatto amicizia con un folletto di casa. E poi Beh, è rimasta incinta. E così ci è rimasto il cognome!

Invece di ridere alla sua risposta, la donna sgranò gli occhi talmente tanto che fu lo stesso Salvatore a scoppiare a ridere di cuore.
Ma dici sul serio? sussurrò lei, quasi terrorizzata.

Ma certo! continuò lui nella sua finta serietà. Da quella bisnonna, tutti i Fantasmini di casa mia abbiamo poteri paranormali. Quindi, bella, stattene tranquilla: se mi fai arrabbiare, ti faccio visita stanotte in versione folletto. E vedrai che di dormire non se ne parla!

La vigilante lo fissò con sospetto e gli rispose con tono deciso:
Non farmi paura! Se necessario, qualcosa contro i folletti la trovo! Ora passa, non far perdere tempo agli altri.

La sera, finito il turno, Salvatore incrociò ancora la vigilante alla portineria. Solo a vederlo, lei si oscurò.
Oh bella, perché sta faccia lunga? chiese lui con un sorriso gentile.

Non sono la tua bella. Sono Giovanna Marcotulli! scattò lei stizzita. E smettila di fissarmi! Dai, avanti!

Mmh, eccoci pensò Salvatore uscendo mi sa che mi sono fatto subito un nemico. Non capisce lironia, sta donna

Il mattino dopo la vigilante non cera, ma in mensa, durante la pausa pranzo, fu proprio Giovanna Marcotulli a venirgli davanti. Si sedette accanto a lui, che stava spazzolando purè e polpette di carne, e sussurrò quasi senza fiato, facendo attenzione a non essere sentita dagli altri.

Confessa, Fantasmini! Stanotte È stata opera tua?

Salvatore quasi si strozzò dal colpo.
Di che cosa sta parlando, signora Marcotulli? tossendo, tornò a darle del lei. In che senso opera mia?

Non fare il furbo, Fantasmini! lo inceneriva con lo sguardo. Mi avevi avvertita ieri!
Avvertita di che?
Che non dovevo litigare con te.
E allora?
Hai detto che saresti potuto venire da me in veste di folletto, no?
Ma signora, stava scherzando, lo giuro sui Santi!

Ah sì? Stavi scherzando, certo! insistette lei. E chi mi ha tirato per la gamba stanotte?

In che senso tirato?
Proprio così! Mi ero appena addormentata, a mezzanotte, e ho sentito che la coperta scivolava via. Poi, una mano morbida sulla gamba Mi sono quasi sentita mancare dal terrore!

Ma signora Giovanna, ma cosa sta dicendo? Salvatore la fissava basito. Pensa che sia entrato davvero a casa sua a tirarle i piedi?

Come ci sei entrato non lo so, ma ho sentito proprio la tua mano!
La mia? Fantasmini ormai era nel panico. E magari era suo marito, che la prendeva in giro?

Marito? Cinque anni che sono divorziata! Sei stato tu, non cè altra spiegazione!

Ma perché dice così?
Perché porti il cognome Fantasmini! E tua nonna, con quel folletto, lo hai detto tu ieri!

Ma era una battuta! La racconto a tutti! Di solito la gente si fa una risata

Eh, stavolta la risata ti resta in gola lo fulminò con lo sguardo. Per colpa tua non ho chiuso occhio. Appena mi addormentavo, sentivo fruscii ovunque!

Le sarà sembrato, signora, non ero io, glielo giuro! cercò di rassicurarla Salvatore.

Ma Giovanna scuoteva la testa.
No, Fantasmini Stavolta non scappi. La frittata lhai fatta tu, ora tocca a te sistemarla.

Che vuole dire? Che frittata?
Voglio dire che mi sono informata: tu non sei sposato.

E allora?
Allora, stasera vieni a casa mia. Tanto nessuno ti rimprovererà, giusto?

Come? A casa sua? E per fare cosa?

Voglio che tu stanotte mi difenda dai parenti tuoi!

Che parenti?
Ma i Fantasmini, no? Così dormo. Ora mi è venuta paura del buio, ma con la luce non prendo sonno. Capito?

Capito annuì Salvatore sconsolato, intuendo che non avrebbe avuto modo di rifiutare. A che ora devo venire?

Appena ti danno il cambio. Andiamo insieme. Ti do da mangiare, ti preparo il letto e alle nove ti sveglio. Tutta la notte vicino a me a farmi da guardia.

È inutile dire che, da quella notte, Salvatore dalla casa di Giovanna Marcotulli non se ne è più andato. Perché la donna, a parte essere ansiosa e un po paurosa, si rivelò davvero attenta e, strano a dirsi, anche affettuosa. E cosa vuole di più un uomo da una donna? Basta affetto e comprensione. Il resto non conta.

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