«Non prendo le banconote»: Perché un ragazzo ha rifiutato milioni costringendo una ricca signora a strisciare nel fango?

A volte il prezzo della guarigione non si misura in denaro. Questa storia risale a tempi ormai lontani, quando in un remoto borgo delle montagne piemontesi viveva un ragazzo di cui si narravano molte leggende. Si diceva che avesse il dono di far camminare chiunque, guarendo limpossibile, ma la ricompensa che chiedeva spaventava persino i più ricchi dItalia.

Scena 1: Unofferta irrinunciabile
Davanti alluscio di una vecchia baita si trovava una carrozzina elegante, sormontata da rivestimenti in cuoio pregiato. Seduta vi era una donna il cui abito valeva più di tutto quel casolare. Tra le mani stringeva una busta giallastra, rigonfia di banconote da cinquecento euro. Con voce rotta dalla rabbia e dalla disperazione la porse al ragazzo, seduto sugli scalini.

**Prendi! Qui ci sono centomila euro,** sibilò. **Fai solo in modo che io torni a camminare.**

Scena 2: Una valuta diversa
Il ragazzo nemmeno sfiorò le banconote. Il suo sguardo era rivolto lontano, verso il cortile dietro casa, dove sua madre, ormai anziana, si chinava faticosamente per raccogliere un grosso fascio di legna. Lui allontanò con gentile fermezza la mano della donna.

**Il mio dono non si compra con carta,** replicò calmo. **Io scambio solo con sudore.**

Scena 3: Orgoglio e impotenza
La donna si mozzò il fiato per la sorpresa. Guardò sconsolata le sue gambe immobili e la carrozzina costosa.

**Sei pazzo? Io non posso far nulla!** gridò. **Non mi muovo da tre anni!**

Scena 4: Una condizione crudele
Il ragazzo si avvicinò con il volto al suo, gli occhi profondi come se vedessero nellanima scorgevano la sua avidità, legoismo, una vita passata a servirsi degli altri.

**Allora striscerai, fino a imparare,** le sussurrò.

Scena 5: Linizio del cammino
Con un rapido schiocco di dita, accadde qualcosa di prodigioso: la donna trasalì. I suoi occhi si sgranarono di terrore quando una delle gambe, da anni inerte, si mosse allimprovviso con forza e colpì la ruota della carrozzina, che si capovolse sversandola nella terra e nel fango.

Epilogo

Distesa tra la polvere e lumiliazione, la donna attese che il ragazzo intervenisse per aiutarla. Ma lui indicò solamente un ciocco di legna caduto dalle mani della madre.

**Vuoi camminare? Aiuta mia madre a portare la legna in casa,** disse secco.

**Non posso! È impossibile!** singhiozzava lei.

Ma appena tentava di arrendersi, crampi violenti le irrigidivano le gambe obbligandola a muoversi. Senza alternative, si aggrappò alla terra gelata e si mise a strisciare. Ora dopo ora, tra sudore e lacrime, trascinava quel pezzo di legna, la seta del suo vestito ormai ridotto a brandelli, le mani un tempo impeccabili scorticate e sanguinanti.

Quando il sole calò dietro i picchi e lultimo ciocco fu accatastato accanto alla stufa, il ragazzo si avvicinò. Lei, stremata, giaceva a terra nella baita, ormai priva di superbia e sorpresa solo da una strana pace, un senso di dovere compiuto.

**Alzati,** disse piano il ragazzo.

**Non ci riesco** mormorò lei.

**Hai già fatto la parte più dura. Hai dimenticato chi eri, ma hai imparato cosè il lavoro.**

Le porse una mano. Lei la afferrò e miracolo! sentì saldo lequilibrio. Dapprima tremante, poi sempre più sicura, si sollevò. Per la prima volta dopo tre lunghi anni stava dritta sulle sue gambe.

Guardò la busta di denaro caduta nel fango, ormai senza valore ai suoi occhi: soltanto della carta sporca.

**Le tue gambe obbediscono solo a chi conosce il prezzo della terra,** disse il ragazzo sparendo allinterno. **Vattene. E non pensare mai più che la vita si possa comprare.**

Così la donna riprese la via lungo la mulattiera, assaporando ogni pietra sotto i piedi. E, per la prima volta, si sentì davvero ricca.

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