Osservando come Tommaso disegna per la centesima volta lUomo Ragno nel quaderno al posto dei compiti di matematica, i genitori capiscono che un futuro sereno e tranquillo, da loro, spetta solo al gatto.
Decine di ripetitori non sono riusciti a far nascere in lui la passione per le materie scientifiche. Anzi, con ciascun nuovo insegnante, Tommaso si allontana ancora di più verso la filosofia. Il mondo è tutto un gran baccano, pensa il ragazzino. E la vera felicità? Sta nellozio, nei bignè al cioccolato e nei cartoni animati sul cellulare.
Quando oramai i genitori avevano quasi perso la speranza, il papà trova su internet un annuncio strano: Vendo bilanciere e insegno a vostri figli lamore per le materie scolastiche e sportive, parenti compresi! Metodo esclusivo. Lavoro con matematica, storia, italiano, inglese, bicipiti, tricipiti, gambe, spalle, letteratura, petto. Piero.
La disperazione fa dimenticare ogni prudenza. Il papà compone il numero, e dopo pochi squilli si sente una voce pesante e ansimante.
Pronto. Oltre alla voce, si sentono colpi ritmici di metallo.
Buongiorno, chiamo per lannuncio.
Bilanciere già venduto, dice Piero pronto a chiudere.
No, io vorrei che insegnasse matematica e italiano a mio figlio.
Età, peso, abilità dellalunno?
La concisione di Piero è insieme inquietante e affascinante. I colpi di metallo svaniscono, lasciando il posto al sibilo di una corda per saltare. Il papà pensa quasi di sentire odore di sudore dal telefono.
Nove anni, venticinque chili, sappiamo quasi sommare a colonna e…
Quante volte fa le flessioni?
Cosa? il papà si pulisce lorecchio col mignolo.
Le flessioni, quante sono? E le trazioni? ripete Piero.
Non saprei… forse cinque?
Distingue suffisso da prefisso?
Ehm… non saprei, devo chiedere a mia moglie.
Quali attrezzi ha in casa?
Attrezzi?
Compasso, goniometro, elastici, kettlebell?
Ho un righello di legno.
Va bene. Mandatemi lindirizzo, arrivo in unora, dice Piero e poi urla: Più larghi coi piedi, spalle dritte! Non parlo con lei, sto facendo storia ora, spiega e chiude la chiamata.
Il papà resta ancora un attimo impalato, con le gambe ben divaricate e la schiena dritta come una corda, poi va da Tommaso.
Alla notizia del nuovo ripetitore Tommaso reagisce come sempre: alza il volume della tv e chiede un tè col panino. Il ragazzo è totalmente immune a qualsiasi tentativo di istruzione scientifica.
Suona il campanello. La mamma, sbirciando dallo spioncino, vede un torace da far invidia anche alle influencer su Instagram.
Buongiorno, si china nellingresso una montagna di muscoli in canotta che profuma di shampoo al cocco, chiamata Piero. Dovè il nostro futuro campione?
Vi-vi-vieni pure… balbetta la signora. Sembra sia arrivato quello dell’Opel, cui promettevi nel messaggio di sistemarti la vista.
Scusate, si sente arrivare dalla cucina, cè stato un equivoco, io ero oculista… In unaltra vita.
Io sono Piero Giannetti, ripetitore nel presente, si presenta luomo.
Ah, è lei! esce da dietro la specchiera Marco, il papà. Scusi, non lavevamo riconosciuta. Mi lasci darle una mano con la borsa.
Quando Piero lascia la borsa da palestra, Marco quasi sprofonda al suolo. Nel panico, il gatto attraversa il corridoio con la velocità di una Ferrari e si rifugia dietro la porta chiusa.
Ma cosa ci tiene lì dentro? ansima Marco trascinando la borsa in salotto.
Materiale per le lezioni. Primaria e applicazioni, risponde Piero.
Tommaso, sprofondato sul divano, fissa il telefono quando entra il nuovo arrivato.
Tirati! Tirati! urla il papà, ma ormai è tardi. Piero entra, osserva la cameretta, e non degna nemmeno di uno sguardo il ragazzo.
Avete un trapano?
Perché? chiede Marco.
Per insegnare litaliano, risponde Piero, tirando fuori dalla borsa una sbarra, un sacco da boxe e una corda.
Chiedo al vicino, dice Marco, sfiduciato. Intanto conoscetevi: Tommaso, lui è Piero Giannetti, il ripetitore.
Ma come fa ad avere tutti quei muscoli? domanda Tommaso invece di salutare.
Ho fatto tante somme a colonna, risponde Piero, iniziando a impilare sulla scrivania i dischi del bilanciere.
Bene, fate voi, e Marco scompare.
Sei più forte dellUomo Ragno?
LUomo Ragno riesce a panca ducento chili?
Tommaso non capisce la domanda, ma intuisce di no.
A me le lezioni non piacciono, dichiara il bambino subito.
Le lezioni sono per chi perde. Noi alleniamo gli addominali.
Piero si sdraia sul tappeto e inizia. Tommaso osserva, incuriosito e in attesa che il tipo crolli dalla fatica, ma quello varia solo il ritmo e aumenta i pesi. Dopo gli addominali, passano ai pesi, poi elastici, chiudendo con le flessioni.
Hai memorizzato? Vuoi essere forte davvero? O starai nelle ragnatele come il tuo eroe da cartone?
Tommaso scuote la testa.
Bravo! Allora, tutto tre volte, quarantacinque meno trentanove per esercizio. Cominciando dagli addominali.
Quanti sono?
Devi dirmelo tu.
Niente trapano, ho trovato solo un trapano piccolo, fa irruzione Marco. Vede Tommaso che si allena e resta di pietra. Torno più tardi, sussurra e chiude la porta.
***
Il giorno dopo, alle cinque e mezzo del mattino, suona il telefono. Stropicciandosi gli occhi, Marco si prepara a mandare a quel paese chiunque sia, ma quando vede la pelata di Piero dietro la porta si blocca: nessuna offesa sarebbe sufficiente a coprire una tale superficie. Sembra pure più grosso rispetto a ieri, e pure le occhiaie paiono bicipiti.
Oggi si fa storia e geografia: abbigliamento, scarpe da ginnastica, canotta, pantaloncini. Giro lungo per esplorare i quartieri e parlare delle radici della città.
È solo in terza elementare, quelle materie non le fa ancora, sbadiglia Marco.
Devono pure imparare le poesie questanno, non sbaglio? Viene anche lei? chiede Piero.
Ma no, grazie, io ero bravo a scuola.
Quando è stato che sono passati i Visigoti da questa città?
Ehmm… io tra unora devo andare al lavoro, vado a svegliare il piccolo, si defila Marco nella camera di Tommaso.
Poco dopo sussurra:
Non si sveglia.
Vestitelo pure, si sveglierà facendo jogging, propone Piero.
***
Tre volte a settimana Piero si presenta a casa di Tommaso e via coi circuiti. Lunedì: petto-tricipiti-spalle-matematica-italiano; mercoledì: schiena-bicipiti-letteratura-inglese; venerdì: gambe-geografia-storia.
Dopo tre settimane, Tommaso entra in cucina senza maglia e il papà, vedendo la tartaruga del figlio, si copre la panza col bollitore. Il ragazzino è diventato robusto, cammina dritto, rimprovera i genitori per la loro vita sedentaria.
Marco, questa cosa mi preoccupa, dice una sera la mamma a cena. Sai cosa mi ha chiesto Tommaso per il compleanno?
La playstation? Me lha già chiesta.
No, la spalliera e un frullatore da smoothie. Non è che questo Piero non è un ripetitore, ma solo un fissato che rovina la salute di nostro figlio?
Secondo me studiano matematica.
Ma hai mai visto uno di quei libri in mano loro?
La tabella delle calorie.
Proprio quello che dico io. Sai pure tu che i body builder spesso sono…
Cosa, sono? Marco la guarda di traverso.
Non troppo svegli, risponde battendo sul tavolo di vetro. E il nostro finirà come loro!
Beh, meglio ignorante e muscoloso, che debole genio!
Meglio normale! Voglio che smettano!
Suona il telefono.
È la maestra, la mamma risponde. Pronto? Cosa ha combinato? Sì, arrivo subito.
Che cè?
Tommaso ha fatto casino a scuola. Ecco, te lavevo detto!
Vengo anchio.
***
Arrivati in taxi a scuola, li chiamano subito dal preside.
Ecco qua il ripetitore, nostro figlio in terza elementare e già richiamati dal preside…
Nellufficio si accalca mezzo paese: genitori, bambini, la psicologa e la maestra. Un frastuono tale che il pianoforte in aula musica si è scordato.
Qui è una scuola, non una palestra! urla una madre contro Marco.
Ma che è successo?
Risponde la maestra:
Tommaso obbligava i compagni a fare la scaletta alla ricreazione calcolando il punteggio con la divisione frazionaria.
Cosa faceva?
Trazioni alla sbarra a turno, aumentando il carico ogni volta, spiega Tommaso.
Silenzio! I ragazzi non volevano, lui li costringeva minacciando.
Ma sono stati loro a cominciare: mi hanno dato del secchione, io solo spiegavo come si coniugano le parole spaccato e sbruffone. Mi hanno assalito, allora ho risposto come dice Piero Giannetti: Se hai tanta energia, fanne delle trazioni e meglio una divisione che una rissa, abbassa la testa Tommaso.
Ha detto che se ci avvicinavamo ci faceva estrarre le radici! piangucola un ragazzino.
Un energumeno così tra i nostri figli non ci sta! grida unaltra madre.
Un attimo, Marco riprende fiato. Quindi botte non ce ne sono state?
Gli offesi scuotono la testa.
Quindi mio figlio invece di picchiare, fa le sbarre e la matematica?
E ci ha fatto pure correre lo stadio recitando Leopardi!
Hai visto? Tu temi diventi un testa vuota, invece… sorride Marco alla moglie e lei annuisce.
Vorrei scusarmi con voi, interviene il preside.
Si scusi con noi! urla un genitore indicando Tommaso.
No, con i genitori di Tommaso. Suo figlio è un portento, guarda Marco e la moglie. Ma dopo tutto quello che ho sentito, dobbiamo promuoverlo.
Finalmente giustizia! Ecco, tenetevi pure il vostro pugile! esultano gli altri genitori.
Lo promuovo in quarta, la terza è troppo facile per lui, dichiara il preside.
Nel silenzio che cala in ufficio si sente quasi la rabbia rosicchiare i pensieri dei nemici. Escono tutti, ognuno evitando lo sguardo dellaltro.
Pronto, Piero Giannetti, senta… Lo promuovono in quarta. Arrivano nuove materie, telefona il papà alluscita.
***
Dopo una settimana Tommaso è in quarta. Dopo altre due partecipa alle gare di crossfit ed è ammesso alla sua prima olimpiade letteraria. Un mese dopo Marco riceve la chiamata di uno dei papà dei rivoltosi, che gli chiede il numero di Piero Giannetti.
Piano piano nasce una sezione di ragazzi seguita da Piero, in cui si viene esclusi, non per risultati sportivi, ma per brutti voti in pagella.
Guardando Semyon che disegnava l’ennesimo Uomo Ragno nel quaderno invece di risolvere i problemi di matematica, i genitori capivano che un futuro sereno e senza pensieri, nella loro famiglia, sarebbe toccato solo al gatto.





