Alla facoltà di medicina militare insegnava una dottoressa. Aveva passato tutta la vita lavorando in un ospedale pediatrico. Un giorno ci raccontò una storia davvero particolare. Nonostante fosse medico, i suoi figli avevano preso tutte le malattie infettive possibili. Sempre qualche virus in giro, tanto che lei non ce la faceva più a curarli ogni volta, anche se i bambini erano vivaci e allegri.
Naturalmente, la dottoressa rispettava ogni regola di igiene: appena arrivata a casa si faceva la doccia, si cambiava, si lavava bene le mani però proprio i virus che curava ai suoi pazienti, li beccavano anche i suoi figlioli. E quando affrontava un caso difficile, loro immancabilmente si ammalavano poco dopo. Nessuna vitamina o trattamento di prevenzione la aiutava, così alla fine la dottoressa cominciò davvero a disperarsi.
Un giorno, affaticata da una giornata durissima e con la testa piena di preoccupazioni, sentiva unansia tremenda solo allidea di tornare a casa, convinta che i bambini si sarebbero ammalati di nuovo. Allora, invece di rientrare subito, decise di andare al cinema a vedere un film su Indiana Jones. Dopo il film, con un misto di senso di colpa e sollievo, tornò a casa… ma i bambini stavano bene, come nulla fosse, e continuavano a ridere e saltare come sempre. Successivamente, scelse di passare da unamica: fecero due chiacchiere tra una tazza di tè e qualche biscotto, risero di gusto ascoltando qualche barzelletta. Anche quella volta, i figli restarono in perfetta salute.
Da quel momento, la dottoressa prese labitudine, pur stanca da morire e con mille faccende da sbrigare, di non tornare subito a casa dopo il lavoro. Si fermava a passeggiare nei Giardini Margherita, tra le aiuole fiorite e la frescura della fontanella, si sedeva su una panchina per rilassarsi un attimo, e solo dopo rientrava. E la salute dei bambini non fu mai più un problema.
Così la dottoressa arrivò a una conclusione importante: non era solo una questione di germi. Era lenergia, lumore, linformazione che portava con sé a casa. Era questa cattiva energia che influenzava i figli, ne era certa. E questa semplice consapevolezza si era dimostrata più efficace di tutte le medicine: da allora, nessun malanno aveva più varcato la soglia della loro casa.
Alla fine, capii che dopo una giornata difficile non bisogna precipitarsi subito dalle persone che ci sono care, pieni di nervosismo e tristezza. In modo involontario, possiamo portare loro qualcosa di negativo, anche senza dire niente. Meglio cambiare aria, prendersi un attimo per sé farsi una passeggiata nel parco, o guardarsi un bel film davventura. Solo dopo, si può tornare sereni da chi si ama. Non so come funzioni esattamente, magari ci stanno studiando sopra, ma posso testimoniare che funziona davvero. Dopo un po di tempo tra i fiori e le fontane, o due risate in compagnia, la vita familiare diventa più sana e felice.




