Non potrò vivere senza di voi

Non posso vivere senza di voi

“Chiara, perdonami, ho amato un’altra. Me ne vado, lappartamento resterà a voi. Scusami se sono sparito così silenziosamente, senza avvertire. Non riuscivo a guardare le tue lacrime, perciò ti lascio questo biglietto. Credimi, anche per me non è facile… E dai un bacio a nostro figlio da parte mia…”

***

Tesoro, svegliati! Chiara sveglia il figlio Mattia e poi si dirige in camera dal marito, Marco.

Amore, devi andare al lavoro! Su, alzati! dice ridendo, stuzzicando il piede che spunta da sotto le lenzuola.

Marco si lamenta piano, ancora assonnato. Lui ha sempre fatto fatica ad alzarsi, a differenza di Chiara. Lei si sveglia appena la luce illumina la stanza e, prima che i suoi uomini come chiama affettuosamente marito e figlio si alzino, riesce a preparare la colazione, sistemarsi ed occuparsi di qualche faccenda domestica. Certo, anche si corica presto, sfinita dalla giornata.

Seduta in cucina, sente Mattia sbucare dalla sua camera, ancora mezzo addormentato.

Prima vai in bagno, poi a tavola, gli ricorda indicando il bagno.

Il ragazzino obbedisce senza protestare. Poco dopo, mentre stanno facendo colazione, appare Marco dalla camera.

Ascolta, oggi forse resto a casa. Adesso chiamo al lavoro per avvisare…

È pallido, e Chiara si preoccupa.

Cosa cè? Non stai bene?

Ho mal di testa… mi gira e mi sento uno straccio… Marco si appoggia allo stipite della porta.

Chiara subito gli tocca la fronte, scrutandolo con apprensione.

Non mi sembri caldo. Vuoi che resto io a casa con te?

No, Chiara, vai pure a lavoro, porta Mattia a scuola. Io provo a riposare ancora un po, magari mi passa. Devo solo rimettermi…

Se serve, chiamami, lo avverte lei.

Certo, Marco le sorride ci vediamo stasera.

Chiara passa la giornata come sulle spine, in ansia per il marito. Era così pallido e provato stamattina… Magari troppa stanchezza, pensa lei. Ma un brutto presentimento le si insinua addosso, quasi a preannunciare qualcosa di grave.

Così, chiede di uscire prima dallufficio, va a prendere Mattia dallamico dopo scuola e poi tornano a casa. Lansia cresce sempre di più, tanto che anche Mattia le lancia uno sguardo preoccupato.

Mamma, che succede? le chiede mentre rientrano Saresti dovuta arrivare più tardi. E in verità sei pallida anche tu. State male tutte e due?

Chiara guarda il figlio dodicenne, ormai quasi un ragazzo, e cerca di tranquillizzarlo.

Mattia, sono solo preoccupata per papà. Non stava bene e voglio vedere se ora si sente meglio.

Il ragazzino non ribatte, resta solo silenzioso e la segue a casa portandosi lo zaino. Fatto sta che anche lui non comprende la crescente angoscia della madre.

Con le mani tremanti, Chiara apre la porta e si precipita dentro. Un silenzio strano invade la casa, di Marco nessuna traccia. Chiara cerca in tutte le stanze, poi torna in salotto, dove Mattia la guarda impietrito, con il viso rigato quasi dalle lacrime. In mano tiene un foglio che evidentemente ha già letto.

Che cè lì? Fammi vedere!

Chiara prende il foglio con una voce che trema. E si legge:

“Chiara, perdonami, ho amato unaltra. Me ne vado, lappartamento resterà a voi. Scusami se sono sparito così, senza avvertire. Non potevo vedere le tue lacrime, perciò lascio questo biglietto. Credimi, anche per me non è facile… Un bacio a Mattia da parte mia”

Vigliacco, mormora Mattia.

Non dire così, resta tuo padre, risponde incerta Chiara.

Ci ha lasciati! Lo odio!

Mattia va nella sua stanza e sbatte la porta. È ferito e non capisce come mai il padre abbia agito così, proprio quando la famiglia sembrava così felice. Chiara rilegge il biglietto.

“Ho incontrato Elisa due anni fa e non sono mai riuscito a lasciare voi. Ma ora sono costretto a farlo. Spero che un giorno tu mi possa perdonare. Ti prego, non mostrare questa lettera a Mattia, non vorrei che pensasse male di me.”

Chiara sorride amaramente: suo figlio ha capito tutto da solo e saprà che giudizio dare al padre che li ha abbandonati così.

Senza scopo vaga per la casa, entra in camera da letto, e solo quando vede che tutte le cose di Marco sono sparite, realizza la realtà. Allora si accascia a terra e scoppia in lacrime. Tutta la sua vita distrutta in un secondo, così di colpo.

Non saprebbe dire quanto tempo rimane seduta per terra, piangendo sul matrimonio finito. Avrebbe voluto poter tornare a stamattina, restare a casa, fermare tutto, ma sa che Marco se ne sarebbe andato lo stesso. Quando uno prende una decisione simile, non lo fermi. Se solo non fosse stato così codardo da scrivere una lettera invece di guardarla negli occhi. Ma questa era la sua natura, scappare.

Quando Chiara si riprende, si lava il viso, si sistema e va in camera di Mattia. Lo trova sdraiato sul letto a fissare il soffitto, con gli occhi arrossati.

Mamma, perché ha fatto così?

Tesoro, non lo so. Non mi ama più, non te. Rimani sempre suo figlio.

No, mamma, ha scritto che “è costretto”. Quindi la nuova donna aspetta un figlio da lui. Lo so, non sono un bimbo… allora non mi ama più nemmeno come figlio. Forse ho fatto qualche cosa di sbagliato? Sabato avevamo detto che saremmo andati allo stadio e poi a mangiare fuori. Forse sono stato troppo pesante? Chiedo troppo?

Straziante sentire Mattia parlargli così, pensa Chiara. Lei stessa si sente tradita e abbandonata. Eppure sa che Mattia merita un padre, e Marco vorrà probabilmente rivederlo. Non deve avvelenarli luno contro laltro. Così lo accarezza delicatamente e gli dice dolcemente:

Mattia, non è colpa tua e non gli sei mai stato di peso. Papà non voleva nemmeno che tu vedessi la lettera. Ha trovato unaltra donna, è vero, ma tu resterai sempre nel suo cuore. Vedrai che cercherà lui stesso di vederti, con il tempo.

Ha tradito te, borbotta Mattia.

Chiara capisce e sente le stesse emozioni: rabbia, dolore, desiderio di vendetta. Due anni a nascondere tutto, mentendo sul suo amore e guardandoli negli occhi mentre aveva già un’altra.

I giorni successivi passano in una tristezza sospesa. Chiara fa domanda di separazione, Mattia dice che non perdonerà mai il padre. È grande, capisce tutto, anche se spesso la sera lei sente i suoi singhiozzi dietro la porta chiusa.

Col tempo però, cicatrici si chiudono: Chiara e Mattia imparano a vivere senza Marco, che in fondo non cerca nessun vero rapporto col figlio, accampando mille impegni e la “nuova famiglia”. Per Mattia è un colpo, soffre e si arrabbia, ma poco a poco riesce a sopportarlo.

Un giorno, tornando dal lavoro, Chiara sente delle urla nellandrone del palazzo. Corre su per le scale, riconoscendo le voci di Mattia e Marco.

Marco è davanti alla porta, lo sguardo implorante rivolto al figlio. Mattia, spettinato e nervoso, urla:

Vai via! Non hai più il diritto di stare qui! Ti odio! Anche mamma non ti ama più!

Mattia, ascoltami figlio mio…

Vai via!

Appena Chiara arriva, Mattia si calma un poco, Marco invece si illumina e le si avvicina:

Chiaretta, sono tornato da voi. Mattia non mi lascia entrare, ma tu puoi perdonarmi?

Mamma, no! Mattia la guarda supplichevole e arrabbiato.

Chiara scruta Marco. Una volta lavrebbe seguito ovunque, non riusciva neanche a pensarsi senza di lui. Ora, dopo tutto quello che è successo, sa che anche decidendo di perdonarlo, la loro vita insieme non sarebbe possibile.

Allora? Marco fa un passo verso la soglia, titubante. Mi fate entrare? Ritorno da marito e padre?

Lo eri sei mesi fa, dice Chiara, la voce quasi spenta ma ora non hai più diritto di varcare la nostra porta. Se vuoi metà casa, fai pure causa. Ma noi non siamo più una famiglia.

Cosa? Mi metti alla porta? Chiara, perdonami! Non so cosa mi è preso, allora. Non posso vivere senza di voi!

Ti ho perdonato, ma non viveremo mai più insieme.

Con queste parole Chiara rientra e chiude la porta. Mattia le è vicino, anche se cacciarlo via è stato difficile anche per lui. Non ha perdonato il padre, e ancora sente la ferita.

Mamma, non piangere per lui. Stiamo bene, io e te, insieme.

Chiara sorride tra le lacrime, guardando dallo spioncino Marco che rimane ancora per qualche attimo davanti alla porta, poi si allontana piano. Dentro di sé sente sollievo, finalmente: ha avuto il coraggio di cacciare il traditore e il bugiardo. È lora di smettere di lamentarsi del passato.

Mattia, sei stato grande, gli fa locchiolino.

Che ne dici, mamma, ordiniamo una pizza? Festeggiamo? Dai!

Ora Mattia sa che la tempesta è passata.

Perché no? E anche dei pasticcini!

Chiara sorride felice, vedendo le guance del figlio che finalmente si illuminano. Ultimamente vedeva troppo raramente quel sorriso. Ora, sa con certezza che tutto andrà bene per davvero. Magari non da subito… ma andrà tutto bene.

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