Antonella, indovina! Stiamo venendo a trovarti! Solo per due giorni, eh! Abbiamo già preso i biglietti! Così esordì una certa parente lontana, una che evidentemente tanto vicina non era… Antonella dovette pensarci un momento buono per capire chi fosse questa donna, cosa volesse e soprattutto come avesse avuto il suo numero.
Eh? Chi sei tu? E che visita? chiese confusa.
Antonella, dai! Sono io, tua zia Lucia! squittì la voce dallaltra parte.
Per quanto si sforzasse, Antonella non riusciva davvero a farsi venire in mente alcuna zia Lucia, ma provò comunque a indagare:
Dimmi, che vi serve?
Siamo solo di passaggio! Stai sul mare, no? Solo due giorni, è giusto che mio figlio Matteo ne ha bisogno…
Dopo una chiacchierata rapida, Antonella capì che il figlio di zia Lucia aveva bisogno di respirare aria di mare, almeno così raccontava la donna. Prometteva di non dare fastidio, di lasciare tutto pulito e magari aiutare in casa. Antonella, un po per compassione e molto per insicurezza, accettò, anche se sentiva che quella storia non lavrebbe portata a nulla di buono.
Grazie Antonella! Arriviamo venerdì! trillò Lucia, per poi salutare in fretta mettendo giù.
Antonella guardò suo figlio dodicenne, Gianluca, che nel frattempo losservava con occhi dubbiosi.
Di nuovo qualcuno che viene a scroccare, mamma?
Sì, pare una certa zia Lucia sbuffò Antonella.
Ma chi è? Chiedi alla nonna, dai! suggerì Gianluca, decisamente poco entusiasta delle visite dei parenti, viste le esperienze passate di promesse non mantenute.
Negli ultimi tempi Antonella aveva rifiutato quasi tutti, ma questa volta, pensando a un bambino che aveva bisogno di aiuto, decise di fare uno strappo. Tanto, ripeteva a se stessa, si fermeranno solo un paio di giorni.
Da quando Antonella aveva comprato la casetta vicino al mare, a Sestri Levante, dopo la separazione, le erano saltati fuori parenti di cui ignorava lesistenza. Allinizio ci aveva pure sperato in quei nuovi rapporti, ma poi aveva capito che la maggior parte passava solo a mangiare e villeggiare senza muovere un dito, pretendendo servizi come se casa sua fosse un albergo. Aveva imparato a mettere confini e a rifiutare quasi tutti, a meno che non fossero davvero di compagnia e disponibili ad aiutare.
Seguendo il consiglio di Gianluca, chiamò la madre, rimasta a Genova.
Ciao Antonella! rispose allegra.
Ciao mamma, tutto bene? si scambiarono qualche parola, poi Antonella portò il discorso sulla mitica zia Lucia e suo figlio.
Non mi dice niente questo nome, cara, saranno parenti dal lato di tuo padre, ma dubito pure lui… rifletté la madre.
Alla fine non riuscirono a risolvere il mistero, quindi ad Antonella non restava altro che aspettare.
Lucia arrivò due giorni dopo, di venerdì come promesso: una donna rumorosa e ingombrante, dal sorriso furbo, e con sé Matteo che di bambino aveva ben poco e sembrava già un ragazzone di quindici anni. Più tardi Antonella scoprì che nessun medico aveva prescritto laria di mare: semplicemente, Lucia aveva voglia di vacanza gratuita.
Ma come? Non siete venuti a prenderci alla stazione? furono le prime parole di Lucia. (Anche il padre di Antonella, consultato nel frattempo, non aveva idea di chi fosse).
Mia mamma non è la vostra autista mormorò Gianluca.
Lucia fece finta di non aver sentito, ma tirò una brutta faccia al ragazzo.
Dove mettiamo le cose? E le camere?
Una camera sola, non ho spazio per tutti Antonella la guardò severa.
Eh? Ma ci avevano detto che avevi una bella villa sul mare!
Non so chi te labbia detto! Se qualcosa non va, siete liberi di andare in albergo replicò pronta Antonella. Non voglio iniziare una guerra.
Lucia cambiò subito tono, ridiventando melensa:
Antonella, ma che dici! Siamo stanchi, dài, entra che ci sistemiamo!
Fu la prima a varcare la soglia, seguita da Matteo con le loro valigie, mentre Gianluca sussurrava a sua madre:
Mamma, finirà male, vedrai!
Sono solo due giorni cercava Antonella di calmare suo figlio e se stessa.
Per il resto del giorno, tutto sommato, andarono lisce: Lucia e Matteo andarono a letto presto, lamentandosi però di dover dividere la camera. Antonella avrebbe anche avuto un paio di stanze di scorta, ma erano in ristrutturazione: si dovevano accontentare. Offrì loro il divano in salotto, ma rifiutarono.
La notte andò liscia, ma alle sei del mattino Antonella fu svegliata dal baccano. Stanca, si trascinò fuori dalla camera.
Che succede? sbadigliò.
Nulla, cercavo il costume! rispose Lucia, circondata da una distesa di vestiti. Non riesco a trovarlo!
Non potevi farlo in camera? E fare meno rumore?
Lì non cè spazio! Ma ho fatto piano…
Il vero casino veniva da fuori: Matteo stava prendendo a secchiate un vecchio catino di metallo, aspettando la madre.
Puoi chiedergli di smettere? Qui mi ammazzano i vicini… sbottò Antonella.
Lucia sbuffò, lanciò un urlo al figlio e Matteo si spostò fiaccamente.
Antonella capì che tanto era sveglia, quindi andò a prepararsi un caffè.
Dove vai?
In cucina, a bere il caffè rispose Antonella, stanca.
Anchio ne vorrei, ma con il latte e tre cucchiaini di zucchero, per favore!
Antonella si fermò, indignata.
Signora Lucia, siete in casa mia. Siete arrivati protestando, mi svegliate allalba e ora mi ordinate pure il caffè?!
Ma ormai non è più mattina presto rispose la donna, spallucce. Allanagrafe sono Lucia Santoro. E allora, mi fai il caffè?
Qui si fa tutto da soli! chiuse Antonella.
Lumore era già sotto terra quando Gianluca arrivò a consolare la madre.
Che ti avevo detto, mamma? Quella gente lì li conosci subito dallo sguardo. Ancora un giorno e li cacciamo via, vero?
Solo oggi… sospirò Antonella.
Persino Gianluca era stato svegliato dal baccano.
Poco dopo, entrò Lucia, sempre più scocciata.
Niente caffè pronto?
La mamma non deve farlo! Fatevelo da soli! sbottò Gianluca.
Antonella, non hai insegnato al tuo ragazzo a stare zitto davanti agli adulti?
Lascia stare mio figlio! ribatté Antonella, visibilmente alterata.
Non sono un ragazzino… borbottò Gianluca.
Lucia sbuffò, si fece il caffè da sola nel silenzio e infine girò il sorriso finto verso Antonella:
E il mare? Ci accompagni?
Seguite la strada, basta scendere e arrivate rispose Antonella, senza più convenevoli.
Tu non vieni?
Più tardi, dopo pranzo.
E a pranzo, che si mangia?
Antonella era abituata a cucinare solo per sé e Gianluca o per ospiti che contribuivano alla spesa. Non aveva certo soldi da spendere per tutti, perciò rispose:
Noi pranziamo assieme, ma voi potete andare al bar qui vicino.
Non potresti prepararci tu? I ristoranti non li sopporto tentò Lucia.
Certo, ma a pagamento. Anche io sto attenta a non buttare soldi confessò Antonella.
Lucia fece una smorfia:
Allora meglio il bar, almeno lì si mangia meglio!
Gianluca soffocò una risata.
E così, tra stoccate e malumori, passarono quei due giorni. Ma poi si scoprì che Lucia non aveva alcuna intenzione di andarsene. Quando Antonella la affrontò, Lucia sbottò:
Ma dai, Antonella, non fare così! Abbiamo le ferie per una settimana. Ci teniamo il posto fino a domenica, tanto che ti costa?
Certo che le costava! Antonella aveva già fatto fin troppa fatica a tollerarli, e in più, con Lucia non cerano punti dintesa. Matteo poi era un ragazzo, daccordo, ma combinava guai di nascosto: disturbava Gianluca, lasciava tutto sporco, faceva casino e metteva nei guai con i vicini.
Sì, mi dispiace. Tra poco arrivano i miei amici, è ora che ve ne andiate. Avevamo detto solo due giorni e così devessere.
Antonella fu decisa e serena, e Lucia non se laspettava: strabuzzò gli occhi, quasi gridando:
Ma come puoi! Cacciarci, noi parenti! E dove dovremmo andare adesso? In stazione?
Di parenti, qui, nessuno si ricorda di voi. Vi chiedo solo di non rompere niente quando uscite, o sarò costretta a chiamare i carabinieri.
Chiuse la porta, piena di sollievo per aver difeso la propria casa e la propria serenità. Allalba del giorno dopo Lucia e Matteo se ne andarono, tra lamentele e insulti, ma se ne andarono davvero.
E Antonella, da quellesperienza, imparò una lezione preziosa: essere generosi non significa farsi calpestare; ogni famiglia, come ogni casa, ha bisogno di rispetto e gentilezza, non solo di ospitalità. Solo così si trova davvero la pace.






