Lui ha avuto un brutto incidente stradale, e si è ritrovato con entrambe le gambe gravemente ferite. E tutto è andato in frantumi… Un ottimo lavoro, dove ormai si intravedeva la possibilità di diventare direttore generale e con uno stipendio bello alto in euro. Settimane bianche con la moglie sulle Dolomiti, serate con gli amici a Bologna. Tutto, sparito.
Lo hanno rimesso insieme come hanno potuto in ospedale e poi lhanno mandato a casa. Cosa potevano fare di più? Solo raccomandarlo al destino e pregare Dio che andasse bene. Lui ci sperava, ma di notte urlava dal dolore. Solo le punture due volte al giorno, una al mattino e una alla sera, lo aiutavano a dormire qualche ora.
Per due mesi non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto, così doveva usare un pappagallo sanitario. Che Dio benedica sua moglie, veramente. Poi, quando ha iniziato a tirarsi su e a camminare con il deambulatore, il dolore è tornato dieci volte più intenso.
Ma sai cosa sono le iniezioni sulla pancia, per evitare trombi e piaghe da decubito quando sei bloccato a letto per mesi? Lascia che ti dica… Non puoi nemmeno starnutire, tossire o, scusa la confidenza, andare in bagno come una volta. Ci vogliono davvero nervi dacciaio.
Ma che nervi vuoi avere ormai? Sono a pezzi. Le forze sono finite da un pezzo.
Eppure il tempo passava, e piano piano ha ricominciato a camminare, male, inciampando, rischiando di cadere a ogni passo. Ma almeno era un passo avanti.
Gli amici… puff! Scomparsi. Nessuno che telefonava per sapere come stava. Al lavoro, il suo posto e quello del direttore se li era già presi qualcun altro. E chissà quando sarebbero finite le sue pene. E soprattutto: come?
Immagina lumore. Futuro da invalido davanti. Per fortuna che la moglie non lha mollato…
La prima volta che, con i suoi bastoni e sotto lo sguardo attento di sua moglie, è riuscito a uscire di casa, la luce del sole gli ha fatto male agli occhi. Gli è mancato quasi il fiato, e ha pianto. Si è sentito un invalido inutile, con le stampelle. Di tutto quello che era stato e aveva sognato, non era rimasto niente.
Sua moglie si è allontanata un attimo, lasciandogli un momento tutto per sé. Lui ha cercato di fare qualche passo, storcendo la bocca per il sole e abituandosi poco a poco allaria primaverile.
A un certo punto ha sentito un miao insistente ai suoi piedi. Ha guardato in basso: vicino alla stampella di sinistra cera un piccolo gatto grigio.
Cosa vuoi? gli ha chiesto.
Gli animali non avevano mai fatto molto parte della sua vita, e non sapeva nemmeno come comportarsi. Il gattino lo ha guardato e si è accoccolato, quasi a chiedere qualcosa da mangiare.
Amore, mi porti una polpetta per favore? ha detto alla moglie.
Quando lei è tornata, ha preso la polpetta, si è chinato con fatica e lha data al gatto. Il micio lo ha fissato, poi ha iniziato a mangiare di gusto.
Il giorno dopo, quando lei lha accompagnato fuori ancora, stavolta cerano tre gatti ad aspettarlo. Chiaramente, li avevano avvistati da un po.
Ma guarda che banda! ha detto lui, sorridendo per la prima volta dopo tanto tempo.
Il dolore per una volta si è acquietato. La moglie, anche se borbottando, ha portato altre tre polpette. E lui, stringendo i denti, le ha distribuite.
Il giorno dopo sono apparsi cinque gatti e due cagnolini minuscoli. La moglie protestava a voce alta, ma lui le ha chiesto di andare al mini market allangolo e prendere un chilo di wurstel, che poi ha diviso onestamente fra tutti i mici e i cani.
Mangiato il bottino, i pelosetti hanno iniziato a correre attorno a lui, quasi volessero trascinarlo in una loro strana danza. Lui era arrabbiato e divertito insieme, e alla fine ha fatto qualche passo in più del solito. E i cagnolini abbaiavano, quasi ridevano di gioia.
Il giorno dopo piovigginava e lei lo minacciava di strappargli le stampelle, ma lui ha insistito e, per la prima volta dopo mesi, è sceso giù da solo.
Mi aspettano, le diceva. Come faccio a non arrivare? È un dovere.
Così scendeva. E cinque gatti e due cagnolini lo accerchiavano scodinzolando e lui rideva come un bambino. Pioveva, ma era una pioggia tiepida di marzo, e lui a stampelle inseguiva i pelosetti, con loro che abbaiano e i gatti dietro che saltellavano.
Sua moglie, col suo ombrellino, lo guardava dal portone e sorrideva
A forza di giorni così, alla fine le due stampelle si sono ridotte a una sola, poi neanche più quella. Le stampelle, ormai, gli davano solo fastidio per seguire il branco. E solo allora si è accorto che le gambe, da un bel po, non gli facevano più male.
Al lavoro, inutile dirlo, non lo aspettavano più. Per loro lui era soltanto un ex, un peso. Gli hanno dato una buona buonuscita in euro e si è licenziato. Di tempo ne aveva ora, così ha iniziato a scrivere tutto quello che gli era successo.
Non sai perché, ma ne è uscita fuori una specie di commedia, nemmeno tanto corta. Quando ha messo il punto allultima pagina, ha preso su e ha cominciato a bussare alle porte dei teatri di Modena. Ne avrai un paio di teatri veri, il resto piccoli teatrini… Risposta: zero. Nessuno lo ha ricontattato, nessun interesse, a parte un piccolo teatro popolare in una saletta seminterrata.
Una settimana dopo, il regista lo ha chiamato:
La facciamo, gli ha detto. Ma cè da tagliare, cambiare un sacco di cose. Ci lavoriamo insieme?
Per un mese hanno litigato e lavorato sul testo, sempre più presi. Dopo un altro mese cera già la data della prima.
La saletta sembrava il soggiorno di una casa: piccola scena e quindici sedie in tutto. Mezza sala vuota, ma per lui erano quindici spettatori importantissimi.
Era talmente agitato che non osava guardare il pubblico. Ma quando sono scese le ultime battute e il sipario, un silenzio pesante è calato nella stanza, e lui si è sentito svuotato. Aveva limpressione che quel silenzio durasse mezzora, ma saranno stati pochi secondi…
Poi, allimprovviso, un applauso fortissimo. Hanno cominciato a battere le mani e a urlare di gioia. Gli attori sorridevano e tornavano sul palco per i bis.
La seconda recita: sala piena, gente in piedi e nei corridoi. Un successo. Applausi che quasi facevano cadere il sipario.
Poco dopo la compagnia ha preso una sala centrale a Modena, dove ora si ritrova la gente di teatro per parlare delle nuove commedie della nuova stella.
Lui si è comprato un completo elegante e, ogni volta che sale a prendersi gli applausi, ci va con la moglie, sempre: come potrebbe essere altrimenti?
E delle due cagnoline e dei cinque gatti, ti chiederai? Beh, due cani e due gatti li hanno adottati loro. Gli altri tre li hanno presi gli ammiratori della sua commedia.
Ma di cosa parla davvero questa storia? Magari di niente. O magari ci ricorda solo di quanto conti vedere, ai tuoi piedi, occhi pieni di speranza… e che, quando succede, non puoi proprio permetterti di crollare. Devi solo resistere.






