Basta, Anna, tra noi è tutto finito! Voglio una vera famiglia, dei figli. Tu non puoi darmi questo. Ho aspettato e sopportato a lungo

Basta, Giulia, tra di noi è finita! Io voglio una vera famiglia, dei figli. Tu non puoi darmeli. Ho aspettato, ho sopportato per anni. Voglio un figlio, capisci? Ho già chiesto il divorzio! Hai tre giorni per raccogliere le tue cose. Avvisami quando sarai andata via. Intanto starò da mia madre. Sbrigati, devo preparare la casa per mio figlio e la sua madre. Sì, non sorprenderti, la mia prossima moglie è incinta! Tre giorni, Giulia!

Giulia rimase muta. Cosa avrebbe potuto rispondere?

Non riusciva ad avere figli, e Riccardo aveva aspettato per cinque lunghi anni. Tre tentativi falliti, sempre la stessa storia.

I medici che aveva consultato le dicevano che non aveva nulla. Perché allora, ogni volta, tutto finiva nel nulla?

Sempre condotta impeccabile, vita sana, sveglia allalba.

Questa volta si era sentita male in ufficio e avevano chiamato lambulanza, ma tutto precipitò in fretta

Quando Riccardo sbatté la porta, Giulia crollò sul divano senza forze.

Non voleva nemmeno preparare la valigia. E dove andare? Dove poteva andare a vivere?

Quando studiava e prima di sposarsi, stava dalla zia. Ma la zia ormai non cera più, e il figlio aveva venduto la casa. Tornare nella vecchia cascina della nonna? Affittare un appartamento? Il lavoro, che fare?

Domande come bolle di sapone che scoppiavano una dopo laltra e lei doveva trovare risposte in fretta

Allalba una chiave girò nella serratura: entrò la suocera.

Sei già sveglia? Bene. Sono venuta a controllare che tu non prenda nulla che non sia tuo.

Le mutande di suo figlio non le porto, state tranquilla. Facciamo linventario dei miei oggetti?

Guarda come sei diventata ostile! Prima buona, gentile, educata Ma vedi come è finita. Lavevo detto a Riccardo già dal primo tentativo: tu, un figlio, non lavresti mai dato!

È per questo che è venuta? Stia seduta, allora, e controlli in silenzio.

Perché metti via il servizio da caffè?!

È mio. Era della zia, un ricordo di lei.

Adesso qui sarà vuoto senza quel servizio!

Non mi importa. Voi avrete un nipote, io, un ricordo.

Prendi solo ciò che è tuo!

Il portatile è mio. La macchina del caffè, il microonde me li hanno regalati i colleghi. Lauto lho comprata prima del matrimonio. Vostro figlio ha la sua.

Hai tutto, tranne la capacità di fare figli!

Questo non è affare suo. Sto bene, forse è la volontà di Dio, chi può dirlo.

Non ti vedo afflitta. Lhai fatto apposta, forse?

Sta dicendo sciocchezze. Mi fa male anche solo pensarci.

Giulia guardò intorno: le sue cose erano ormai tutte pronte. Spazzola, trucchi, pantofole

Qualcosa di importante le sfuggiva. La suocera non la lasciava pensare.

Poi ricordò: mancava la piccola statua del gatto. Dentro cera un segreto, che nessuno sapeva: un paio di orecchini con un anello, ricordi della nonna. Per Riccardo era solo cianfrusaglia, probabilmente lo aveva buttato sul balcone. Giulia aprì la porta

Cosa cerchi lì? Prendi le cose e vattene! la voce della suocera ancora una volta Stai salutando la casa? Addio, allora. Non ti aspetta niente di simile altrove.

Finalmente il gatto era lì, tutto a posto. Ora poteva partire.

Ecco le chiavi. Addio. Spero di non vedervi più.

Giulia passò dallufficio. Era ancora in malattia, chiese le ferie.

Siamo tutti dispiaciuti per te, ma come facciamo senza di te? Tre settimane ti bastano? Rimani reperibile, senza le tue consulenze metà dei progetti si fermano.

Va bene. Mi servirà a distrarmi. Grazie.

Hai bisogno daiuto?

No.

Disporrò il pagamento delle ferie e ti assegnerò il premio produttività.

Grazie, molto gentile.

Neanche cercò una stanza: si diresse semplicemente a casa, in campagna. Nessuno laspettava. La nonna era morta da tre anni, la madre non laveva mai conosciuta: se nera andata dandola alla luce.

E ora, chissà perché, anche lei non riusciva ad avere bambini

Unora di strada, il vecchio melo, i tulipani.

Lultima volta era stata qui con Riccardo, in autunno, a cucinare grigliate in giardino.

Giulia parcheggiò, il telecomando del garage era in casa.

Aprì la porta. Silenzio. Sul tavolo, tazze e piatti sporchi. Perché non aveva riordinato, lultima volta?

No, aveva pulito! Ma allora qualcuno era venuto dopo di lei!

Due tazze, piatti, confezioni di succo, bottiglie del prosecco preferito di Riccardo. Di certo, non roba dautunno.

Quindi Riccardo era tornato qui, ma con chi?

Non importava, ormai

Solo lei aveva le chiavi, forse Riccardo aveva fatto un duplicato. Era tempo di cambiare serratura.

Nuova vita, pulizie profonde, poi un lungo bagno caldo per lavare via le tracce del passato.

Quando stava per uscire dalla vasca, bussarono alla porta, poi anche alla finestra.

Chi è?!

Tutto bene?

Sì rispose stupita Giulia.

Scusi.

Giulia uscì: davanti alla casa cera un uomo sconosciuto.

Mi scusi, non volevo spaventarla. Sono il suo vicino, lho vista arrivare oggi. Poi ho visto del fumo dalla stufa, temevo fosse successo qualcosa

Grazie, va tutto bene.

Lei è parente di Riccardo? È stato qui di recente, con una donna Siete sorelle?

No, sono la ex moglie. Quasi ex, stiamo divorziando.

E la casa è sua?

Sì.

Io sono il suo nuovo vicino, temporaneo. Sono qui per questioni familiari, un amico mi ha dato la casa. Anche io sto divorziando, domani sarò libero. Se le serve qualcosa, mi chiami pure. Sono Marco.

Piacere, Giulia. Senta, potrebbe cambiarmi la serratura?

Certo. Mi dica quando, ci penso io.

Il prima possibile. Domani compro il materiale.

Se vuole vado io, così prendo tutto quello che serve, devo andare in città comunque.

Grazie.

Passarono due settimane. Unaltra settimana di ferie e sarebbe tornata in città. Cercare una casa non le andava proprio. Riccardo non dava segni di vita, solo un messaggio per la data del divorzio. Meglio così. Non voleva più vederlo.

Sabato. Giulia si svegliò presto, Marco la invitò a fare una passeggiata sul lago.

Non era nei piani aprirsi a una relazione, ma una semplice passeggiata non impegna nessuno. Passarono una bella giornata e rientrarono per pranzo. Davanti casa, lauto di Riccardo. Era appena arrivato. Scese lui, e poi aiutò una donna incinta a uscire.

Giulia e Marco si avvicinarono al cancello. Riccardo tentava di aprire la porta di casa, invano.

Ma che succede qui?

E lei chi è? Che fa in una casa non sua?

Riccardo rimase di sasso.

Ma questa è casa nostra! esclamò la donna.

Davvero? Chi lo dice, Riccardo? Questa è la mia casa, siete pregati di andarvene.

Riccardo, ma chi è questa?! La tua ex? Mandala via! strillava la donna incinta.

Giulia e Marco ridevano. Riccardo caricò in silenzio la compagna sullauto e andarono via.

Gliene capiteranno delle belle.

Almeno avrà un figlio, io non ce lho fatta. Tre tentativi andati male Scusami.

Io invece ho divorziato perché mia moglie non voleva figli ironia.

Quattro anni dopo il divorzio. Giulia simbatté per caso nella ex suocera, al supermercato.

Giulia, quasi non ti riconosco. Ti sto osservando da un po’. Sei incinta?

Sì rispose Giulia accarezzandosi la pancia ormai tonda.

Per Riccardo non è andata bene. Il nipote è nato debole, cera qualcosa nella sua linea di sangue. Lei se nè andata e ci ha lasciato il bambino. Ma tu, hai deciso di fare tutto da sola?

No, non sono sola. Ho una famiglia, mi aspettano. Devo andare.

Davvero? Mi dispiace per tutto quello che ti ho detto

Le auguro tanto coraggio.

La suocera rimase a guardare Giulia che si allontanava, sostenuta da una mano forte: era Marco. Dallaltro lato, una bambina che camminava al suo fianco, la stessa luce negli occhi di sua madre

Lasciate un like e scrivete cosa ne pensate nei commenti?

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

nineteen − sixteen =

Basta, Anna, tra noi è tutto finito! Voglio una vera famiglia, dei figli. Tu non puoi darmi questo. Ho aspettato e sopportato a lungo