È andata in pensione e si è sentita irrimediabilmente sola: solo in vecchiaia ha capito di aver viss…

Sono andata in pensione e mi sono accorta che la solitudine è proprio testarda: non ti molla mai de tot, come un vecchio prosciutto dimenticato in frigo. Solo ora, da nonna (senza nipoti), mi rendo conto che ho forse pestato parecchio i calli alla gioia.

Molte donne credono che la solitudine sia il peggior dei mali. Felicità? Una famiglia centrale da condominio, una miriade di problemi, preoccupazioni, suocera che ti chiama alle 6 del mattino per sapere se c’è sole a Roma. Io non sono mai stata daccordo. Ho sempre vissuto per me stessa. Nessuno mi ha mai chiesto nulla, niente vincoli, nessun obbligo. Niente giochetti familiari.

Dopo luniversità mi sono buttata a capofitto in una grossa azienda di viaggi che mandava italiani in ogni angolo del globo dai trulli di Alberobello fino allAustralia. Facevo pure la modella per un bacino di moda milanese: un po di pubblicità, qualche sfilata tra i Navigli. Sono riuscita a risparmiare un sacco di euro. Avevo amiche altrettanto in gamba, fresche di parrucchiere e pure loro benestanti.

Mi sentivo una donna arrivata: viaggio qui, shopping a Parigi, cena a Napoli al volo. Ho avuto nella mia storia un paio di uomini con cui mi sono divertita qualche storia più lunga, qualcuna più corta ma appena la faccenda diventava monotona o troppo impegnativa, via: arrivederci e grazie. I figli? Mai avuti in agenda. Dedicar loro il mio prezioso tempo libero? Rinunciare a viaggi, cene eleganti e borse firmate per il latte caldo a mezzanotte? No grazie. Avevo il terrore di dovermi preoccupare di responsabilità.

Il tempo, però, ha fatto il suo mestiere. Ora sono una signora pensionata, con tanto tempo vuoto da spalmare sulle giornate. Sono sola come una zucchina bollita. Non mi sono mai sposata, zero marmocchi. E adesso, sorprendentemente, mi dispiace di non aver avuto almeno un figlio oltre che per i regali a Natale, anche per qualcun altro a cui insegnare a fare il ragù. Prima non ne volevo, poi non avevo tempo, poi beh era troppo tardi. Non ho mai pensato che diventare mamma fosse il top della vita; mi sembrava una cosa da altre.

Ora guardo con un pizzico di invidia mia sorella, Anna, con i suoi due figli sempre trafelati e tre nipotini che corrono per casa. Da giovane ero convinta di sapere tutto e non ascoltavo nessuno neanche la nonna col proverbio pronto. Ora però sento il bisogno di raddrizzare la rotta: avvicinarmi ai parenti (pure al cugino che mastica troppo rumore), passare più tempo con i nipotini, magari incontrare un uomo solo quanto me e fondare una piccola famiglia anche adesso, magari solo per cena e tombola la domenica. Chissà, forse la vita mi dà ancora una bella sorpresa?

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