«Ma che vadano al diavolo! Io non sono qui per servirli». La confessione di Svetlana, 52 anni, sugli uomini che incontra dopo i cinquanta

«Che vadano pure! Non sono mica un servizio.» Confessioni di Francesca, 52 anni, sugli uomini che incontra dopo i cinquanta

La mia amica Francesca è tornata a mettersi in gioco dopo dieci anni di pausa. Pensava di incontrare qualcuno di interessante, invece ha collezionato dieci lezioni su come funzionano davvero le relazioni mature. Spoiler: non come ce le immaginavamo.

Mi ha chiamata una sera tardi, con la voce stanca ma carica di ironia:

Senti, o amo davvero tanto la solitudine, oppure questi uomini vivono su un altro pianeta. Non cè altra spiegazione.

Siamo amiche da più di ventanni. Francesca è sempre stata una capace di ridere delle avversità senza mai drammatizzare. Gli amici lhanno convinta a provarci, dai, le hanno detto, magari è il momento giusto, che ne sai. Si è lasciata convincere. In sei mesi, dieci appuntamenti. Ognuno un episodio a sé, a metà tra la commedia allitaliana e il surreale.

La prima impressione: ci stiamo simpatici?
Tutto inizia normalmente. Bar, menù, chiacchierata cortese. Lui che sfoglia le pagine come fosse la relazione trimestrale del lavoro. Poi sospira:

Guardi, senza una buona parmigiana come si deve, non riesco proprio

Francesca sorride, pensando fosse una battuta. Ma invece il discorso vira altrove. Si scopre che lex moglie non rifaceva più il letto come si deve, e ora cerca una donna con le mani doro e la testa sulle spalle. Sottolineando proprio le mani.

Francesca si chiede: ma da quando cambiare le lenzuola è argomento da primo appuntamento?

La lezione su come dovrebbe essere una donna
Il secondo incontro inizia con una conversazione tranquilla, poi si trasforma subito in monologo. Lui elenca come deve essere una donna: comprensiva, accogliente, paziente e saggia. A parole sembra anche bello, ma i dettagli non convincono.

Si lamenta per la pressione alta, mostra ricette stampate di cucina salutare, chiede se lei sappia cucinare minestre dietetiche. Sembra cerchi più uninfermiera-chef a orario continuato che una compagna.

Parlava di sentimenti come si legge il manuale del robot da cucina mi raccontava Francesca . Tutto a punti, zero emozioni.

Nessuna scintilla.

La saggezza che non esiste
Il terzo appuntamento inizia con una frase memorabile:

Basta non contraddirmi. Alla nostra età la donna deve essere la voce della saggezza.

Francesca non resiste:

E la sua saggezza, in cosa consiste?

La risposta vaga, il concetto chiaro: lui vuole solo tranquillità. Quel tipo di tranquillità in cui la donna annuisce, non fa domande scomode e non mette in discussione niente. Basta conflitti e parità: solo certezze immutabili su ciò che è giusto.

Francesca intuisce: questuomo non cerca una relazione, cerca soltanto approvazione incondizionata.

Non una compagna, ma una mamma
Il quarto pretendente va dritto al sodo:

Ho bisogno di cure, capisce? Come quando ero bambino. Vorrei che qualcuno si prendesse cura di me, come mia madre.

Dopo, tutto un elenco: la torta che preferiva da piccolo, la maniera giusta di piegare i suoi calzini, quali pantofole trova più comode. Tutto serio, senza un sorriso.

Francesca pensa: sta cercando la consegna a domicilio della sua infanzia, non una donna adulta.

Un colloquio, non un appuntamento
Il quinto è proprio unintervista di lavoro. Lui elenca una serie di domande:

Si ammala spesso?

Ha parenti che vivono vicino?

Stipendio sicuro?

Francesca me lo racconta ridendo amaro, ma sento la stanchezza nella sua voce. Invece di chiedere Chi sei?, sentiva solo Cosa puoi offrire?. Questi appuntamenti erano solo test di idoneità, non incontri tra persone.

Cosa non va in questi uomini?
Dopo il decimo appuntamento, Francesca mi chiama e, semplicemente, dice:

Non vogliono una relazione. Vogliono una struttura affidabile di servizi. Tutto qui.

Non è rabbia, né rancore. È un dato di fatto.

Gli uomini maturi temono più di tutto la solitudine, ma ancora di più i cambiamenti. Vogliono garanzie di comfort. Accanto, una badante-cuoca-psicologa, tutto in una persona. E questa donna, per di più, dovrebbe pure ringraziarli per essere stata scelta.

Quando Francesca chiede:

Ma io, cosa ci guadagno?

Silenzio. Solo la sorpresa: «Eh, sono un uomo! Non basta?»

Sono tutti così? Cè speranza?
Francesca lha detto più volte:

So che non sono tutti uguali. Ci sono uomini interessanti, intelligenti, profondi. Ma quelli hanno già qualcuno accanto. Sono già impegnati.

Non ha perso la fiducia, semplicemente è cambiata lei. Ora ascolta se stessa e i suoi limiti.

Si è data una semplice regola: mai fare la serva. Mai sacrificare la propria dignità per piacere agli altri. Mai più accontentare a ogni costo.

Ride ancora quando racconta dei compagni dalle pretese eccessive, ma ora cè una nuova determinazione nella sua ironia. Non vivrà più la vita di qualcun altro solo per unapparenza di compagnia.

Morale della favola?
Dieci appuntamenti non sono un fallimento. Sono esperienza, servono a scegliere meglio. Prima di tutto: scegliere se stessi.

Francesca ha capito la cosa più importante: la libertà di essere se stessi vale più di una relazione basata solo sullaccontentare gli altri.

Lamore non si trova su appuntamento. Arriva quando sappiamo bene che non ci accontenteremo mai di meno di rispetto, interesse e reciprocità.

È il momento di imparare a scegliere con altri criteri. E rifiutare sempre il ruolo di servizio, a qualsiasi età.

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«Ma che vadano al diavolo! Io non sono qui per servirli». La confessione di Svetlana, 52 anni, sugli uomini che incontra dopo i cinquanta