Riccardo gettò le chiavi sul mobile dell’ingresso.
Rimbalzarono contro il muro con un rumore secco.
Claudia si girò dai fornelli, dove stava mescolando il sugo.
Notò subito le nocche bianche di suo figlio.
– Che succede? – chiese, abbassando il fuoco.
– Succede che ho letto la prenotazione sul telefono di papà.
– E allora?
– Duecento euro a testa, mamma! Per una cena!
Claudia posò il cucchiaio di legno sul piano.
– È il nostro anniversario di matrimonio, Riccardo.
– Lo so, ma non potevate festeggiare qui, a casa?
– Trent’anni non si festeggiano con un piatto di pasta.
– E con i soldi buttati, invece, sì?
– Non sono soldi buttati.
– Sono i risparmi di una vita, mamma.
Claudia si asciugò le mani nel grembiule.
– I risparmi sono anche nostri, non solo tuoi da ereditare.
Riccardo arrossì, imbarazzato dalla frase diretta.
– Non intendevo questo.
– Intendevi esattamente questo.
– Pensavo a voi, al futuro.
– Il futuro lo pensiamo noi, da adulti.
Entrò in quel momento Giorgio, il marito.
– Cosa sta succedendo qui? – domandò, togliendosi la giacca.
– Tuo figlio contesta la nostra cena di anniversario.
Giorgio guardò Riccardo con aria stanca.
– Abbiamo lavorato quarant’anni, Riccardo.
– Lo so, papà.
– Una sera a “La Pergola” non ci rovina.
– Potevate scegliere un posto più economico.
– Potevamo, ma abbiamo scelto quello che vogliamo noi.
Claudia si sedette al tavolo della cucina.
– Tuo padre mi ha portato lì al primo appuntamento.
Riccardo rimase in silenzio un istante.
– Non lo sapevo.
– Non chiedi mai niente della nostra storia.
– Mi sembrava superfluo saperlo.
– Niente è superfluo tra due persone che si amano.
Giorgio si avvicinò, posando una mano sulla spalla del figlio.
– Vuoi venire con noi, invece di criticare?
– Non credo sia il mio posto, papà.
– Potresti scoprire qualcosa di nuovo su di noi.
Riccardo guardò i genitori, confuso.
– Perché non me ne avete mai parlato prima?
– Perché certe cose si vivono, non si raccontano.
Claudia sorrise, ricordando quella sera lontana.
– Tuo padre indossava una cravatta storta.
Giorgio rise, un po’ imbarazzato.
– E tu ridevi di me senza fermarti.
Riccardo si rilassò, abbandonando la rabbia iniziale.
– Forse ho esagerato con i giudizi.
– Forse dovresti fidarti più di noi.
– Avete ragione, scusatemi per prima.
Claudia si alzò e abbracciò suo figlio.
– Vieni con noi sabato, offriamo noi la cena.
Riccardo accettò, commosso da quell’invito improvviso.
L’amore, a volte, costa duecento euro a persona.