Mariuccia piangeva davanti alla tomba dell’amica Elena. Era il quarantesimo giorno, e sulla tomba non c’era nemmeno un fiore…

Maria piange vicino alla tomba dellamica Elena. Oggi ricorre il quarantesimo giorno, ma sulla tomba non ci sono nemmeno dei fiori Maria si incammina verso casa, la testa piena di pensieri. Allimprovviso viene raggiunta da un uomo.
Vuole che la accompagni? le chiede gentile. Fino alla fermata cè ancora un po di strada. Sali, non mi costa nulla.
E chi cè qui per te? domanda Maria con voce ferma.
Per me la mamma risponde luomo abbassando lo sguardo.
Mi lasci pure alla fermata, non voglio disturbarla.
Ma figuriamoci, oggi sono libero, la porto io.

Durante il viaggio Maria racconta, con voce spezzata, qualcosa della sua vita. Due giorni dopo Paolo la aspetta sotto casa con una proposta inaspettata.

Maria ed Elena erano cresciute insieme, si erano conosciute allasilo. Con il tempo erano diventate inseparabili, si vestivano uguale, si scambiavano i vestiti e ridevano delle stesse cose. Lamicizia proseguì per tutta la scuola, poi entrambe erano andate a vivere a Firenze per studiare. Maria si era iscritta a Medicina, Elena a Scienze della Formazione per fare linsegnante.

Si vedevano spesso. Quando si innamorarono, accadde quasi nello stesso periodo: Maria con un ragazzo semplice di campagna, Elena con un giovane fiorentino.

Elena si sposò in fretta, come se avesse paura di lasciarselo scappare. Dopo un anno aveva già una bambina, ma i genitori di lui non lavevano mai accettata: non era della loro estrazione, così dicevano.

A volte Maria teneva la bambina per permettere a Elena e al marito di uscire la sera. Anche lei avrebbe voluto uscire e divertirsi, ma aveva promesso di occuparsi della piccola.

Una notte i giovani non tornarono. Solo al mattino Maria scoprì che avevano avuto un incidente in macchina, erano finiti fuori strada

Del funerale Maria ricorda poco, aveva la bambina in braccio tutto il tempo. Dove portarla ora? I nonni paterni si erano sempre disinteressati ora più che mai, anzi, non la volevano nemmeno vedere, dicevano che era solo un peso.

La mamma di Elena aveva già tre figli piccoli, non poteva prendersi anche la nipotina. Rimaneva solo lorfanotrofio. Alla bambina era appena compiuto un anno.

Maria le si era affezionata tantissimo. Aveva visto ogni suo primo passo, sentito le prime parole.

Oramai lavorava, affittava una stanza dalla signora Rosa, unanziana sola. Ma chi le avrebbe affidato la bambina? Era sola, senza marito. Lhanno portata via, era inevitabile, daltronde era sana e avrebbe trovato una famiglia affidataria in fretta.

Maria si disperava per Irene.

Nicola, avrei una cosa da chiederti aveva detto una sera al suo ragazzo. Sposiamoci, almeno sulla carta. Solo così mi darebbero la bambina
Ma sei fuori? aveva risposto Nicola, visibilmente contrariato. Non mi assumo queste responsabilità!
Solo il tempo di prendere la bambina, poi facciamo annullare il matrimonio. Ti prego
Non ci penso nemmeno! Con te non voglio sposarmi, tanto meno per i documenti. Addio, trovati qualcun altro!

Così Maria, sola, piange ancora sulla tomba dellamica. Sono già quaranta giorni, e mentre sulla tomba del marito di Elena ci sono sempre mazzi di fiori, quella di lei resta spoglia.

Elenuccia, prometto che farò in modo che anche la tua tomba sia bella. Aiutami

Maria lascia il cimitero lentamente. Alluscita la raggiunge un uomo.
Serve un passaggio? La strada per la fermata è lunga. Sali, davvero, non è un problema. Chi viene a trovare qui? Mi scusi, se non vuole rispondere
Vengo dalla mia amica
Io invece da mia madre. La porto dove vuole?
Alla prossima fermata, non voglio disturbarla
Oggi sono solo. Mia madre non cè più, mia moglie mi ha lasciato Lei sta piangendo?
La riconosco: cera un funerale quel giorno, di una giovane coppia. Sono passati quaranta giorni?

Oggi sono quaranta anche per mia madre ha dei problemi?

Maria glieli racconta, lungo il viaggio

Siamo arrivati. Grazie per il passaggio e per avermi ascoltata

Due giorni dopo, Paolo la aspetta sotto casa con una proposta inaspettata.

Alla fine Maria si affaccia.

Maria, ho pensato voglio aiutarti. Sono solo, posso sposarti anche subito!

Maria resta senza parole.

Non ha paura?
No, perché dovrei?
Il mio fidanzato mi ha lasciata solo perché volevo adottare Irene
Io invece ti aiuterò. Dimmi solo dove vivrai con la bambina.
Se la signora Rosa non mi caccia, resterò qui. Oppure mi troverò un altro posto.
Capito. Allora vieni a stare da me. Domani iniziamo a sistemare le carte. Facciamo in fretta. Nessuna obiezione accettata. La casa è grande, cè posto per tutti.

Una casa?
Certo! Non esistono solo appartamenti in città! Mia madre voleva una casa, non sopportava più lappartamento.
Anche io faccio fatica ad abituarmi, vengo dalla campagna

Paolo si occupa di tutto in poco tempo. Si sposano in silenzio, adottano Irene e si trasferiscono nella casa di lui.

Grazie. Ora posso cavarmela.

Da sola? Senzaltro, ma la casa è per voi. Io non disturbo, ma sono qui.
Magari è meglio se viviamo da sole, posso prendere in affitto un appartamento
La moglie vive in un altro posto? No, non esiste.

Paolo non si impone mai, ma è sempre presente. Maria cerca di fare tutto da sola: cucina, anche per Paolo, sistema casa, sta con Irene. Si innamora, ma ha paura di confessarlo.

Mamma, perché mi vuoi bene?
Perché sei qui. Perché sei mia figlia.

Maria è grata a Paolo: si prende cura di loro come fossero la sua vera famiglia. Gioca con Irene, la accompagna ovunque.

Per Maria, Paolo è luomo ideale, anche se il loro sembra solo un matrimonio di facciata

Un giorno, Paolo prende una decisione. Quella sera stessa si inginocchia davanti a Maria. Ormai Irene ha tre anni.

Siamo già sposati, Paolo
Vorrei che lo fossimo davvero, come una vera famiglia.
Lo voglio anche io

E così diventano davvero una famiglia, non solo sulla carta!

Ora hanno due anniversari di nozze, distanti due anni.

Irene ha un fratello e una sorella.

Sono passati tanti anni da lì. Tutti i figli ormai sono adulti. Irene sa dove sono sepolti i suoi genitori. Oggi le tombe sono curate allo stesso modo. Paolo e Maria sono, per lei, genitori veri anche loro.

Irene oggi è già nonna. E Maria e Paolo sono bisnonni. Una grande famiglia felice, tra ulivi e risate, sotto il sole dItalia.

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