Nicola arrivò al suo appuntamento. Ad aprirgli la porta fu un ragazzino di circa dieci anni e una bambina.
La mamma arriverà presto, entri pure! Il rubinetto in cucina gocciola, disse il bambino.
Nicola entrò e sistemò il rubinetto.
Papà lo avrebbe aggiustato da solo, ma è pilota. Non è mai a casa, spiegò il ragazzino.
Poi arrivò la madre e pagò Nicola per il lavoro, mentre il bambino lo accompagnò alla porta.
Non abbiamo nessun papà pilota! La mamma se lo inventa, confessò allimprovviso.
Nicola aveva appena terminato un ultimo intervento: aveva sostituito il rubinetto nel bagno di una signora anziana.
Stava per rientrare a casa quando dal lavoro lo chiamarono di nuovo, chiedendogli di passare a un altro indirizzo per controllare un rubinetto in cucina.
Nicola lavorava da sei mesi per una piccola ditta che si occupava di idraulica, pulizie e piccole riparazioni.
Si recò allindirizzo indicato e suonò il campanello. Ad aprire fu un bambino serio di circa dieci anni. Accanto a lui cera una bambina bionda, più piccola.
Non ci sono adulti in casa? chiese stupito Nicola.
A lavoro gli sconsigliavano sempre di entrare se non cerano adulti.
La mamma arriva tra poco, entri pure! Il rubinetto in cucina perde e gocciola. Io ci ho messo del nastro adesivo, ma perde ancora. Non si preoccupi, abbiamo i soldi, si affrettò a rassicurarlo il ragazzino.
Alla fine Nicola decise di entrare, fidandosi che la madre sarebbe tornata a breve. Smontò il rubinetto e cambiò la guarnizione.
Anche il mio tavolo è storto, una gamba traballa, e linterruttore non funziona, annunciò allimprovviso la bambina.
Papà avrebbe aggiustato tutto, ma lui è un pilota. Vola sempre lontano e non riesce mai a tornare a casa, continuò, ripetendo le parole sentite chiaramente dalla madre.
E finalmente arrivò la madre.
Era una donna di circa trentacinque anni, carina ma visibilmente stanca, come se desiderasse solo qualche attimo di pace.
Rimase sorpresa dallintraprendenza dei suoi figli.
Non si può aspettare te! spiegò il ragazzo. Dici sempre che chiami lidraulico e poi non lo fai mai. Così lho chiamato io da solo, spiegò con orgoglio.
La donna pagò Nicola mentre la bambina ricordò il problema del tavolo e dellinterruttore.
Si accordarono per il giorno dopo. Nicola lasciò il suo biglietto da visita.
Il ragazzo, che Nicola aveva ormai capito si chiamava Massimo, lo accompagnò fuori portando la spazzatura.
Non abbiamo nessun papà pilota! La mamma non dice la verità. Crede che siamo piccoli e non capiamo nulla. Se avessimo un papà, sarebbe venuto almeno una volta, no? Pure i regali li compra sempre lei, e poi dice che sono da parte di papà. Ho visto io stesso quando ha scelto la bambola di Giulia per il suo compleanno, poi ci racconta che lha mandata papà, raccontò tristemente Massimo.
Non dire così! Magari davvero non può, a volte succede, cercò di consolarlo Nicola.
Ma Massimo lo guardò soltanto, triste, senza rispondere.
Nicola rimase a lungo con quel pensiero. Pilota. Quella parola gli scuoteva dentro tanti ricordi. Anche lui un tempo era stato pilota.
Viveva in una grande città, volava spesso allestero.
Aveva una moglie bellissima. Lui volava, lei insisteva che mettesse radici a terra. Non avevano figli.
Ah sì, tu voli nei cieli e io a cambiare pannolini? No, grazie!
Poi un giorno i suoceri decisero di trasferirsi allestero per raggiungere dei parenti. Si sistemarono e insistettero a chiamare loro.
Nicola rifiutò categoricamente, così la moglie lo lasciò e partì con i suoi.
Nicola continuò a volare, poi si ammalò, così tanto da dover andare in pensione.
Aveva accumulato tante ore di volo e una buona carriera alle spalle.
Così divenne pensionato.
Decise allora di andare a vivere dalla mamma, in una cittadina più tranquilla.
Riuscì a stare con lei sei mesi, poi la perse allimprovviso.
Tutto capitò in fretta…
Nicola andò in crisi. Mai era stato uno che si lasciasse andare, ma tutto si era ammucchiato… Arrivarono subito amici e compagni di bevute.
Usciva quasi tutti i giorni, poi gli capitò di sognare la mamma che lo guardava e piangeva…
La mattina dopo Nicola cacciò tutti gli amici, si rimise in sesto, fece qualche lavoretto in casa… Ma la solitudine era tanta.
Un giorno sfogliando il giornale locale, lesse che unazienda cercava operai tuttofare, preferibilmente con macchina propria.
Decise di provare. Almeno un passatempo, qualche soldo non guasta mai.
Gli piaceva lorario flessibile, la possibilità di prendersi un giorno libero quando voleva.
Il giorno seguente Nicola, come ultimo appuntamento, tornò allo stesso indirizzo. Pensava che la mamma di Massimo e Giulia sarebbe tornata tardi, ma era già in casa.
Nicola sistemò la gamba del tavolo, aggiustò linterruttore, ripose la mensolina nel corridoio, e sistemò lo sportello della cucina che traballava.
Dando unocchiata in bagno, rimase colpito:
Serve proprio un bel lavoro qui, disse.
Se lei accetta, io sono daccordo, rispose la padrona di casa, che si chiamava Lucia. Un po di soldi li abbiamo, penso bastino a pagarla.
Lavorando si conobbero meglio. Lucia faceva la maestra allasilo.
Cena con noi, si è spaccato la schiena oggi, avrà fame, propose timidamente.
Anche i bambini insistettero per averlo a tavola.
Nicola accettò.
La cena si prolungò. I bambini ormai dormivano, ma lui e Lucia rimasero a parlare a lungo.
Nicola non aveva mai raccontato così apertamente la sua vita a nessuno. Lucia sapeva ascoltare; negli occhi aveva una saggezza e una comprensione tutta femminile.
Ovviamente, Lucia non aveva alcun marito. Due tentativi falliti di amore alle spalle e due figli, con tre anni di differenza tra loro.
Il papà pilota laveva inventato e pensava di spiegare tutto ai bambini quando fossero diventati grandi.
Quando Nicola tornò a casa era già mezzanotte.
Promisero di rivedersi la sera seguente, tanto cera ancora molto da sistemare.
La sera dopo Lucia aprì la porta e rimase senza parole: Nicola entrò vestito con la vecchia divisa da pilota, con un mazzo di fiori e una torta.
Papà! È tornato papà pilota! gridò Giulia e gli corse incontro.
Sono tornato! Solo che allinizio non vi avevo riconosciuti non vi vedevo da tanto. Vero, Lucia? chiese Nicola, guardandola con una speranza tale che a Lucia non rimaneva che annuire.
Così la famiglia di Lucia si completò e trovò finalmente la felicità.
Massimo ci mise un po, ma piano piano credette che il papà fosse davvero tornato.
Nicola adottò Massimo e Giulia e, dopo circa un anno e mezzo, nacque anche un altro figlio…
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