Mamma pensa che Ilaria sia così fragile, sussurrò infine suo marito. Che ha bisogno di più aiuto perché non ha un marito accanto. E noi, invece, come se tutto fosse normale e tranquillo, no?
Tranquillo? Vera si voltò di scatto. Davide, dopo il parto ho preso quindici chili. Non riesco più a raddrizzare la schiena, mi scricchiolano le ginocchia. Il dottore è stato chiaro: o ricomincio a pensare seriamente alla mia salute o tra un anno non potrò nemmeno più sollevare il piccolo Paolo. Ho bisogno della palestra. Due volte la settimana, unora e mezza ogni volta. Tu sei sempre in studio, il tuo orario cambia ogni giorno Chi dovrebbe tenere nostro figlio? A tua madre del nipote non importa: tanto lei ha già la nipotina!
Davide restò in silenzio.
Già, chi?
Vera appoggiò la fronte contro il vetro freddo della finestra, seguendo con lo sguardo la vecchia Fiat Punto della suocera che scivolava via dal cortile.
Le luci rosse dei fanali si accesero un attimo e sparirono dietro la curva.
In cucina lorologio segnava le sette precise.
Nadia Petroni era rimasta da loro esattamente quarantacinque minuti.
Nel salotto, Davide provava a intrattenere il figlio di un anno.
Il piccolo Paolo girava affascinato la ruota di un camioncino di plastica, sbirciando ogni tanto la porta dietro cui la nonna era appena sparita.
È andata via? chiese Davide, poggiandosi contro luscio della cucina, massaggiandosi il collo indolenzito.
È volata via replicò Vera, senza voltarsi. Secondo lei Paolo era già capriccioso per la stanchezza, e non voleva alterargli i ritmi.
Beh, in effetti ha piagnucolato due volte quando lo ha preso in braccio provò a sorridere Davide, ma il sorriso uscì incerto.
Ha piagnucolato perché nemmeno la riconosce. Non la vede da tre settimane. Tre!
Vera si girò di scatto e iniziò ad ammucchiare le tazze sporche nel lavello.
Dai, amore tentò Davide, avvicinandosi e provando a cingerle la vita; ma lei, rapida, si scostò per afferrare la spugna. Mamma è solo… è abituata a Lisa.
Ormai è grande, fa quattro anni, è tutto più facile.
Non è vero, Davide! Piuttosto: con lei si diverte di più, tua madre. Lisa è la figlia di Ilaria, capisci? E Ilaria è la figlia adorata.
E noi noi siamo così. Un contorno, niente di più. Unombra.
Anche venerdì scorso è stato lo stesso copione.
Nadia è passata solo un attimo, ha portato a Paolo uno shaker di plastica di due soldi e si è subito messa sulla porta, impaziente di andare.
Davide fece appena in tempo a dire che il sabato avrebbe avuto un sopralluogo importante, e sarebbe stato ottimo se sua madre avesse potuto restare un paio dore con il nipote, mentre Vera sbrigava farmacia e spesa.
Oh Davide, ma come potrei! aveva esclamato la signora Nadia. Con Lisa dobbiamo andare al teatro delle marionette, poi Ilaria ha bisogno che la porti da lei per tutto il weekend.
Poverina, lavora tanto, deve pur farsi una vita anche lei.
La sorella di Davide cresceva la bambina da sola, ma in realtà quel da sola era solo sulla carta. Quando Ilaria era impegnata a scoprire se stessa e a cambiare fidanzati, Lisa passava settimane intere con la nonna.
La nonna la prendva allasilo, la portava a danza, le comprava vestiti costosi e conosceva per nome tutte le bambole della sua cameretta.
Hai visto che ha pubblicato tua madre? Vera indicò il cellulare, poggiato sul tavolo. Guarda tu stesso.
Davide prese il telefono, scorrendo con il dito.
Immagini: Lisa che mangia il gelato, Lisa che la nonna spinge sullaltalena, le due che modellano la plastilina insieme il sabato sera.
Sotto: La mia gioia più grande, la mia ragione di vita.
Ha passato tutto il weekend con loro, Vera si morse le labbra per non piangere. Con noi, dieci minuti! Ma da loro una favola.
Davide, Paolo ha solo un anno. È suo nipote. Tuo figlio. Perché questa differenza?
Davide non rispose. Non aveva nulla da dire.
Allimprovviso ricordò la notte in cui sua madre lo aveva chiamato in piena notte perché si era rotto il rubinetto e lacqua aveva invaso tutta la casa; lui aveva mollato tutto ed era corso dallaltra parte di Milano per sistemare il disastro.
Ricordò il prestito che aveva saldato per lei, quello che aveva acceso per comprare a Ilaria un nuovo cellulare per il compleanno.
Ricordò i fine settimana di maggio passati a zappare nellorto della madre, mentre la sorella e la nipote prendevano il sole in giardino.
Proviamo a chiederlo ancora a mamma, suggerì incerto Davide. Glielo spiego: è per la salute, non un capriccio.
Vera non rispose. Sapeva bene che non avrebbe ottenuto nulla di buono.
***
Ne parlarono martedì sera.
Davide mise il telefono in vivavoce, così che Vera potesse sentire tutto.
Ciao mamma, ascolta, iniziò lui. Qui la faccenda è seria
Vera ha bisogno di andare in palestra, glielha consigliato il medico. La schiena è proprio a pezzi
Ma Davide, ma quale palestra! la voce di Nadia Petroni era allegra, e in sottofondo si sentiva la risata di Lisa. Che faccia ginnastica a casa!
Se mangiasse meno di quelle brioche, magari non avrebbe problemi alla schiena.
Mamma, non si discute. Il medico ha prescritto un ciclo di allenamenti e massaggi.
Potresti tenere Paolo il martedì e il giovedì dalle sei alle otto? Passerei io a prenderti.
Dallaltra parte calò il silenzio.
Davide, lo sai come sono combinata. Devo prendere Lisa allasilo alle cinque. Poi cè danza, poi ci godiamo il parco. Ilaria torna tardi dal lavoro, conta su di me.
Non posso lasciare la bambina per far saltare tua moglie sulle macchine in palestra!
Mamma, anche Paolo è tuo nipote. Anche lui merita attenzione. Lo vedi una volta al mese!
Non incominciare. Lisa è una bimba, mi cerca, mi vuole bene.
Paolo è ancora piccolo, non capisce. Quando crescerà, ci vedremo.
Ora non ho tempo, stiamo per disegnare.
Ciao, tesoro.
Davide posò lentamente il telefono sul tavolo.
Hai sentito? Cioè, mio figlio dovrebbe guadagnarsi lattenzione della nonna? Aspettare di raggiungere il livello giusto perché lei si degni di vederlo?
Davide, io lo sapevo urlò Vera, la voce rotta. Lho capito il giorno che siamo usciti dallospedale, e lei arrivò in ritardo di due ore perché doveva comprare i collant nuovi a Lisa!
Non mi importa che mi consideri pigra o grassa.
Mi dispiace solo per Paolo. Crescerà e mi chiederà: Mamma, perché nonna Nadia è sempre con Lisa e mai con me?
Cosa gli dirò? Che la zia è la figlia preferita e suo padre è solo il bancomat o il tecnico tuttofare della famiglia?
Davide cominciò a camminare nervosamente per la cucina. Dopo dieci minuti si bloccò:
Ricordi il discorso della cucina nuova per sua madre?
Vera annuì.
Avevano messo da parte i soldi per mesi, per fare a Nadia una sorpresa per il suo compleanno tondo.
Davide aveva già scelto i mobili, trovato gli operai, ottenuto uno sconto.
La somma era consistente: quanto servirebbe per un ottimo abbonamento annuale in palestra, con piscina e personal trainer per Vera.
Il regalo non si fa, dichiarò Davide deciso. Domani chiamo il mobilificio e disdico tutto.
Davvero? Vera lo fissò con occhi enormi.
Più che mai. Se per mia madre esistono solo Lisa e Ilaria, può anche arrangiarsi coi suoi problemi. Che se la faccia aiutare da Ilaria. Oppure dal suo nuovo fidanzato.
E noi assumiamo una tata: qualcuno che si prenda cura di Paolo mentre tu sei in palestra.
***
La mattina dopo, fu Nadia a chiamare.
Davide caro, ieri dicevi che saresti passato a dare unocchiata alla cappa della cucina? È andata in tilt, respiro fumo in tutta la casa. E Lisa chiede di te, dovè zio Davide?
Davide, seduto in ufficio, chiuse gli occhi.
Fino a poco tempo fa sarebbe saltato in piedi e avrebbe subito pensato a come passare dal ferramenta sulla via di casa.
Ma ora
Non vengo, mamma rispose tranquillo.
Come, non vieni? la voce della madre subito offesa. E la cappa? Vuoi farmi soffocare?
Chiedi a Ilaria. O al suo nuovo compagno.
Ora sono molto impegnato abbiamo deciso di dedicare tempo alla salute di Vera, così ogni mio minuto libero è prenotato.
Devo occuparmi di Paolo.
Tutto per queste sciocchezze? la madre sbuffò. Stai mettendo da parte tua madre per i capricci di tua moglie?
Non sto mettendo da parte nessuno. Sto solo scegliendo le mie priorità. Proprio come fai tu.
Le tue sono Lisa e Ilaria. Le mie sono Paolo e Vera.
Mi sembra giusto.
Ma ti sembra corretto?! sbottò la madre. Io per te ho fatto di tutto! Ti ho cresciuto, ti ho fatto uomo!
E tu con me così?!
Cosa sarebbe tutto, mamma? incalzò calmo Davide. Aiutavi Ilaria coi miei soldi? Le davi tregua mentre io spaccavo la schiena nel tuo orto?
Ah, e il regalo per la cucina ho già annullato tutto.
Quei soldi servono a noi. A una tata, visto che la nonna è troppo impegnata per il suo nipote.
Tre secondi dopo, la madre esplose nel telefono:
Come osi! Io sono tua madre! Ho dato la vita per voi! Ormai sei succube di Vera!
Lisa è una povera orfana col padre vivo, ha bisogno daffetto! Paolo vive nel benessere come un re! Perché pensi che debba amarlo anchio, eh? Il mio cuore è tutto per Lisa, è lei la più preziosa! Ingrato! Non azzardarti più a chiamarmi o a varcare la mia porta!
Davide chiuse la chiamata.
Le mani gli tremavano appena, ma si sentiva stranamente leggero. Sapeva che quello era solo linizio della guerra.
Presto la madre avrebbe chiamato Ilaria, che li avrebbe tempestati di messaggi indignati, accusandoli di essere meschini e insensibili.
Lacrime, ricatti, tentativi di manipolazione.
E così fu.
La sera, appena tornato, Vera lo attendeva sulluscio. Aveva già sentito tutto la suocera le aveva lasciato un vocale di cinque minuti, pieno di insulti.
Sei sicuro che stiamo facendo la cosa giusta? domandò piano, seduti a cena dopo aver messo a nanna Paolo. È pur sempre tua madre.
Madre è chi ama tutti i suoi figli e nipoti, Vera. Non chi sceglie i preferiti e usa gli altri come risorsa.
Ho chiuso gli occhi troppo a lungo davanti a tutto questo. Pensavo fosse solo il suo carattere.
Ma quando ha detto che di noi non le importa perché ha unagenda piena con Lisa… Basta. È sufficiente.
**
Il conflitto durò a lungo.
Né Ilaria né sua madre, vedendo sparire i regali e gli aiuti, diedero tregua: chiamate, insulti, suppliche, minacce, appelli al senso del dovere di fratello e figlio.
Vera e Davide non cedevano, ignorando ogni chiamata.
Finché due settimane dopo, Ilaria si presentò in persona.
Appena entrata, iniziò a urlare, chiamando il fratello zerbino ingrato e pretendendo che si occupasse delle spese della madre e fornisse anche i soldi per la spesa e le medicine.
Davide chiuse la porta in faccia a sua sorella.
Ne aveva abbastanza. Essere il figlio devoto non gli interessava più.




