L’amante di mio marito era splendida. Se fossi stata un uomo, avrei scelto anch’io una così. Sape…

Lamante di mio marito era splendida. Se fossi stato uomo, forse anchio avrei scelto una donna come lei. Sapete, ci sono certe donne che sanno perfettamente quanto valgono. Camminano con grazia e composta fierezza, ti guardano dritto negli occhi senza nascondersi, ti ascoltano davvero. Non si agitano mai inutilmente, non hanno bisogno di scoprire la schiena o mostrare il décolleté per attirare lattenzione; sembrano fatte duna calma regale e non perdono mai il controllo.

A ben vedere, anchio lavrei scelta: il mio opposto. Completamente diversa da me.

Io, invece, sono sempre di corsa: sgrido i bambini e mio marito, mi cade sempre tutto dalle mani, non arrivo mai in tempo, il lavoro è una catastrofe e il capo non è mai soddisfatto. Vesto sempre negli stessi pantaloni e felpe larghe, perché stirare un vestito o una camicetta mi sembra unimpresa titanica. Non ricordo neanche più lultima volta che ho passato il ferro su quelle ruches frivole. Fortuna la mia asciugatrice di ultima generazione, che liscia tutto quasi alla perfezione e mi evita la fatica del ferro da stiro.

Lamante, invece, era una visione: corpo perfetto, portamento, gambe lunghe, mani curate, occhi luminosi. Da togliere il fiato.

E da quel momento, io non ho più ripreso fiato. Anzi, da quando lho vista con i miei occhi. Ero capitato per lavoro in un quartiere periferico di Milano; avevo appena finito una riunione e, presa dalla fame, sono entrato nel primo bar vicino, senza pretese. Il posto era affollatissimo ma ho trovato un angolo libero e mi sono seduto con il menù in mano. Appena ho alzato lo sguardo, ho riconosciuto subito la schiena di mio marito. E ho visto lei.

Lui la teneva per mano e le baciava le dita. Che scena patetica, ho pensato, quasi da le tue mani profumano dincenso… Però, quella donna era davvero bella. Oggettivamente bella.

La sensazione era strana. Come quando ti bruci e guardi il segno rosso sulla pelle, sapendo che stai per sentire un dolore acuto, ma per qualche istante ancora sei sospeso nellattesa. E allora, per smorzare il male che verrà, soffi a più non posso sulla ferita.

Avrei dovuto sentire dolore. Invece, dentro di me, solo vuoto. Niente.

Mio marito è tornato a casa come sempre, puntuale. Lui è sempre di umore stabile, sereno. Io invece mi accendo facilmente, corro sempre contro il tempo e spingo tutti a muoversi più velocemente. Lui, un sanguigno equilibrato, solido, sempre pronto alla battuta.

Quella sera, mi sarebbe proprio servito il suo senso dellumorismo. Il mio era fuori luogo.

Per tutto il tempo ho sentito la tentazione di chiedergli, con tono calmo e distaccato: Allora, comè la tua amante? Vi ho visti ieri al bar della Stazione. Bella, davvero bella, ti capiscopure io forse avrei fatto lo stesso.

Mi sarei gustato la scena di lui che impallidisce, suda, si agita e cerca di non perdere la calma.

E io, continuando: Che facciamo ora? Presenta pure i bambini, vedrai che si abitueranno presto alla nuova mamma. E io, invece, dove mi sistemo? Almeno lei ha una casa o la porterai da noi?

Ma non ho detto niente. Mio marito, come sempre, mi ha abbracciato a letto e si è addormentato subito.

Forse tra loro non cera ancora stato nulla, ho pensato, scivolando dalla sua parte del letto alla mia. E ho riso senza fare rumore. Ecco, ora penso come una donna tradita, che ha visto tutto, ma va avanti a raccontare a tutti che si sbaglia.

Forse tra loro non è ancora successo niente. Si stanno solo conoscendo, allineano respiri e pensieri. Lui è bravissimo: sembra un attore, non tradisce nessuna emozione.

Mi sono rigirata nel letto tutta la notte, con sogni confusi, pieni di fiori sgargianti e altre donne in abiti rossi.

Mi sono svegliato con la testa pesante e movimenti rallentati. Ho preparato i figli per la scuola con calma, come se nulla fosse.

E mi chiedevo continuamente: che cosa si fa, in questi casi? Cosa farebbe una donna dopo aver scoperto un tradimento? Googlarlo?

Google non è stato di aiuto. E io non avevo risposte. Provare a vivere come prima?

Ma in fondo, che altro posso fare? Vivo già come prima. Tutto sembra uguale: marito che torna a casa puntuale, nessuna traccia di rossetto, nessun profumo estraneo. Bambini che corrono per casa, cinema la domenica. Nessun cambiamento evidente. Il solito sesso due volte la settimana, a volte perfino tre, se si notano i dettagli.

Mi sarò sbagliato al bar?

No, non mi sbagliavo. A pranzo, ho chiamato mio marito: non ha risposto. Così ho preso un taxi e sono tornato nello stesso bar. Preparando una scusa per il tassista Devo aspettare un pacco importante per lavoro vedevo dal finestrino lauto di mio marito parcheggiata di fronte. Lui e la sua amante sono usciti insieme, sono saliti in macchina e sono spariti.

Sono sbiancato. Ho chiesto un bicchiere dacqua al tassista, ho fatto finta di chiamare qualcuno, gridando al telefono: Basta, io non aspetto più questo pacco, torno in ufficio!

Come se mi importasse davvero cosa pensava il tassista di me.

Sapere di unamante cambia profondamente la tua esistenza. Divorziare? Forse sì. Come altro si può andare avanti? Fingere di non vedere? E per cosa, poi?

Mi è tornato in mente quando qualche anno fa tra i nostri amici era successa la stessa cosa: il marito aveva lamante, si nascondeva, ma la moglie laveva scoperto. Uno scandalo, negava perfino di fronte allevidenza: persino quando gli hanno mostrato i messaggi compromettenti, insisteva che era stato hackerato da qualche rivale invidioso.

Allora mio marito aveva detto solennemente: Io non mentirei mai. Se capita, bisogna avere il coraggio di ammetterlo. Sei un uomo, assumi le tue responsabilità: lascia lamante e salva la famiglia, oppure vattene, ma sistema chi lasci indietro. E io mi sono sentita orgogliosa di quel senso del dovere.

Già, facile risolvere i problemi degli altri. Facile parlare da fuori, senza rischiare nulla.

Ma quando sei tu dentro la storia, quando vedi nello stesso istante sia tua moglie che la tua amante il coraggio e la sicurezza spariscono subito.

Quel pomeriggio, mi sono avvicinato al loro tavolo. Mi sono seduto sulla sedia libera. Lamante, sorpresa, ha alzato lo sguardo su di me. Mio marito è rimasto paralizzato. Poi ha cominciato a muoversi a disagio.

Nessuno parlava. Li osservavo con una specie di divertimento amaro. Lamante capì subito chi ero. Forse, in fondo, già lo sapeva.

Mio marito voleva dire qualcosa, ma io lho fermato con un cenno della mano: Non è come penso, vero? Poi, ho detto: Queste cose succedono, non cè nulla di strano. Ora però pensateci bene: ci sono i bambini, la casa comune, i genitori anziani… Siete adulti: troverete una soluzione.

Con calma mi sono alzato e sono uscito dal bar. Il vestito perfettamente stirato mi donava. Avrei dovuto rimetterlo più spesso.

Alla fine, ho imparato che la dignità conta più di qualunque vendetta, e che in certe situazioni, la vera forza è mantenere il controllo e andarsene a testa alta, anche quando dentro di te senti crollare tutto.

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