«Cerco una donna senza problemi economici»: sono uscita con un uomo che a 45 anni vive ancora con la madre… E questo incontro ha cambiato la mia vita per sempre.
Vi siete mai fermate a riflettere su quanto possa rivelare di una persona una sola frase nel suo profilo su un sito di incontri? Non parlo della foto scattata davanti a unauto che sicuramente non è sua, né dellelenco delle sue pretese, che da solo sembra il regolamento di un condominio, ma di quelle brevi frasi buttate lì quasi per caso, eppure incredibilmente precise.
«Cerco una donna senza problemi economici.»
Queste parole hanno attirato il mio sguardo una pigra sera di sabato, mentre sfogliavo svogliatamente i profili. In foto, era un uomo qualsiasi: corporatura nella norma, sguardo gentile, camicia stirata con cura. Chiamiamolo Guido, 45 anni.
Di solito frasi così le salto a piè pari. In linguaggio femminile significano: «Io non intendo spendere né investire e mi aspetto che tu paghi per entrambi». Ma quella sera, la mia curiosità di osservatrice ha avuto la meglio. Mi sono domandata: che cosa cè veramente dietro questa richiesta di autonomia finanziaria da parte di un uomo che, diciamolo, sembra tutto fuorché realizzato?
La curiosità, si sa, crea guai, ma stavolta mi ha dato materiale per questa storia. Abbiamo organizzato un incontro.
Prima impressione: pulizia, inquietudine nascosta
Guido ha proposto di incontrarci ai Giardini Pubblici. Una scelta classica per chi, a un primo appuntamento, teme di spendere troppo per un caffè. Non ho avuto nulla da ridire adoro passeggiare, e la giornata era fresca ma soleggiata.
È arrivato puntuale allappuntamento, preciso come un orologio svizzero. Allinizio lho presa come un segno positivo, poi mi sono resa conto che più che sicurezza, era una puntualità quasi scolastica. Era lì, fermo allingresso, impettito nei suoi pantaloni con la piega tanto pronunciata da sembrare taglienti.
Buonasera, ha detto, scrutando con attenzione il mio cappotto e la borsa. Da come mi ha osservata, sembrava volesse accertarsi che non ci fossero addosso logo di lusso non sia che io sia una di quelle con «problemi economici».
Abbiamo iniziato la nostra camminata lungo il viale, con i dieci minuti iniziali dedicati ai soliti argomenti: il tempo, il traffico, la fatica della città. Guido parlava in modo forbito, quasi da libro, ma cera un tono strano nella voce come se cercasse in continuazione approvazione, oppure si stesse scusando in anticipo.
Colloquio per il posto di donna funzionale
Appena la parte formale si è conclusa, Guido è andato subito al sodo. Niente giri di parole: sembrava di essere a un colloquio.
Che lavoro fa?
Sono direttrice amministrativa in unazienda di logistica.
Ottimo. Sicuro. E la casa? Di proprietà o in mutuo?
Ho quasi inciampato. Di solito certe domande arrivano dopo qualche bicchiere di vino, non dopo quindici minuti di passeggiata.
Mia, ho mentito, giusto per vedere dove voleva arrivare.
Benissimo, si è visibilmente rilassato. In questi tempi molte donne cercano un uomo per sistemare i loro problemi economici: mutui, debiti, affitti. Invece io credo che una relazione debba essere alla pari.
A parole è condivisibile. Chi non vuole un rapporto paritario? Ma come sempre, tutto dipende dai dettagli.
E lei? gli ho chiesto. Vive da solo?
Qui Guido ha risposto con la frase che avrebbe dovuto porre fine allincontro, ma ho deciso di proseguire in questa specie di thriller psicologico.
No, vivo con mia madre. È comodo e sensato. Perché buttare soldi in affitto, se abbiamo un grande appartamento di famiglia? E poi, mia madre ha una certa età e la pressione alta.
Quarantacinque anni ancora con la mamma.
Come vi dividete la vita domestica? ho chiesto con cautela.
Oh, mia madre è donna daltri tempi, le ha sorriso con una dolcezza che con me non ha mai usato per tutto il tempo. Lei comanda in cucina e cucina da Dio. Io aiuto: porto giù la spazzatura, faccio la spesa secondo la lista. Siamo ben organizzati.
«Secondo la lista», ho annotato mentalmente.
La formula economica del figlio di mamma
Arrivati al chiosco del caffè, mi sono fermata. Guido ha esitato.
Le va un caffè? ha chiesto come se gli stessi proponendo una speculazione finanziaria.
Ho scelto un cappuccino.
Qui costerà un po… ha dato uno sguardo alla lista prezzi. A casa ho la macchina del caffè, di solito porto il termos, oggi ho dimenticato. Va bene, prendiamo. Per lei piccolo?
Mi ha preso un cappuccino piccolo. Per sé nulla.
Ho già preso il caffè a casa, ha borbottato.
Poi ha iniziato a enunciare la sua filosofia sulla donna senza problemi. Per lui non significava solo una donna che lavora, ma una che sia completamente autonoma, disposta a inserirsi nella realtà che lui ha già costruito con la madre.
Non capisco perché le donne siano così fissate coi soldi, rifletteva. La mia ex voleva sempre: Andiamo a vivere da soli, andiamo in vacanza, compriamo una macchina nuova. Ma perché? La macchina funziona, casa cè. Noi con mia madre viviamo sobri, ma sempre con un po da parte.
E sua madre sarebbe daccordo se lei si sposasse? ho chiesto franca.
Ma ci mancherebbe! Ne sarebbe solo felice. Mi dice sempre: «Guidino, portami una brava donna di casa, ormai faticare coi pavimenti mi pesa».
Ecco che il quadro diventa chiaro.
A lui non serve una compagna. Lui e la madre cercano un ricambio.
La mamma invecchia e stare dietro a un ragazzo di quarantacinque anni diventa pesante: pasti, camicie, pavimenti ci vuole una sostituta. Meglio se senza problemi economici, così il bilancio rimane intatto.
La chiamata dalla centrale di comando
Proprio mentre dissertava sui vantaggi del risparmio sulla bolletta, il telefono ha squillato. Guido è sussultato.
Sì, mamma? la voce si è fatta tenerissima, quasi infantile. Sì, sto facendo una passeggiata. Sì, con quella signora. No, non ho freddo. Ho la sciarpa. Le polpette? Sì, arrivo. Unora? Va bene. Il burro? Quello delle Alpi? Capito.
Riaggancia e mi guarda con un sorriso imbarazzato.
Mia madre si preoccupa. Vuole che sia a casa per cena.
Guardo lora. Sono le cinque del pomeriggio.
Guido, dico, fermandomi. Ma non le è mai venuto in mente che una donna senza problemi economici possa voler vivere una vita propria? Lontano da sua madre. Viaggiare, cenare al ristorante?
Lui sinceramente stupito.
Ma perché vivere separati, se la casa già cè? È uno spreco. E i ristoranti Meglio il mangiare di casa. Una donna deve saper dare valore al focolare familiare.
Chi comanda davvero
Lho salutato con garbo e sono tornata a casa riflettendo su ciò che avevo appena vissuto.
Questi uomini sembrano economici o troppo legati alla madre, ma la verità è più profonda. Guido non è il padrone della sua vita. Segue le regole materne e le chiama scelte proprie.
Cerco una donna senza problemi economici, tradotto, è: Cerco una donna che non crei problemi a mia madre.
Una donna con un mutuo vorrà sostegno. Una madre single vorrà attenzione. Una donna con ambizioni lo trascinerà fuori dal pantano. Ma lui non lo vuole.
Perché è una trappola
Il paradosso è che questi uomini spesso attraggono donne forti e autonome. Siamo abituate a cavarcela sempre, pensiamo: Normale, casalingo, non beve, non è un approfittatore.
Ma il tutto per la famiglia qui è tutto per la mamma. Non sarete mai la priorità. Avrete accesso al corpo del Figlio, se non disturbate lordine e non chiedete nulla del bilancio.
Guadagnerete, spenderete i vostri soldi, e la sera sentirete critica su come avete stirato male le sue camicie.
Il profilo di Guido lho eliminato. O meglio: bloccato, per non incontrarlo mai più.
E voi, avete mai conosciuto qualche Guido? Credete che uomini così abbiano davvero speranza di costruire una nuova famiglia, o è tutto già scritto? Raccontatemi la vostra.


