Ciao, ascoltami un attimo, ti racconto una cosa che mi è successa a casa, quasi come se ti stessi parlando di persona.
«Allora, mi rimanderete allorfanotrofio? Zia mi ha detto che siete stati di fretta, mi hanno preso senza sapere che una bambina stava per nascere, e io non mi sento più a casa»
Marina era accanto al fornello, girava le crespelle. Tra poco il marito, Marco, sarebbe tornato dal lavoro e avrebbero cenato tutti insieme, una bella serata di famiglia.
Strano che Lorenzo, il nostro piccolo di cinque anni, oggi fosse così silenzioso nella sua cameretta. Di solito, quando Marina prepara le sue crespelle preferite, il bimbo gira intorno a lei, lo guarda negli occhi e chiede:
Mamma, posso prenderne unaltra?
Marina gliela dà, lui sembra sazio, ma poco dopo torna di nuovo, aprendo la bocca con quella gioia immensa e ripete:
Maaa ma unaltra, per favore?
Allora Marina capisce: Lorenzo è già sazio, ma vuole solo sentir dire quelle parole dolcissime mamma. Prima, quando lo prendeva in braccio, lo faceva così, perché ancora non era tanto pesante. Lei gli diceva: Dai, tesoro, andiamo a salutare papà quando torna dal lavoro?
E Lorenzo risponde sempre:
Sì, mamma, andiamo! nei suoi occhi si legge lentusiasmo, è la prima volta che sente quelle parole, perché prima non aveva né mamma né papà.
Ora ha la sua stanza, il suo lettino, una parete attrezzata con altalene regalo di Marco e una collezione di macchinine, robot, mattoncini Lego, tutto suo, tutto di Lorenzo, e di nessun altro. La sera Marina gli legge un libro, gli accarezza la testa e gli dice che lo ama. Lorenzo è ormai immerso in quellamore e quasi ha dimenticato comera prima.
Marina voleva chiamare il figlio, ma il piccolo improvvisamente le ha dato una spinta sulla pancia.
Ha messo una mano, e la bambina ha spinto di nuovo.
Oddio, Marina prega ogni giorno per questo regalo inaspettato, sperando che ogni cosa vada bene. Hanno già deciso il nome della bambina: Niccolò ha detto che sia Cinzia. Il nonno di Marco si chiama Caterina.
Le avevano detto che Marina non poteva avere figli, così lei e Niccolò lhanno preso in orfanotrofio e, dopo un anno, ora la piccola sta per arrivare!
Marina è rimasta assorta, quasi dimenticandosi di girare la crespella. Ha chiamato Lorenzo:
Lorenzo, tesoro, dove sei? Che silenzio oggi!
Ma nessuna risposta.
Ha spento il fuoco e si è diretta verso la cameretta dei bambini. Strano, anche la luce è spenta; dove sarà Lorenzo?
Allimprovviso si sente un fruscio. Marina accende la luce e vede Lorenzo seduto sul divano, con giacca e cappellino, uno zainetto pieno di tutte le sue macchinine preferite.
Che fai al buio? sbatte Marina, sorridendo, Alzati, svestiti, dove vai? Ti sei messo in viaggio? Dai, vieni a mangiare le crespelle con panna e latte condensato, su, Lorenzo, che succede?
Lorenzo non sorride, guarda fisso un punto con occhi da adulto, poi chiede:
Posso portare con me questi giocattoli? Alla sorellina non servono le macchine?
Che stai dicendo, Lorenzo? Che ti è successo? Dove vai? le parole di Marina cadono come pioggia. Si chiede se è una cattiva madre, se Lorenzo non sente il suo amore, se è geloso della sorellina che sta per nascere.
Allora ripete:
Allora, mi rimanderete allorfanotrofio? Zia ha detto che siete stati di fretta, mi hanno preso senza sapere che una bambina stava per nascere, e io non mi sento più a casa
Gli occhi di Lorenzo sono lucidi, è quasi al limite di cadere in lacrime.
Lorenzo, ma che dici? Che zia? e Marina ricorda di aver incontrato la vicina qualche giorno fa, di averle detto grazie a Dio il nostro bebè arriverà presto, ma ora le parole le sembrano vuote. Siete stati di fretta, Mariuccia, di fretta!
Marina capisce che Lorenzo è ancora troppo piccolo per capire, così si scusa con la vicina, non vuole litigare. Lorenzo, però, ha compreso tutto.
Poi gli passa per la testa lidea di essere un estraneo, solo, spaesato.
Marina lo abbraccia forte; allinizio lui si allontana, poi si lascia andare e piange.
Figlio mio, non capisci, quella zia non sa nulla, noi con papà ti amiamo tantissimo e nessuno ti porterà via!
Le toglie la giacca e il cappellino, e rimangono seduti in silenzio, avvolti in un abbraccio sul divano.
Quando è nata Cinzia, Lorenzo e Marco sono rimasti soli a casa, poi sono andati a trovare la mamma e la sorellina. Lorenzo era preoccupato di non piacere a sua sorella. Ma appena ha visto quanto era piccola, ha sorriso divertito.
Mamma, dove la mettiamo? È così piccolina, senza fratello maggiore? Le insegnerò a giocare con le macchinine, sarà divertente!
Da quel giorno Lorenzo non lascia più la sorellina, aspetta che cresca e i genitori sposteranno Cinzia nella sua stanza. Per ora è il primo aiutante di mamma
Questa sera Marina lo chiama:
Lorenzo, ho vestito Cinzia, andiamo a prendere papà dal lavoro.
Lorenzo, già pronto, è in corridoio:
Mamma, tengo la porta, esci con la culla!
Scendono in ascensore, escono, e proprio al portone entra la stessa signora di prima.
Lorenzo stringe la mano di Marina più forte, quasi tremante.
Figlio, sei un uomo adesso, aiuta la zia, chiama lascensore, le sue borse sono pesanti.
Va bene, mamma! risponde Lorenzo, fiero, chiama lascensore e corre a recuperare la mamma.
Domani è weekend, andranno tutti al parco. Peccato che Cinzia sia ancora piccola, ma presto crescerà e potranno divertirsi sulle giostre. Lorenzo, da fratello maggiore, la terrà forte se avrà paura. Perché fratelli e sorelle, questo è per sempre!






