Diagnosi – TradimentoDiagnosi – Tradimento

Sai, cera questa ragazza di nome Chiara che stava con Matteo da appena un mese quando la mamma di lui, la signora Rosa, ha cominciato a fare domande insistenti. Avete già una relazione seria, le ha detto guardandola dritta negli occhi, quando organizzate il matrimonio? Chiara ha risposto con un sorriso un po forzato, cercando di non urtare la futura suocera. Forse non è ancora il momento, viviamo insieme solo da un mese. Meglio aspettare e conoscerci un po meglio nella vita di tutti i giorni chissà, magari poi iniziamo a litigare per cose da niente.

La signora Rosa ha alzato un sopracciglio ma non ha mollato, voleva sapere tutto. In fondo Chiara le piaceva, molto più dellex di Matteo che era proprio insopportabile. E come va con Tommaso? ha chiesto cambiando discorso, ma con lo sguardo ancora attento. Il ragazzo è già grande, però

Chiara si è sentita il cuore scaldarsi al pensiero del figlio di Matteo. Ricordava i primi giorni, quando temeva che il ragazzino la vedesse come una minaccia, una che voleva prendere il posto della mamma. È un tesoro, ha risposto sincera, e il sorriso è diventato più vero. Allinizio ero preoccupata, pensavo che potesse essere freddo o sospettoso. Invece è stato tutto facile, è un ragazzo aperto e gentile! Ha fatto una pausa, ricordando quando Tommaso era tornato da scuola e aveva assaggiato con entusiasmo la lasagna che aveva preparato, dicendo che da quel momento in casa ci sarebbe sempre stato da mangiare bene. E poi, ha continuato con una risatina, si è pure rallegrato che ci fosse qualcuno più bravo di suo padre ai fornelli. A volte mi chiede pure di insegnargli qualche ricetta.

Matteo, che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio, ha alzato gli occhi e ha fatto un piccolo cenno dassenso, con un sorriso appena accennato. La signora Rosa però non ha mollato e ha detto con un tono un po allusivo: E un fratellino non lo chiede ancora? Matteo ha storto la bocca e le ha lanciato uno sguardo di rimprovero, tipo mamma, perché ci torni sempre su?. Lei però non si è scomposta e ha continuato allegra: Che cè di male? Tommaso adora i bambini, sta sempre coi cuginetti. E poi hai solo trentacinque anni, ce la fai ancora a crescerne un paio!

Chiara si è sentita a disagio, non le piaceva parlare di cose così intime davanti a una donna che conosceva poco. Ha stretto le mani sotto il tavolo per mantenersi calma. Temo sia escluso, ha detto con voce ferma. I medici mi sconsigliano categoricamente di avere figli. Per un attimo è calato il silenzio. La signora Rosa ha cambiato espressione, quella maschera gentile è sparita e al suo posto è arrivato uno sguardo freddo. Problemi da donna, vero? ha detto con una compassione finta, e nel tono cera un po di sufficienza. Ma non devi disperarti, la medicina avanza. Quello che una volta sembrava impossibile oggi si risolve in un attimo.

Chiara ha sospirato piano. Voleva chiudere largomento ma sapeva che non poteva. Ha guardato Matteo sperando in un aiuto, però lui ha solo alzato le spalle come a dire spiegagli tu. Nel mio caso non funzionerebbe, ha detto piano, guardando davanti a sé. Ho problemi seri alla vista. Me lhanno diagnosticato a diciotto anni e nel frattempo ho accettato la realtà: figli non ne avrò. La signora Rosa è rimasta un momento perplessa, non capiva il nesso. Ma che centra la vista? ha chiesto inclinando la testa, convinta che fosse una scusa.

Chiara ha preso fiato. Cè una probabilità del novanta per cento che io perda la vista, ha spiegato con voce calma. Una gravidanza sarebbe un carico troppo pesante, troppo rischioso. Che senso ha un bambino che non potrei mai vedere? Ha aggiustato gli occhiali, nervosa, voleva che la suocera capisse che non era un capriccio. Si sentiva nellaria la delusione della signora Rosa, che ogni tanto le lanciava occhiate di disapprovazione. Chiaro che una nuora così non corrispondeva ai suoi sogni di una donna sana che le avrebbe dato subito dei nipoti.

Chiara però non si sentiva in colpa, lei e Matteo ne avevano parlato tanto, avevano valutato tutto. Rischi troppo alti, meglio non mettere in pericolo la salute. Al massimo si poteva pensare a unadozione o a una mamma surrogata, cose che oggi si organizzano senza troppi problemi. Quando alla fine si sono alzati per andare via, latmosfera era un po tesa. La signora Rosa ha abbracciato il figlio e ha fatto un cenno a Chiara, ma senza calore, solo per educazione. Mentre si mettevano le scarpe, Chiara ha incrociato lo sguardo di Matteo e ci ha letto un silenzioso scusa.

Usciti in strada hanno tirato entrambi un sospiro di sollievo. Laria della sera sembrava più fresca dopo quella conversazione pesante. Chiara gli ha preso la mano e lui lha stretta. Non hanno detto niente di quello che era successo, ma sapevano entrambi che la conoscenza con i genitori non era andata bene. Però questo non cambiava la loro decisione di stare insieme, al di là di quello che gli altri si aspettavano.

Tre mesi dopo. Chiara si sentiva sempre più strana. Allinizio non ci ha fatto caso, pensava fosse stanchezza del lavoro o un virus leggero. Ma quando il malessere è durato giorni ha cominciato a preoccuparsi. Si sentiva debole, la mattina le veniva la nausea e certi odori improvvisamente la infastidivano. Ha provato a cavarsela da sola, ha preso qualcosa in farmacia, ha bevuto tanta acqua e ha cercato di dormire prima. Niente da fare, non migliorava. Si distraeva spesso al lavoro e la sera crollava, anche se non aveva fatto chissà che.

Una sera, mentre parlava al telefono con la mamma, glielha raccontato. Chiara, ha chiesto la mamma dopo una pausa, sei proprio sicura di non essere incinta? Chiara si è un po sorpresa. Assolutamente! Non ho mai saltato le pillole, me le ha prescritte il medico dopo gli esami, tutto a regola.

La mamma però ha insistito: Compra un test, per stare tranquilla. È una cosa troppo importante per lasciarla in sospeso. Chiara voleva ribattere che non era possibile, ma il tono della mamma lha fatta riflettere. Alla fine ha detto: Va bene, mamma. Vado subito in farmacia. Matteo è al lavoro, ho tempo. Ha preso la giacca ed è uscita. La farmacia era vicina, cinque minuti a piedi. Camminava veloce, con la testa piena di domande: E se la mamma avesse ragione? Ma come è potuto succedere?

In farmacia ha scelto due test di quelli normali, senza badare troppo al prezzo. Tornata a casa ha aspettato con le mani che tremavano un po. I minuti passavano lenti. Poi sono apparse due linee nette su entrambi. Ma come è possibile?! ha esclamato, sconvolta. In quel momento ha suonato il campanello. Era Tommaso, che come al solito aveva dimenticato le chiavi. Chiara ha buttato via i test in fretta, uno però è rimasto sul pavimento, e ha aperto la porta. Di nuovo le chiavi? ha detto sorridendo mentre lo faceva entrare. Sì, ha risposto lui un po imbarazzato. Lei è corsa in cucina a preparargli qualcosa da mangiare, senza sapere che un test era rimasto lì a tradirla.

Qualche giorno dopo Chiara ha detto a Matteo: Vado da mia mamma per una settimana, non si sente bene. Era una bugia, ma non poteva dirgli la verità in quel momento. Matteo si è preoccupato subito: Serve aiuto? Porto medicine o vengo con te? Lei ha sorriso, un po in colpa. Per ora no, grazie. Se serve chiamo. Ha finito di preparare la borsa e ha preso lautobus per la città vicina. La mamma lavrebbe aspettata, questo la tranquillizzava.

Il giorno dopo è andata in una clinica privata. Aveva già fissato lappuntamento. La visita è stata veloce: visita, analisi, ecografia. Sì, sei incinta, ha confermato la dottoressa, una donna tranquilla. Settimane cinque o sei. Chiara ha annuito, sperava ancora che fosse un errore. Ma prendevo le pillole! Come è potuto succedere? La dottoressa ha spiegato che forse il farmaco non era perfetto o che qualche altro medicinale aveva ridotto leffetto. Poi ha chiesto: Immagino tu non voglia portare avanti la gravidanza. Chiara ha chiuso gli occhi un attimo. Il rischio di perdere la vista è nove a uno. Secondo te posso correre questo rischio? La dottoressa ha capito e le ha dato i moduli per altri esami. Torna domani, così vediamo come procedere.

Poi è arrivato il telefono di Matteo, con voce allegra: Perché non me lhai detto? Chiara si è irrigidita. Detto cosa? Che sei incinta! ha detto lui entusiasta. Ho trovato il test per terra e ho già prenotato da un bravo specialista. Andiamo insieme? Chiara ha cercato di frenarlo. Non esultare, è quasi sicuramente un errore. Prendevo le pillole senza saltare. Matteo ha esitato, poi ha confessato: Sai, mia madre è passata a casa e ha visto le pillole. Mi ha convinto che il tuo problema non è così grave, che tante donne con malattie più serie hanno figli senza problemi. Ha insistito tanto che ho ceduto. Chiara ha sentito un gelo. Vuoi dire che mi hai sostituito le pillole? No, niente di simile, ha detto lui in fretta. Ho solo le ho cambiate con delle vitamine dopo che mi è caduto il flacone. Pensavo fosse un segno. Volevo che avessimo un bambino.

Chiara era furiosa. Hai fatto questo senza dirmelo? Sapevi i rischi! Matteo ha provato a giustificarsi: Pensavo fosse meglio per noi, per la famiglia. Per la famiglia? ha risposto lei. Non hai nemmeno chiesto il mio parere! Sapevi tutto e hai agito alle mie spalle. Alla fine ha detto: Non posso parlare adesso. Incontriamoci al parco dopodomani, a mezzogiorno.

Quando è arrivato il momento, Matteo era già lì con un mazzo di rose bianche. Chiara è arrivata con suo fratello Giovanni, il viso freddo. Non ha nemmeno guardato i fiori. Ha tirato fuori un foglio dalla borsa e glielha dato. Questo significa che il bambino non ci sarà. Sapevi del mio problema e hai messo a rischio la mia salute per ascoltare tua madre. Non te lo perdonerò mai. Domani vengo a prendere le mie cose, con mio fratello, per evitare casini.

Matteo ha cercato di fermarla, ma Giovanni gli ha sbarrato la strada. Stai mentendo! ha gridato Matteo. Ho parlato con i medici, i rischi oggi sono minimi. Tu semplicemente non vuoi un figlio e inventi scuse! Chiara si è girata. Sei andato dai medici senza di me? Senza sapere nemmeno il mio problema esatto? Matteo ha insistito: Volevo la nostra famiglia! Tu stessa hai detto che si poteva pensare alladozione, perché non dare una chance al nostro bambino? Lei ha scosso la testa. Perché non è un gioco, Matteo. È il mio corpo, la mia vista. Potrei diventare cieca e non riuscire più a lavorare o a badare a me stessa. Tu hai tradito la mia fiducia. Non voglio più stare con qualcuno che decide alle mie spalle.

Giovanni è rimasto lì a fare da scudo. Chiara si è voltata e se nè andata. Matteo è rimasto con le rose in mano, seduto su una panchina, a guardare i petali e a capire che aveva perso non solo il bambino che voleva, ma la donna che amava. E per la prima volta ha pensato che forse lei aveva ragione, ma era troppo tardi.Sai, cera questa ragazza di nome Chiara che stava con Matteo da appena un mese quando la mamma di lui, la signora Rosa, ha cominciato a fare domande insistenti. Avete già una relazione seria, le ha detto guardandola dritta negli occhi, quando organizzate il matrimonio? Chiara ha risposto con un sorriso un po forzato, cercando di non urtare la futura suocera. Forse non è ancora il momento, viviamo insieme solo da un mese. Meglio aspettare e conoscerci un po meglio nella vita di tutti i giorni chissà, magari poi iniziamo a litigare per cose da niente.

La signora Rosa ha alzato un sopracciglio ma non ha mollato, voleva sapere tutto. In fondo Chiara le piaceva, molto più dellex di Matteo che era proprio insopportabile. E come va con Tommaso? ha chiesto cambiando discorso, ma con lo sguardo ancora attento. Il ragazzo è già grande, però

Chiara si è sentita il cuore scaldarsi al pensiero del figlio di Matteo. Ricordava i primi giorni, quando temeva che il ragazzino la vedesse come una minaccia, una che voleva prendere il posto della mamma. È un tesoro, ha risposto sincera, e il sorriso è diventato più vero. Allinizio ero preoccupata, pensavo che potesse essere freddo o sospettoso. Invece è stato tutto facile, è un ragazzo aperto e gentile! Ha fatto una pausa, ricordando quando Tommaso era tornato da scuola e aveva assaggiato con entusiasmo la lasagna che aveva preparato, dicendo che da quel momento in casa ci sarebbe sempre stato da mangiare bene. E poi, ha continuato con una risatina, si è pure rallegrato che ci fosse qualcuno più bravo di suo padre ai fornelli. A volte mi chiede pure di insegnargli qualche ricetta.

Matteo, che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio, ha alzato gli occhi e ha fatto un piccolo cenno dassenso, con un sorriso appena accennato. La signora Rosa però non ha mollato e ha detto con un tono un po allusivo: E un fratellino non lo chiede ancora? Matteo ha storto la bocca e le ha lanciato uno sguardo di rimprovero, tipo mamma, perché ci torni sempre su?. Lei però non si è scomposta e ha continuato allegra: Che cè di male? Tommaso adora i bambini, sta sempre coi cuginetti. E poi hai solo trentacinque anni, ce la fai ancora a crescerne un paio!

Chiara si è sentita a disagio, non le piaceva parlare di cose così intime davanti a una donna che conosceva poco. Ha stretto le mani sotto il tavolo per mantenersi calma. Temo sia escluso, ha detto con voce ferma. I medici mi sconsigliano categoricamente di avere figli. Per un attimo è calato il silenzio. La signora Rosa ha cambiato espressione, quella maschera gentile è sparita e al suo posto è arrivato uno sguardo freddo. Problemi da donna, vero? ha detto con una compassione finta, e nel tono cera un po di sufficienza. Ma non devi disperarti, la medicina avanza. Quello che una volta sembrava impossibile oggi si risolve in un attimo.

Chiara ha sospirato piano. Voleva chiudere largomento ma sapeva che non poteva. Ha guardato Matteo sperando in un aiuto, però lui ha solo alzato le spalle come a dire spiegagli tu. Nel mio caso non funzionerebbe, ha detto piano, guardando davanti a sé. Ho problemi seri alla vista. Me lhanno diagnosticato a diciotto anni e nel frattempo ho accettato la realtà: figli non ne avrò. La signora Rosa è rimasta un momento perplessa, non capiva il nesso. Ma che centra la vista? ha chiesto inclinando la testa, convinta che fosse una scusa.

Chiara ha preso fiato. Cè una probabilità del novanta per cento che io perda la vista, ha spiegato con voce calma. Una gravidanza sarebbe un carico troppo pesante, troppo rischioso. Che senso ha un bambino che non potrei mai vedere? Ha aggiustato gli occhiali, nervosa, voleva che la suocera capisse che non era un capriccio. Si sentiva nellaria la delusione della signora Rosa, che ogni tanto le lanciava occhiate di disapprovazione. Chiaro che una nuora così non corrispondeva ai suoi sogni di una donna sana che le avrebbe dato subito dei nipoti.

Chiara però non si sentiva in colpa, lei e Matteo ne avevano parlato tanto, avevano valutato tutto. Rischi troppo alti, meglio non mettere in pericolo la salute. Al massimo si poteva pensare a unadozione o a una mamma surrogata, cose che oggi si organizzano senza troppi problemi. Quando alla fine si sono alzati per andare via, latmosfera era un po tesa. La signora Rosa ha abbracciato il figlio e ha fatto un cenno a Chiara, ma senza calore, solo per educazione. Mentre si mettevano le scarpe, Chiara ha incrociato lo sguardo di Matteo e ci ha letto un silenzioso scusa.

Usciti in strada hanno tirato entrambi un sospiro di sollievo. Laria della sera sembrava più fresca dopo quella conversazione pesante. Chiara gli ha preso la mano e lui lha stretta. Non hanno detto niente di quello che era successo, ma sapevano entrambi che la conoscenza con i genitori non era andata bene. Però questo non cambiava la loro decisione di stare insieme, al di là di quello che gli altri si aspettavano.

Tre mesi dopo. Chiara si sentiva sempre più strana. Allinizio non ci ha fatto caso, pensava fosse stanchezza del lavoro o un virus leggero. Ma quando il malessere è durato giorni ha cominciato a preoccuparsi. Si sentiva debole, la mattina le veniva la nausea e certi odori improvvisamente la infastidivano. Ha provato a cavarsela da sola, ha preso qualcosa in farmacia, ha bevuto tanta acqua e ha cercato di dormire prima. Niente da fare, non migliorava. Si distraeva spesso al lavoro e la sera crollava, anche se non aveva fatto chissà che.

Una sera, mentre parlava al telefono con la mamma, glielha raccontato. Chiara, ha chiesto la mamma dopo una pausa, sei proprio sicura di non essere incinta? Chiara si è un po sorpresa. Assolutamente! Non ho mai saltato le pillole, me le ha prescritte il medico dopo gli esami, tutto a regola.

La mamma però ha insistito: Compra un test, per stare tranquilla. È una cosa troppo importante per lasciarla in sospeso. Chiara voleva ribattere che non era possibile, ma il tono della mamma lha fatta riflettere. Alla fine ha detto: Va bene, mamma. Vado subito in farmacia. Matteo è al lavoro, ho tempo. Ha preso la giacca ed è uscita. La farmacia era vicina, cinque minuti a piedi. Camminava veloce, con la testa piena di domande: E se la mamma avesse ragione? Ma come è potuto succedere?

In farmacia ha scelto due test di quelli normali, senza badare troppo al prezzo. Tornata a casa ha aspettato con le mani che tremavano un po. I minuti passavano lenti. Poi sono apparse due linee nette su entrambi. Ma come è possibile?! ha esclamato, sconvolta. In quel momento ha suonato il campanello. Era Tommaso, che come al solito aveva dimenticato le chiavi. Chiara ha buttato via i test in fretta, uno però è rimasto sul pavimento, e ha aperto la porta. Di nuovo le chiavi? ha detto sorridendo mentre lo faceva entrare. Sì, ha risposto lui un po imbarazzato. Lei è corsa in cucina a preparargli qualcosa da mangiare, senza sapere che un test era rimasto lì a tradirla.

Qualche giorno dopo Chiara ha detto a Matteo: Vado da mia mamma per una settimana, non si sente bene. Era una bugia, ma non poteva dirgli la verità in quel momento. Matteo si è preoccupato subito: Serve aiuto? Porto medicine o vengo con te? Lei ha sorriso, un po in colpa. Per ora no, grazie. Se serve chiamo. Ha finito di preparare la borsa e ha preso lautobus per la città vicina. La mamma lavrebbe aspettata, questo la tranquillizzava.

Il giorno dopo è andata in una clinica privata. Aveva già fissato lappuntamento. La visita è stata veloce: visita, analisi, ecografia. Sì, sei incinta, ha confermato la dottoressa, una donna tranquilla. Settimane cinque o sei. Chiara ha annuito, sperava ancora che fosse un errore. Ma prendevo le pillole! Come è potuto succedere? La dottoressa ha spiegato che forse il farmaco non era perfetto o che qualche altro medicinale aveva ridotto leffetto. Poi ha chiesto: Immagino tu non voglia portare avanti la gravidanza. Chiara ha chiuso gli occhi un attimo. Il rischio di perdere la vista è nove a uno. Secondo te posso correre questo rischio? La dottoressa ha capito e le ha dato i moduli per altri esami. Torna domani, così vediamo come procedere.

Poi è arrivato il telefono di Matteo, con voce allegra: Perché non me lhai detto? Chiara si è irrigidita. Detto cosa? Che sei incinta! ha detto lui entusiasta. Ho trovato il test per terra e ho già prenotato da un bravo specialista. Andiamo insieme? Chiara ha cercato di frenarlo. Non esultare, è quasi sicuramente un errore. Prendevo le pillole senza saltare. Matteo ha esitato, poi ha confessato: Sai, mia madre è passata a casa e ha visto le pillole. Mi ha convinto che il tuo problema non è così grave, che tante donne con malattie più serie hanno figli senza problemi. Ha insistito tanto che ho ceduto. Chiara ha sentito un gelo. Vuoi dire che mi hai sostituito le pillole? No, niente di simile, ha detto lui in fretta. Ho solo le ho cambiate con delle vitamine dopo che mi è caduto il flacone. Pensavo fosse un segno. Volevo che avessimo un bambino.

Chiara era furiosa. Hai fatto questo senza dirmelo? Sapevi i rischi! Matteo ha provato a giustificarsi: Pensavo fosse meglio per noi, per la famiglia. Per la famiglia? ha risposto lei. Non hai nemmeno chiesto il mio parere! Sapevi tutto e hai agito alle mie spalle. Alla fine ha detto: Non posso parlare adesso. Incontriamoci al parco dopodomani, a mezzogiorno.

Quando è arrivato il momento, Matteo era già lì con un mazzo di rose bianche. Chiara è arrivata con suo fratello Giovanni, il viso freddo. Non ha nemmeno guardato i fiori. Ha tirato fuori un foglio dalla borsa e glielha dato. Questo significa che il bambino non ci sarà. Sapevi del mio problema e hai messo a rischio la mia salute per ascoltare tua madre. Non te lo perdonerò mai. Domani vengo a prendere le mie cose, con mio fratello, per evitare casini.

Matteo ha cercato di fermarla, ma Giovanni gli ha sbarrato la strada. Stai mentendo! ha gridato Matteo. Ho parlato con i medici, i rischi oggi sono minimi. Tu semplicemente non vuoi un figlio e inventi scuse! Chiara si è girata. Sei andato dai medici senza di me? Senza sapere nemmeno il mio problema esatto? Matteo ha insistito: Volevo la nostra famiglia! Tu stessa hai detto che si poteva pensare alladozione, perché non dare una chance al nostro bambino? Lei ha scosso la testa. Perché non è un gioco, Matteo. È il mio corpo, la mia vista. Potrei diventare cieca e non riuscire più a lavorare o a badare a me stessa. Tu hai tradito la mia fiducia. Non voglio più stare con qualcuno che decide alle mie spalle.

Giovanni è rimasto lì a fare da scudo. Chiara si è voltata e se nè andata. Matteo è rimasto con le rose in mano, seduto su una panchina, a guardare i petali e a capire che aveva perso non solo il bambino che voleva, ma la donna che amava. E per la prima volta ha pensato che forse lei aveva ragione, ma era troppo tardi.

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