Dopo 4 mesi di messaggi accetto un appuntamento con un cavaliere di 52 anni: inizia la serata con 5 lamentele

Dopo quattro mesi di messaggi, finalmente ho deciso di incontrare il mio corrispondente, un signore di cinquantadue anni, Alfredo, che fin dallinizio mi aveva incuriosito, ma oggi le cose sono andate diversamente da come speravo.

Si dice spesso che lattesa della festa sia più dolce della festa stessa. Così, nellattesa di conoscere di persona Francesca una donna che ormai, dopo tutti questi mesi, mi sembrava quasi di conoscere da una vita ogni giorno vivevo piccole emozioni, come in una serie dai nuovi episodi quotidiani.

Con il tempo avevo imparato ogni suo gusto e dettagli sulle sue giornate, conoscevo i nomi delle sue amiche dinfanzia e non mi stupivo più nemmeno dei suoi messaggi mattutini, sempre preceduti da quei tre puntini sospensivi.

Francesca, quarantacinque anni, appartiene a quella categoria di donne che va ad un appuntamento non più con lansia del ragazzino, ma con la curiosità ironica di chi osserva la vita con quella leggerezza che arriva solo col tempo. «Vediamo che tipo incontrerò stavolta», pensavo preparandomi.

Lei sapeva indossare un semplice maglione di cashmere con la disinvoltura di chi porta una toga da laurea; capace di risolvere qualsiasi imbarazzo con una battuta ironica.

Alfredo, che aveva appena superato il mezzo secolo, nei messaggi appariva serio, riflessivo, vagamente spiritoso e cosa che ho gradito molto affidabile.

«Alla nostra età, Francesca,» mi scriveva la sera tardi, «le persone cercano calore, non fuochi dartificio. Voglio una donna che mi capisca senza parole.»

«Senza parole? E va bene così», sorrideva Francesca mentre si metteva il mascara. Limportante era che le parole che sarebbero comunque state dette non sortissero la voglia di scappare subito via.

Lincontro labbiamo organizzato in un piccolo caffè del centro di Firenze, un posto accogliente, con luci soffuse e il profumo di cannella nellaria. Francesca è arrivata puntuale, impeccabile come sempre, con la sicurezza di chi spera in una bella serata.

Alfredo invece si è fatto attendere cinque minuti. Dal vivo era un po più basso che in foto, con quello sguardo serio di chi ha appena trovato un errore in una dichiarazione dei redditi.

Si è seduto di fronte a Francesca, ha ricambiato il saluto con un mezzo sorriso.

Ma nessun complimento, nessun «che piacere vederti».

Lui lha subito osservata attentamente, come un ispettore che valuta un locale in vista dellapertura. Poi ha proposto di prendere un caffè con un dolcetto ed io ho accettato volentieri.

«Francesca,» ha attaccato con la voce di un professore in consiglio di classe, «ho riflettuto molto su questi quattro mesi di scambi. Ora che ti vedo dal vivo, devo essere chiaro: ho da farti cinque osservazioni.»

Dentro di me qualcosa si è incrinato, come quando ti si rompe la serenità nellanimo. Francesca, però, ha appoggiato il mento sul palmo della mano e ha annuito:

«Cinque osservazioni? Che suspense. Vai avanti.»

Alfredo sembrava non cogliere lironia: ha sollevato il primo dito.

Prima osservazione: le fotografie.
«In una foto, quella col vestito blu, la tua figura è diversa. Ti vedo ora più… formosa. È fuorviante. Alla nostra età bisogna essere sinceri.»

Francesca ha sorriso fra sé: «Formosa… già meglio che imponente, grazie.»

Seconda osservazione: la lentezza delle risposte.
«A volte rispondi ai messaggi troppo tardi. Tipo tre settimane fa: ti ho scritto alle 14:15, hai risposto alle 16:40. Gli uomini non amano aspettare. Segno di mancanza di rispetto.»

«Probabilmente ero in riunione…» ha provato a dire Francesca, ma lui già passava al prossimo punto.

Terza osservazione: il luogo dellincontro.
«Perché siamo qui? Questo posto è troppo sofisticato. Ti avevo suggerito un locale più semplice. Questa scelta svela una certa ostentazione.»

Guardando il suo cappuccino, Francesca ha sentito il desiderio di rovesciarglielo addosso, ma la curiosità ha vinto ancora una volta.

Quarta osservazione: labbigliamento.
«Perché quel vestito? Siamo qui solo per un caffè. È troppo appariscente per il pomeriggio, troppi gioielli. La donna, a questetà, dovrebbe attrarre per la profondità, non per lo scintillio. Cerco sostanza, non apparenza.»

Quinta osservazione: l’indipendenza.
«Hai scelto tu il ristorante, dici spesso da sola. Non lasci spazio alluomo di sentirsi al suo posto. Vorrei una donna che chieda consiglio, invece che mostrare autonomia. Se vogliamo continuare, dovrai cambiare atteggiamento.»

Finito il monologo, Alfredo incrocia le braccia sprofondando nellattesa di una mia risposta, forse di un ringraziamento.

Francesca lo guarda e capisce in un lampo: quei mesi di messaggi erano solo una maschera, un comodo paravento di un uomo pedante che voleva solo nutrire il suo ego. Il calore che diceva di cercare era, in realtà, la ricerca di una donna-ornamento pronta a compiacerlo.

«Sai, Alfredo,» gli dice con calma, «io invece ho capito tutto in cinque minuti.»

«Davvero? E che cosa?» chiede lui, quasi divertito.

«Sei un caso interessante: sei venuto dallaltra parte di Firenze solo per presentare il conto, alla tua prima uscita con una donna, rimproverando gusti, silhouette e personalità. Unautostima notevole.»

Alfredo si imbroncia:

«Io sono solo onesto.»

«No,» replica Francesca scuotendo la testa. «Non sei onesto, sei solo infelice, e misuri il mondo con una metro storta. Non ti piacciono le mie foto? Vai in una pinacoteca: lì i quadri non cambiano. Rispondo troppo tardi? Prenditi un Tamagotchi. Non ammetti il vestito? Lho messo per piacermi, non per te.»

Poi si alza, sistema la borsetta e lo fissa con serenità:

«E per finire: se la parola da sola ti manda in crisi, più che una relazione ti serve una rieducazione. A quarantacinque anni il mio tempo è troppo prezioso per sprecarlo con qualcuno che inizia la conoscenza con una revisione dei miei difetti.»

«Dove vai? E il caffè?» borbotta lui.

«Lo finirai tu. Così riuscirai a risparmiare anche qualcosa. E un consiglio: se vuoi che qualcuno ti guardi fisso in bocca, vai da un dentista.»

Tornata a casa, la prima cosa che Francesca ha fatto è stato bloccare Alfredo ovunque. Alla mia età, intimità significa anche uno smartphone libero da chi vorrebbe incastrarti nel suo stampino sghembo.

E allora, mi domando: era solo un brutto appuntamento o una scena ben preparata? Vale la pena continuare con qualcuno che al primo incontro ti presenta subito il conto solo per essere te stesso?

Oggi ho capito una cosa, che vale oro (anzi, euro!): la vera pace, da grandi, è non dover giustificare mai il modo in cui scegli di essere felice.

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