Figlio mio, non voglio che tu divori tua moglie per causa mia! Ti prego, portami in una casa di riposo!

Figlio mio, non voglio che tu divori il tuo matrimonio per colpa mia! Portami pure in una casa di riposo!
Mezzo anno fa ho preso mia madre a vivere con noi. È ormai molto anziana, ha ottantatré anni. Da quando se nè andato papà, a lei pesa troppo restare sola nel paesino. I miei figli sono già grandi e vivono per conto loro. Siamo rimasti solo io e mia moglie in un bilocale a Bologna. Mi sembrava una cosa facile.

Allinizio mia moglie non ha detto nulla, ma dopo una settimana la presenza di mia madre le dava noia come il rumore della pioggia nella notte. I regali per mia moglie si sono spenti di significato.

Ascolta, lascia che lei mangi dopo di noi mi dice.

Perché, Luciana?

Così è più comodo. Mi passa la fame a guardarla masticare senza denti, povera donna. Mi fa venire i brividi.

Smettila, tutti noi saremo anziani, prima o poi.

È diverso, Angelo.

A Luciana infastidiva anche il fatto che mamma avesse problemi di stomaco e russasse sonoramente come un temporale, la notte. Le proibiva di avvicinarsi alla cucina e col tempo iniziò a chiederle di non uscire proprio dalla stanza. Una sera mi disse, quasi senza voce:

Senti, non pensavo che sarebbe rimasta qui così a lungo. Non ce la faccio più.

Ma cosa proponi allora?

Riportala al suo paese.

Come fa? Non può stare sola, non vedi che non ce la farebbe.

Ma tutti vivono così! Nessuno si occupa della madre in eterno! Perché devo vivere nella mia casa come unestranea, sopportare questi suoni, questi odori?

Non sapevo cosa pensare. Un giorno rientro e la trovo seduta nellingresso, vestita da uscire, con una valigia ai suoi piedi come se aspettasse un treno che non esiste.

Mamma, cosa fai qui seduta?

Angelo, portami in casa di riposo.

Mamma, perché? Per quale motivo?

Non voglio che vi perdiate tra di voi per colpa mia.

Lei continua a insistere, ogni giorno, con la sua voce dolce e ferma. Ma io non so decidere. Non riesco a immaginare le mie notti sapendo che mia madre dorme lontano, in una stanza piena di sconosciuti. Forse dovrei abbandonare tutto e partire con lei, tornare al paese, vivere la campagna come una lunga domenica. Ma qual è davvero la strada giusta?

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