Ha cacciato la madre di casa per via dei suoi vestiti “troppo economici”, ma il fidanzato le ha dato una lezione che non dimenticherà mai!

Diario di Giulia Rossi

A volte, al pensiero di ciò che è davvero importante nella vita, mi chiedo come sia possibile farsi così accecare dalle apparenze da non riconoscere il valore delle persone che ci amano. Oggi, rileggendo le pagine recenti del mio diario, mi sento costretta ad affrontare la mia vergogna e la solitudine che ho creato con le mie stesse mani.

**1. Il freddo sotto i lampadari**

Il Gran Salone dellHotel Excelsior di Roma era una sinfonia di lusso: profumo di fiori freschi e voci ovattate, con luci che scintillavano sui lampadari di cristallo. Indossavo un abito di alta moda, pagato più di quanto mia madre abbia mai visto in una volta sola. Fu allora che vidi la mamma, Anna, in piedi allingresso. Aveva addosso il solito vecchio maglione e teneva una borsa di plastica Coop stretta tra le mani.

Mi sono sentita bollire dentro:
Mamma, ma cosa credi di fare vestita così? Mi stai rovinando la serata più importante della mia vita! Vai via, per favore!

**2. Il regalo che non volevo**

Gli occhi della mamma si sono riempiti di lacrime. Tremando, porse la borsa verso di me.
Giulia, volevo solo portarti i tuoi biscotti preferiti li ho fatti io stamattina
Senza nemmeno guardarla, ho spinto via la busta: i biscotti si sono sparsi sul parquet lucido davanti a tutti.

**3. La voce che mi ha risvegliata**

Improvvisamente, dalla folla si è fatto avanti Matteo, il mio fidanzato. Era pallido, lo sguardo freddo come il marmo. Ha guardato sia me sia i biscotti sparsi per terra.
Questo è il modo in cui tratti la donna che ha venduto la sua casa al paese, a Tivoli, per poterti mandare alluniversità a Milano?

**4. Un vero uomo**

Ho cercato la sua mano, cercando una giustificazione, una parola, ma Matteo si è tirato indietro. Senza esitare, si è inginocchiato davanti a tutti, ha raccolto i biscotti uno ad uno e si è avvicinato a mia madre per aiutarla ad alzarsi.
Se per te lei è solo una serva, allora lo sono anchio. Noi ce ne andiamo.

**5. La fine delle illusioni**

Sono rimasta pietrificata. Vedevo Matteo, il mio futuro tra lalta società, che accompagnava fuori mia madre. Tutti nel salone mi guardavano non più con ammirazione, ma con disgusto. Il panico mi saliva dentro: mi sono resa conto che, correndo dietro a unimmagine, avevo perso ogni cosa che contava davvero.

Una settimana dopo. Ho chiamato Matteo senza sosta, ma non rispondeva più. Quando sono andata nel nostro appartamento, il portiere mi ha detto che i miei bagagli erano già lì, insieme a quel sacchetto di plastica. Mi sono sentita crollare. Sopra i vestiti, una lettera di Matteo:

*I diamanti al collo non possono celare la povertà del cuore. Ho avviato le pratiche per il divorzio. E la casa che tua madre aveva venduto lho ricomprata: ora vive lì di nuovo. Tu lì non sei la benvenuta.*

Così sono rimasta sola, con il mio abito firmato che ormai aveva il calore di un vecchio straccio. Solo allora ho capito: mamma mi aveva amata anche nei suoi vestiti semplici. Ma il mondo per il quale lavevo tradita mi ha gettata via al primo errore.

E voi, cosa avreste fatto al posto di Matteo? Pensate sia giusto dare una seconda possibilità a chi manca così tanto di rispetto alla propria madre? Scrivetemi, ho bisogno anchio di capire quanto ancora si possa perdonare.

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