In fabbrica i colleghi prendevano spesso in giro il cognome di Savélio. Anche le donne, soprattutto quando lo sentivano per la prima volta.

In fabbrica il cognome di Saverio era spesso motivo di battute tra gli uomini. E anche le donne, a dire il vero. Soprattutto quando lo sentivano per la prima volta. Quella mattina, alla portineria della fabbrica a Firenze, cera una nuova guardia, una donna sui quarantanni. Quando, controllando il badge di Saverio, lesse il suo cognome, rise subito sotto i baffi.

Oh! Tamburelli! Esistono davvero questi cognomi buffi?
Eh, vedi bene che esistono. rispose Saverio senza troppi complimenti, passando subito al tu, perché la guardia sembrava più giovane di lui allapparenza. E come se esistono.

Ma dimmi un po, sai come mai nella tua famiglia vi chiamate così? continuò lei, curiosa. Dai, Tamburelli?

Saverio ormai sapeva già come uscirsene da queste situazioni.
Pare che la mia trisavola, in una generazione remota, abbia combinato qualcosa di strano con un folletto. Poi lo capisci è nato un bambino. Ed ecco spiegato il nostro cognome.

La donna, invece di ridere per la battuta, fece una faccia così seria che lo fece ridere di gusto.
Ma dici davvero? sussurrò lei con aria quasi spaventata.

Certo! continuò lui a scherzare. Da quella trisavola, tutti i Tamburelli in famiglia hanno sviluppato capacità paranormali. Quindi, bella mia, meglio non litigare con me. Basta poco e stanotte mi materializzo da te travestito da folletto e addio sonno!

Dopo quelle parole la guardia lo guardò di traverso e disse, seria:
Non provarci a spaventarmi, eh! Io so come farla vedere anche ai folletti, sai? Forza, passa e non creare coda.

La sera, tornando a casa dopo il turno, Saverio la trovò sempre lì, alla portineria, questa volta con il broncio.
Oh, bella, ma cosè quel muso lungo? le chiese bonario.

Io non sono bella, sono Maristella Romano! abbaiò lei. E non fissarmi, passa subito!

“Mamma mia,” pensò Saverio uscendo, “pare proprio di essermi fatto una nemica. Non capisce le battute, questa donna”

Il mattino dopo, Maristella non era alla portineria, ma allora di pranzo la vide venirgli incontro decisa nellaffollata mensa della fabbrica. Si sedette accanto a lui, proprio mentre stava mangiando purè e polpette; gli si avvicinò e gli sussurrò:
Dai, confessalo, Tamburelli! Quello che è successo stanotte è stata colpa tua?

Saverio rischiò di strozzarsi per la sorpresa.
Ma che sta dicendo, signora Romano? tossicchiando, iniziò a darle del lei. Cosa intende con colpa mia?

Non fare il furbo, Tamburelli! lo fulminò con lo sguardo. Mi avevi avvertita, no?

Di che cosa?
Che con te non si scherza troppo, ricordi?
E quindi?

Hai detto che potevi venire da me travestito da folletto! Ricordi o no?
Ma cosa dice, signora! Era solo una battuta!

Sì, come no! incalzò lei, ancor più determinata. Ma allora perché stanotte qualcuno mi ha tirata per il piede?

In che senso ti ha tirata?

Proprio così! Appena mi sono addormentata, a mezzanotte, ho sentito il mio piumone che scivolava giù dal letto, e una mano fredda zac! Sul piede! Ho rischiato linfarto!

Ma signora Romano! Saverio sgranò gli occhi incredulo. Ma pensa davvero che sia passato dalla sua finestra per tirarle i piedi?

Non so come tu abbia fatto, ma sentivo proprio la tua mano!

Ma la mia? Saverio si sentì confuso. Magari è stato suo marito che ha fatto qualche scherzo

Quale marito? Sono cinque anni che sono divorziata! Qui ceri solo tu, fidati!

Perché sarebbe?

Perché sei un Tamburelli! E tua trisavola, dal racconto, se lè spassata col folletto. Lo hai detto tu!

Ma era solo una battuta! Lo racconto a tutti. Tutti ridono, solo lei no

Ecco, hai visto?! lo fissò come una lama. Per colpa tua non ho chiuso occhio. Ogni volta che mi assopivo sentivo rumori strani agli angoli.

Ma le è sembrato! tentò di rassicurarla Saverio. Non ero io, lo giuro!

Maristella scosse la testa decisa.
No, Tamburelli Non se ne esce così facilmente. Hai iniziato tu, ora devi finire tu.

In che senso? Di cosa parliamo?
Semplice. Ho domandato in giro: non sei sposato, vero?

Eh, no?

Perfetto! Allora stanotte vieni a casa mia. Nessuno potrà dir niente, sbaglio?

Ehm come sarebbe? Che intende?

Intendo che devi scacciare i tuoi parenti fastidiosi! Voglio dormire tranquilla, ma ora non posso con queste storie. Sono troppo impressionabile. Sei daccordo?

Va bene Saverio annuì, capendo che era inutile discutere. A che ora passo da lei?

Dopo il tuo turno. Andiamo insieme così non mi bidoni. Ti preparo qualcosa di buono e poi, alle nove, tu resti accanto a me fino al mattino.

Non serve dire che, dopo quella notte, Saverio da Maristella Romano non è più andato via. Alla fine, si è scoperto che lei era una donna splendida. Un po nervosa, forse paurosa, ma soprattutto premurosa e incredibile a dirsi dolce. E cosa può volere di più un uomo da una donna? Solo dolcezza e comprensione. Non serve altro.

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