Lo ha respinto per via dei suoi vestiti, ma un minuto dopo se n’è amaramente pentita!

Sai, io ci penso ancora a quella scena che ho visto qualche giorno fa in pieno centro a Firenze, davanti a una di quelle boutique di via Tornabuoni. Pareva uscita dritta da un film, giuro. Daltronde, come ci ha sempre detto la nonna: Labito non fa il monaco, ma spesso le persone dimenticano cosa significhi davvero.

Era un venerdì sera di quelli col tramonto che scalda i palazzi e la gente elegante che fa laperitivo. Davanti alla vetrina tutta illuminata di un negozio di alta moda cera una coppia. Lucia, mamma mia se era bella, sembrava pronta per la copertina di Vogue: vestito rosso mozzafiato, capelli raccolti con cura e trucco perfetto. Potevi quasi sentire la scia del suo profumo anche a distanza.

Accanto a lei cera Marco, che invece aveva un look semplicissimo: classica giacca blu un po vissuta e un paio di jeans. Nulla di appariscente. Ad un certo punto Marco si inginocchia, tira fuori una scatolina di velluto e, con lo sguardo dolce, le fa la domanda della vita:

Lucia, ti amo sopra ogni cosa. Vuoi diventare mia moglie?

Lucia però lo gelò con uno sguardo che nemmeno una tramontana di gennaio. Anziché emozionarsi, lo fulminò, prima guardando il piccolo anello, poi scrutando la giacca consunta di Marco.

Ma sei serio, Marco? disse quasi ridendo, incrociando le braccia. Ma ti sei visto? E guardi me? Una come me dovrebbe mettersi con uno che, probabilmente, il massimo che si può permettere è labbonamento allautobus? Ma quella giacca mamma mia, sembri uscito dal mercato rionale! Merito di più, non di un uomo che controlla se gli rimangono venti euro fino a fine mese.

Marco non disse una parola. Rimase lì in ginocchio, con gli occhi pieni di tristezza. Lucia già si voltava, pronta ad andarsene sui suoi tacchi da sogno quando, allimprovviso, tutto cambiò.

Un SUV nero di quelli che più lucidi non si può inchiodò proprio lì vicino. Ne scese di corsa un uomo elegantissimo in abito sartoriale, tenendo stretto un tablet.

Con passo deciso, andò dritto verso Marco e Lucia. Quando fu davanti a loro, ignorò Lucia e si rivolse a Marco con rispetto:

Dottor Conti, mi scusi se insisto, ma il consiglio di amministrazione è già riunito: serve solo la sua firma per chiudere la fusione. Dobbiamo andare.

Lucia sgranò gli occhi, più grossi delle perle che portava alle orecchie. Guardava incredula il macchinone, poi il collaboratore, poi Marco e la sua giacca semplice.

Marco allora si rimise in piedi, chiuse con un bel click la scatolina con lanello. Niente urla, niente rabbia. Solo uno sguardo lungo e intenso, carico di tutto quello che aveva dentro.

Marco balbettò Lucia, e la sua arroganza si sciolse in un attimo. Ma che succede? Quale fusione?

Marco rimise la scatolina in tasca e, con voce calma, rispose:

Vedi, Lucia, ho sempre pensato che dietro una persona bella dovesse esserci un cuore altrettanto bello. Ho scelto apposta di non dirti nulla del mio conto in banca né di venire qui con abiti costosi. Volevo capire chi avrebbe amato me per quello che sono, non per quello che ho o guido. O per quanto spendo in boutique.

Lucia impallidì, accorgendosi di aver appena fatto una delle gaffe peggiori nella sua vita. Cercò di aggrapparsi al suo braccio:

Marco, aspetta! Non volevo dire quello… Ero solo agitata per la proposta, non ero pronta…

Lui la guardò con dolcezza ma tolse piano la mano dalla sua.

Grazie, Lucia. Grazie per avermi mostrato chi sei, prima che fosse troppo tardi. Su una cosa hai ragione: siamo davvero di mondi diversi. Tu vuoi qualcuno che pensi solo alle etichette, io cerco chi sappia vedere oltre. Addio.

Marco si sedette dietro nel SUV, il collaboratore gli chiuse la portiera e lauto partì nel traffico che profumava di notte fiorentina.

E Lucia? Rimase lì, sola, mentre la brezza fresca le scompigliava il vestito rosso che improvvisamente sembrava meno speciale. Solo in quel momento capì di aver perso non solo Marco, ma forse anche lunica persona che l’aveva amata per davvero.

Guarda, se dovessi trarre una morale da tutto questo te la dico così, proprio come farebbe zia Lina dopo il pranzo domenicale:

– **Il vero valore non si compra:** I soldi e il prestigio sono come il vento, ma la gentilezza e lamore restano, sempre.
– **Lapparenza inganna:** Non giudicare nessuno da come si veste o da che macchina guida. I veri tesori di solito si nascondono.
– **Cercare solo il portafoglio ti lascia col gelo nel cuore:** Quando scegli una persona per quello che ha e non per come ti fa sentire, rischi di restare con niente.

E tu che faresti se fossi stato nei panni di Marco? Pensi sia giusto mettere alla prova chi hai accanto, o ti fideresti comunque? Raccontamelo la prossima volta che ci vediamo, che sono curiosa!

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

eight − 4 =

Lo ha respinto per via dei suoi vestiti, ma un minuto dopo se n’è amaramente pentita!