-Non sei più mia figlia.

Ciao tesoro, ti racconto tutto quello che è successo, così ti hanno chiesto di fare una storia per la nostra chiacchierata di stasera.

Non sei più mia figlia. Chi è quelluomo e da dove viene è un mistero. Mi vergogno per te. Vai a vivere nella casa della nonna e comportati da adulta. Sentiti responsabile delle tue scelte.

Ginevra, senti? Hanno mandato dei colleghi in trasferta per darci una mano. Che ne dici di andare al discoteca stasera? esclama Marta, felice, crollando nella poltrona.

Marta, ma tu cosa? E Luca dove lo metto? Lo porto con me? ride Ginevra.

E se chiediamo a zia Lucia? domanda cautamente Marta.

Ginevra alza le spalle, sconsolata.

Che vuoi? Lei ancora non riesce a perdonarmi per aver avuto un figlio fuori dal matrimonio. Voleva che mi sposassi con Andrea, ma io sono partita per luniversità. Non sono andata, sono tornata con la pancia piena. Lanno intero mi ha rimproverata, solo da due mesi ha iniziato a parlare con me. Quindi vedi, vai a vedere qualcuno, magari trovi qualcosa di buono.

Marta sospira.

Va bene, andrò con Tania. Domani ti racconto tutto.

Ginevra mette a letto il piccolo Luca, esce sul balcone. La musica dal locale più vicino arriva fin qui. Avvolta in una sciarpa, immagina tutti a ballare, a divertirsi. Marta probabilmente ha messo di nuovo quel suo vestito a stampa di tigre. Ginevra sorride piano, sembra una piccola bruco di tigre, poi sospira e si corica.

Allalba Marta arriva di corsa. E, come se fosse il destino, anche la mamma di Ginevra fa visita. Ginevra metta le dita sulle labbra, ma dove fermare Marta?

Peccato non esserci stata ieri. Cerano dei ragazzi, uno di nome Marco, chiacchierone, con tanto humour. Domani vado a un appuntamento, scoppia Marta senza fiato.

La mamma di Ginevra, con un tono giudicante, chiede:

Sposato, vero?

Marta alza le spalle.

Non lo so, non ho controllato il passaporto. Se lo è, almeno ho qualcosa da ricordare.

Ehi ragazze, che state facendo? Marco è un ottimo candidato. Io ho perso il mio, ma tu, Marta, potresti ancora girargli la testa, esclama zia Lucia, tutta entusiasta.

Zia Lucia, ma che stai dicendo? A chi gli serve? E se fosse la mamma? ribatte Marta, sconvolta.

Dio, non può essere una tale felicità! grida.

Marta torna a Ginevra:

Cera un ragazzo, non potevo staccare gli occhi. Tutte noi ragazze eravamo incantate. Lui è rimasto con gli amici e se nè andato da solo, senza invitare nessuno a ballare.

Allimprovviso zia Lucia, sognante, dice:

Ginevra, anche tu dovresti andare in discoteca. Io resterò con Luca. Magari incontri qualcuno serio, affidabile. Luca ha bisogno di un papà, ma non cercare solo sposati, capito?

Ginevra scoppia a ridere, non crede alla sua fortuna, e stringe la zia in un bacio, ma poi borbotta:

Vai via, smettila di ingrassare!

Ginevra, nella sua migliore vestito, chiacchiera con le amiche, felice di rivivere i tempi spensierati.

Guardate, è lui, è tornato, sussurrano le ragazze.

Ginevra guarda in direzione del ragazzo, le gambe tremano. Si gira di scatto e sussurra a Marta:

Forse torno a casa. Luca probabilmente sta piangendo senza di me.

Marta, stupita, risponde:

Gine, ma che fai? È la prima volta che esci da casa per una serata e già torni? Non hai neanche ballato una volta!

Ma Ginevra decide:

Me ne vado. E il tuo Marco forse sta arrivando da te. Non ti annoierai senza di me, e si dirige verso luscita.

Davanti alla porta qualcuno la prende per mano:

Balliamo, signorina?

Ginevra cerca di allontanare la mano:

Non ballo.

Il ragazzo è insistente.

Concedimi un solo ballo, per favore.

Alla fine si gira, il cuore le salta un battito. È lui, lo stesso ragazzo che aveva cambiato la sua vita. Non la riconosce più. Con un leggero sorriso dice:

Solo una volta, devo andare, sono di fretta.

Lui la prende in giro, la gira in un giro di pista.

Capisco, tuo marito ti preoccupa?

Ginevra, secca, risponde:

Non sono sposata.

Lui sghignazza, quasi le toglie il respiro.

Allora ho una possibilità, vero?

Ginevra lo allontana.

Non sperare nemmeno, e scappa dal locale.

Mentre torna a casa piange. Luomo è rimasto nella sua mente, sembra di essersi innamorata allistante, anche se lui non lha riconosciuta.

Si incontrano di nuovo sul treno. Lei è triste, torna a casa dopo aver bocciato gli esami, lui è in viaggio verso i genitori. Vedendo la sua tristezza, cerca di strapparle il sorriso.

Mi chiamo Massimo. La mamma mi chiama Mass, il nipote è Maso. Scegli tu cosa ti piace.

Ginevra sorride.

Masò mi suona meglio.

Lui le porge la mano:

Quasi ci conosciamo. E tu, come ti chiami, splendida creatura?

Ginevra.

Massimo annuisce serio:

Lo immaginavo, nome regale.

Ginevra gli racconta, parola per parola, dei suoi esami falliti e di come la mamma la rimprovererà per anni.

Allora preparati per linverno e riprova, le consiglia Massimo.

Ginevra si rallegra:

Grazie, non ci avevo pensato.

Massimo la guarda intensamente:

Di niente. E nessuno ti ha mai detto quanto sei bella?

Ginevra arrossisce.

Sono solo una ragazza normale, non esagerare. Ma grazie lo stesso.

Massimo si avvicina:

È vero, e la bacia allimprovviso. Ginevra è confusa, il ricordo è dolce e imbarazzante. Massimo se ne va presto.

Ti troverò, promette.

Solo dopo capì che non le aveva chiesto nemmeno lindirizzo.

Passano i mesi e Ginevra scopre di aspettare un bambino. La mamma, con voce severa, le dice:

Non sei più mia figlia. Chi è quel uomo e da dove viene è un mistero. Mi vergogno per te. Vai a vivere nella casa di tua nonna, comportati da adulta, e affronta le conseguenze delle tue azioni.

Ginevra, in attesa, si rifugia in biblioteca, lavora fino al congedo di maternità. Quando esce dallospedale, la saluta Marta. La mamma non compare. Solo quando Luca compie cinque mesi, il suo cuore non regge più e lei appare.

Non è del nostro lignaggio, commenta.

Ma comincia a venire più spesso, portando giocattoli al nipotino.

Che fai così presto? chiede la mamma. Non cera nulla di interessante, comè Luca?

La mamma sorride:

Il tuo bambino dorme. Se sei qui, rimani a casa.

Ginevra chiude la porta, cerca di dormire, ma riesce solo al mattino. Stanca, allatta Luca. Luca rifiuta il biberon.

Se non mangi, non diventerai forte come tuo padre, che è forte e bello.

È per me? Che carino

Una voce dalla porta:

Chi sei? Da dove vieni? sorride Massimo.

Ti avevo detto che ti avrei trovato. Non sapevo avessi avuto un figlio. Allora non ricordavo dove abitavi, ma il destino ha voluto che fossimo insieme, dice, facendo una smorfia a Luca.

Luca ride.

Al mattino la mamma trova Ginevra felice, con un uomo sconosciuto che porta il piccolo sulle spalle.

È lui? chiede.

Sì, risponde Ginevra, felice.

La mamma si avvicina a Massimo e allunga la mano:

Io sono Lucia Giacomini. Sarò la suocera severa.

Massimo stringe la mano, serio:

Capito.

Baci, like e commenti, amico mio! Ti mando un abbraccio forte.

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