-Non sei più mia figlia.

Ciao, ti racconto tutto quello che è successo, così ti senti dentro come se fossimo sul divano a chiacchierare.

Non sei più la mia figlia, Martina. Non so chi è quel ragazzo né da dove venga. Mi vergogno per te. Vai a vivere nella casa di tua nonna e comportati da adulta, prenditi le responsabilità delle tue scelte.

Giulia, hai sentito? Hanno mandato dei colleghi in trasferta a darci una mano. Che ne dici di andare al club stasera? si è slacciata sulla poltrona, tutta contenta, la sua amica Laura.

Laura, ma che fai? E con Andrea? Lo porto con me? ha riso Giulia.

E se chiedessi alla zia Luisa? ha chiesto Laura con tono prudente.

Giulia ha scosso la testa disperata.

Che vuoi! Lei ancora non riesce a perdonarmi per aver avuto un figlio fuori dal matrimonio. Voleva farmi sposare Andrea, ma io sono partita per luniversità, e non sono riuscita a entrarci, sono tornata con la pancia piena di pensieri. Ha passato un anno a rimproverarmi, solo da due mesi mi è permessa parlare. Allora, vai a vedere chi ti può piacere, magari ti arriva anche lamore.

Laura ha sospirato.

Va bene, vado a incontrare Tania. Domani ti racconto tutto.

Olivia Bianchi ha messo a letto il piccolo Vincenzo, poi è uscita sul balcone. La musica dal club di via Napoli arrivava fin qui; avvolta nel suo cappotto, ha immaginato tutti a ballare e a divertirsi. Laura probabilmente ha di nuovo indossato quel vestito tigre. Giulia ha sorriso piano, sembrava una bruco colorata pronta a trasformarsi in farfalla. Ha sospirato, ha pensato a tutto e si è messa a letto.

Il mattino seguente Laura è sbucata di corsa, e, come se fosse una coincidenza cattiva, anche la mamma di Olivia è venuta in visita. Giulia ha messo un dito sulle labbra per farla tacere, ma chi poteva fermare Laura?

Che peccato che non ci sei stata ieri, cerano dei ragazzi. Uno di loro, si chiama Marco, è stato molto chiacchierone e divertente. Oggi ho un appuntamento ha sputato Laura in un tiro solo.

La mamma di Giulia, un po giudicante, ha chiesto:

Sposato, suppongo?

Laura ha alzato le spalle.

Non lo so, non ho guardato il suo documento. E se lo è, tanto ci sarà di che parlare.

Ah, ragazze, che fate? Marco è un bel fidanzato. Io ho perso la mia felicità, ma tu, Laura, potresti ancora girargli la testa ha esclamato la zia Luisa, tutta entusiasta.

Zia Luisa, ma che dici? A chi serve? E a sua madre, poi! Per lamor del cielo, che sfortuna! ha sbottato Laura.

Poi ha rivolto lo sguardo a Giulia:

Cera un tipo, non riuscivo a distogliere gli occhi. Tutte noi eravamo incantate. È rimasto con gli amici e se ne è andato da solo, senza invitare nessuno a ballare.

Ed ecco che la zia Luisa, pensierosa, ha detto:

Giulia, devi anche tu andare al club. Io mi siederò con Andrea. Magari incontrerai qualcuno serio e affidabile. A Vincenzo serve un papà. Ma non scegliere uomini già sposati, capito? Sentono subito se una donna è sola. Hai capito?

Giulia, quasi incredula per la sua fortuna, ha annuito. Ha persino baciato la mamma, ma ha sbottato:

Vattene, pettegola.

Con il suo vestito migliore, Giulia era lì con le amiche, a chiacchierare allegramente, ricordando i tempi spensierati.

Guardate, è lui, è tornato hanno sussurrato le ragazze.

Giulia ha guardato verso di lui, le gambe le tremavano. Si è voltata di scatto e ha sussurrato a Laura:

Credo di tornare a casa, Vincenzo deve piangere senza di me.

Laura, sorpresa, le ha chiesto:

Olì, ma che fai? È la prima volta che esci a ballare e già scappi? Non hai provato neanche un passo!

Giulia, decisa, ha risposto:

Me ne vado. E a te sicuramente arriverà il tuo Marco. Non ti annoierai senza di me. e si è avviata verso luscita.

Proprio alla porta qualcuno le ha afferrato la mano:

Vuoi ballare, signorina?

Giulia, senza guardare, ha cercato di staccare la mano:

Non ballo.

Ma il giovane è stato insistente.

Concedimi un solo ballo, per favore.

Allora si è girata, il cuore le ha battuto forte. Era proprio lui, lo stesso ragazzo che laveva colta di sorpresa. Non laveva riconosciuta, ma era stato un colpo di fulmine. Ha sorriso e ha detto:

Va bene, solo una volta, perché devo andare.

Lui lha presa in giro, lha fatta girare nel ballo.

Capisco, il tuo uomo è preoccupato? ha chiesto, un po secco.

Non sono sposata.

Lui ha strizzato locchio, così familiare da farle venire il fiato corto.

Allora ho una possibilità? ha chiesto con un sorriso birichino.

Giulia si è tirata indietro.

Non sperare nemmeno, ha detto, correndo fuori dal club.

Mentre tornava a casa, piangeva. Lha ricordato per tutta la vita, si era innamorata allistante, ma lui non laveva riconosciuta.

Si erano incontrati di nuovo sul treno. Lei, sconsolata, tornava a casa dopo aver fallito gli esami universitari; lui era diretto a casa dei genitori. Vedendo che Giulia era giù di morale, ha provato a tirarle su il morale.

Mi chiamo Massimo, la mamma mi chiama Massimo, il nipote è Pasquale. Scegli quello che ti piace.

Giulia ha sorriso.

Pasquale suona meglio.

Lui le ha allungato la mano:

Quasi ci conosciamo. E tu, come ti chiamano, creatura splendida?

Olivia.

Massimo ha annuito serio:

Pensavo proprio così. Un nome regale.

Così, parola per parola, ha raccontato del suo fallimento agli esami e di come sua madre gli ricorderà per anni.

Preparati per linverno e riprova, le ha consigliato Massimo.

Giulia, felice, ha risposto:

Grazie, non ci avevo pensato.

Lui lha guardata intensamente:

Di nulla. Nessuno ti ha mai detto che sei bellissima?

Giulia si è arrossita.

Sono solo una normalissima, non esagerare. Ma grazie lo stesso.

Massimo si è avvicinato un po di più.

È vero, ha detto, e lha baciata. Il mondo di Giulia è diventato un turbinio di emozioni, dolci e imbarazzanti. Poi è dovuto andare via presto.

Ti troverò, te lo prometto.

Solo più tardi Giulia ha capito, con un po di amarezza, che lui non le aveva chiesto nemmeno lindirizzo.

Passato un po di tempo, ha scoperto di aspettare un bambino, e sua madre, con voce tagliente, le ha detto:

Non sei più la mia figlia. Chi è quel ragazzo e da dove viene è un mistero. Mi vergogno per te. Vai a vivere nella casa di tua nonna e comportati da adulta, senti le responsabilità delle tue azioni.

Giulia, prima del parto, ha lavorato in biblioteca, ha finito il congedo. Alluscita dallospedale lha incontrata Laura; la mamma non è venuta, ma quando Vincenzo ha compiuto cinque mesi, il cuore di Giulia non ha più retto e lei è ricomparsa.

Non è il nostro tipo, ha commentato la nonna.

Ma è tornata più spesso, portando giocattoli al nipotino.

Che fai così presto? ha chiesto la mamma. Non cera nulla di interessante. Come sta Vincenzo?

La mamma ha sorriso.

Dorme il tuo bimbo. Visto che sei qui, rimani a casa.

Giulia ha chiuso la porta, provando a dormire, ma ha potuto solo riposare al mattino. Stanca, allattava il piccolo mentre Vincenzo sbuffava il suo latte.

Non mangerai la pappa, non crescerai come tuo padre, che è forte e bello.

È per me, eh? Che bello. ha risposto la voce dalla porta.

Massimo è entrato.

Chi sei? Da dove vieni? ha sorriso.

Ti ho detto che ti avrei trovato. Non sapevo che avessi avuto un figlio nel frattempo. Allora, allimprovviso, mi sono dimenticato di chiederti dove abiti. Ma forse è il destino che ci vuole insieme, ha detto, facendo una smorfia a Vincenzo.

Il piccolo ha riso di gusto.

Al mattino, la mamma ha sorpreso Giulia felice con il nuovo uomo, che portava il figlio sulle spalle.

È lui? ha chiesto.

Sì ha risposto Giulia, raggiante.

La mamma si è avvicinata a Massimo e ha allungato la mano:

Mi chiamo Livia, sarò attenta a questo tuo marito e al nostro figlio.

Massimo ha stretto la mano con serietà, annuendo.

Capito.

E così, amico, è finita la storia. Spero ti sia piaciuta, davvero!

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