Tra verità e sogno

Tra verità e sogno

Allora, ascolta Era una di quelle sere dinverno in cui Roma sembrava scomparire sotto una coperta bianca. Fuori dalla finestra di Giulia danzavano fiocchi di neve, con la luce dei lampioni che li trasformava in piccoli fari tremolanti. Stava rannicchiata sotto la sua coperta di lana, ancora emozionata dopo il fitting dellabito da sposa. Pensa che finalmente aveva scelto tutto: labito dei suoi sogni, un paio di orecchini in argento che la nonna le aveva regalato per loccasione, una delicata tiara e un sacchetto di piccoli accessori che stringeva ancora tra le mani. Si vedeva già davanti allaltare, con addosso quei dettagli che avrebbe notato anche la zia più critica degli invitati.

A un certo punto, il silenzio di casa viene interrotto: campanello, secco, deciso. Giulia sobbalza mamma mia, chi sarà a questora? Meno dieci alle sette, chi si presenta così Forse il corriere con qualche ordine che aveva dimenticato o magari la vicina, sempre pronta a chiedere zucchero proprio nei momenti meno opportuni.

Si avvicina con cautela, guarda dallo spioncino: un uomo, alto, ma non riesce a vedere bene il volto. Non apre subito, eh.

Chi è? domanda tenendosi la voce più calma possibile.

Sono io, Luca, la voce è inconfondibile, anche se attutita dalla porta. Dobbiamo parlare. È urgente.

Giulia si blocca. Non che avesse così voglia di affrontare Luca, ma qualcosa nella voce fa pensare a una cosa seria, magari centra Francesca? Stringe la coperta intorno alle spalle e apre, lasciando la porta agganciata alla catena di sicurezza.

Luca si presenta sulla soglia, già mezzo inzuppato dalla neve. I capelli scuri chiazzati di bianco, la faccia tesa, gli occhi svegli: uno sguardo che non aveva mai visto e che la mette sinceramente a disagio.

Entra, gli fa, cercando di sembrare distaccata, ma dentro un po si agita. Meglio farlo entrare che tenerlo fuori come un cane, si dice. Sei fradicio.

Luca entra senza neanche togliersi le scarpe, lasciando impronte di fango sul parquet chiaro. Ma non si ferma a chiacchiere: resta in piedi al centro della stanza, sguardo fisso a un punto indecifrabile, aria vagamente isterica. Giulia se ne accorge subito: qui non tira una bella aria.

Giulia, esordisce, stringendo i guanti tra le mani, non ce la faccio più. Ti amo.

Paura, stupore, incredulità: tutto passa nello sguardo di lei in un attimo.

Luca stai dicendo sul serio? tenta, ma la voce le trema e le parole si spengono prima di finire.

Lui non le lascia il tempo di reagire: fa due passi verso di lei, come se avesse deciso che, se non parla ora, non parlerà mai più.

So bene che ti stai per sposare. Che tutto questo è unassurdità, ma non posso continuare a fare finta di niente! Ho provato, nei mesi scorsi, te lo giuro. Ho iniziato a uscire con Francesca solo per stare vicino a te. Ma non ho mai sentito nulla per lei, mai!

Le scende il gelo nello stomaco. Allora è vero? Usciva con la sua amica solo per starle più vicino? Povera Francesca lei ci credeva davvero!

Giulia molla la coperta su una poltrona, come per tornare alla realtà, ma si sente soffocare. Laria si fa pesante, quasi non riesce neanche a respirare.

Luca ti rendi conto di cosa stai dicendo? cerca le parole, ansimando un po. Io ho un futuro, un fidanzato che amo e col quale sto per sposarmi, dei progetti… E poi cè Francesca

Lui annuisce, ma non abbassa lo sguardo. Sembra quasi sollevato, come se togliersi questo peso di dosso fosse già qualcosa. Ma non demorde.

Lo so, ma devo dirtelo prima che sia tardi! Tra poche settimane non sarai più raggiungibile per me Se non lo dicessi ora, mi rimarrebbe il rimpianto per tutta la vita. Francesca per me non conta niente, non ha mai contato.

Giulia si irrigidisce, parlando con distacco:

Ti rendi conto di quanto sia sbagliato tutto questo? Non puoi distruggere la vita degli altri per inseguire unillusione, Luca. Non puoi ferire così chi ti vuole bene.

Lui allora, allimprovviso, si inginocchia, tira fuori una scatolina e, sotto la luce giallina della lampada, brilla un anello sottile, con una pietra minuscola.

Lascia tutto, scappa con me. Ti renderò felice, te lo prometto.

Lei resta ferma, quasi impietrita, ricorda in fretta momenti passati: Luca che fa ridere Francesca a una cena, che le stringe la mano, che la guarda come se non esistessero altre ragazze al mondo. Tutto finto? Tutto un gioco per avvicinarsi a lei?

Alzati, mormora, quasi senza fiato, ti prego.

Lui obbedisce, ma i suoi occhi sono ancora pieni di speranza, una speranza che però si sta spegnendo minuto dopo minuto.

Non mi credi? domanda, incerto, con una voce che finalmente denuncia la sua fragilità.

Ti credo, Luca. Ma questo non cambia niente. Tu sei un amico, niente di più. Io amo un altro uomo e fra poco sarò sua moglie. Lui è la mia scelta, il mio futuro.

Luca stringe forte lanello nel pugno e sussurra:

E se te lavessi detto prima che incontrassi lui?

Ci pensa un secondo. Poi, dolcemente, risponde:

Mi dispiace, ma sarebbe stato lo stesso. Non ti ho mai visto diversamente, Luca. Sei una brava persona, questo sì. Ma non hai mai fatto battere il mio cuore.

Lui accorcia ancora la distanza:

Ma io lo so che anche tu provi qualcosa per me! Lho visto dai tuoi occhi, lo sento

Giulia si avvicina con discrezione alluscita, già pronta a reagire se lui dovesse dare di matto lo vedi, aveva proprio uno sguardo inquietante. Ragiona su come uscire dalla situazione, giusto in caso.

Non cè nulla tra noi, Luca, cerca di tenere un tono calmo. Non è amore, la tua è unossessione. Ti sei innamorato di unidea che ti sei costruito da solo. Torna con i piedi per terra, smettiamola qui.

Luca stringe i pugni per la rabbia, anzi, più per la delusione.

Ti sbagli! Non ho mai voluto bene a nessuno come a te. È vero amore!

Giulia si morde le labbra, le mani fredde: non vuole peggiorare la situazione, ma non ha intenzione di stare zitta.

E Francesca? Ti rendi conto di cosa le hai fatto? Hai giocato con i suoi sentimenti mentre pensavi solo a me. E ora vuoi che io butti tutto allaria per te?

Lo so che ho sbagliato ma ti giuro, anche se tornassi indietro, rifarei tutto uguale. Lei non significa niente per me. Tu sei lunica.

Non si costruisce la felicità sulla sofferenza degli altri, dice lei, mentre cerca il cellulare con lo sguardo. E non si ama una persona che non si conosce davvero. Ne abbiamo mai parlato davvero io e te? Hai amato solo il tuo sogno.

Poi decide: meglio tagliare corti.

Sai che devi parlarle, a Francesca. Merita la verità. E merita anche delle scuse.

Luca rimane interdetto.

E perché? Non lho mai amata e ora non la sopporto neanche più! Tu sei unaltra cosa

Nel suo sguardo, per un attimo, lampeggia una tristezza che Giulia percepisce, ma resta ferma.

Con me non avrai nulla, proprio come con Francesca. E credi davvero che terrò il segreto? Ti sbagli.

Luca la fissa in silenzio. Poi, allimprovviso, sospira:

Me ne vado. Ma non demordo. Aspetterò. Un giorno capirai che siamo fatti luno per laltra.

Non aspettare, mormora Giulia, un po seccata e quasi spaventata dal tono cupo. Vivi la tua vita, trova qualcuna che ami per davvero, non unidea. Ora vai.

Luca si avvicina lentamente alla porta, ogni mossa pesante come un macigno. Sulluscio, si gira:

Grazie per lonestà. Ma non è un addio

E chiude piano la porta dietro di sé. Giulia resta immobile qualche minuto, poi va verso la finestra. Fuori, la neve ha coperto via Merulana e le luci dei lampioni sembrano più calde dentro al silenzio della notte. Vede Luca scomparire dietro langolo, il cappotto sulle spalle che sembra sempre più pesante.

Non la convince lasciar andare le cose così. Se Luca mente a Francesca per restare ancora nella sua vita? Se combina qualche casino? Prende il cellulare, trova subito il numero di Francesca e la chiama. Cuore che batte forte, ma la voce ferma:

Fran, dobbiamo parlare. È importante.

Dallaltra parte, confusione di fogli e un tono preoccupato:

Tutto bene, Giulia? Sembri agitata. Cosè successo?

Un respiro, cerca di trovare le parole giuste:

Luca è venuto qui, poco fa. Mi ha detto che stava con te solo per avvicinarsi a me. Che non ti ha mai amata, che io ero lunico suo obiettivo.

Silenzio pesante. Forse Francesca sta seduta in cucina come una statua di sale, col telefono che le brucia tra le dita.

Finalmente risponde, la voce rotta:

E quindi? Vuol dire che era tutto falso? Davvero non mi amava?

Non voglio farti stare male, ma dovevo dirtelo. Sei la mia amica migliore! Giulia pensa di scusarsi ancora. Luca mi ha chiesto di lasciare tutto per seguire lui. Fran, ti giuro, non era lucido, quasi mi sono spaventata.

Altra pausa, lunga.

Ok, sussurra Francesca, provando a tenersi su. E adesso cosa dovrei fare?

Non lo so. Probabilmente verrà da te, ma non so cosa ti dirà. Sei da sola a casa? Non mi tranquillizza per niente il suo atteggiamento.

Non ti preoccupare, starò bene. Grazie per avermi avvisata.

Scusami ancora, davvero.

Meglio sapere la verità che vivere nellillusione, la voce di Francesca torna appena più sicura, anche se il dolore si sente ancora.

Chiudono la telefonata, e Giulia resta lì, appoggiata al vetro che sembra ancora più freddo ora che tutta la tensione si sta sciogliendo. Sullo sfondo, le luci di Roma e i fiocchi che cadono senza sosta, come se volessero coprire tutto quello che quella sera ha portato a galla.

Nello stesso momento, Francesca fissava la sua tazza ormai fredda, rivivendo la scena mille volte di fila. Pensava alla prima uscita con Luca, alle cene, alle passeggiate in centro, alle battute che la facevano ridere sul Lungotevere. Tutto sembrava sincero invece era solo una recita. Si sente vuota come se le fondamenta del suo piccolo mondo si stessero sgretolando.

Ha bisogno di tempo. Non chiama né si muove. Semplicemente resta ferma, seduta, mentre il tempo scandisce silenzi sempre più lunghi.

Poi suona il campanello. Lei stava proprio cercando di prepararsi unaltra tisana per calmarsi i nervi. Va alla porta, guarda dallo spioncino: è Luca. Un pezzo di ghiaccio le cade in pancia, ma apre. Il ragazzo, sempre più scomposto, gli occhi rossi, i capelli impastati dalla neve.

Francesca, devo dirti tutto. Io Non ti ho mai

Giulia mi ha già raccontato tutto, lo ferma lei, quasi secca. Non devi aggiungere altro.

Luca resta impietrito, abbassa lo sguardo. Vorrebbe avvicinarsi, ma Francesca rimane ferma, tesa.

Perché sei venuto? chiede lei dopo una lunga pausa. Perché vuoi farmi ancora più male? Perché non te ne sei semplicemente andato?

Sono qui per chiederti scusa, per tutto. Per le bugie e il male che ti ho fatto. Non voglio che tu pensi che sia stato facile per me. Mi dispiace, davvero.

Francesca non riesce a piangere, neppure ad arrabbiarsi. Tutto sembra così freddo e distante.

Potevi dirmelo prima. Andare direttamente da Giulia, supplicarla e poi venire a piangere da me?

Lui scrolla le spalle, accenna un sorriso amaro.

Ho sbagliato tutto, lo so. Ma sentivo che era lultima possibilità. Che Giulia me la stava sfuggendo dalle mani.

Estrae la scatolina dallimpermeabile, la stessa dellaltra sera.

Tieni, prendila. Non serve più a nulla.

Francesca la guarda senza muovere un muscolo. Anello in oro, semplice, un brillantino. Ma è stato comprato per unaltra, e ora diventa solo una traccia di quello che non cè mai stato.

Tieniti pure la tua scatolina. Non ho bisogno di nulla da te.

Luca serra la mano, ma il gesto è vuoto di senso.

Mi dispiace, davvero, ripete. Spero che un giorno riuscirai a perdonarmi.

Lei annuisce, guarda da unaltra parte.

Per adesso, lasciami stare. Ho bisogno di spazio, Luca.

Dietro alla porta arriva un nuovo colpo di scena: qualcun altro suona. La sorpresa si legge negli occhi stanchi di Francesca. Va verso lingresso, guarda: è Davide, il futuro marito di Giulia. Alto, elegante, capelli pettinati e unespressione severa.

Posso entrare? domanda, senza troppi convenevoli.

Latmosfera si fa tesa. Francesca fa passare Davide e Luca resta in disparte, visibilmente a disagio.

So tutto, esordisce Davide guardando serio Luca. So quello che hai fatto a loro due.

Luca vorrebbe rispondere, ma Davide lo azzittisce con lo sguardo: deciso, gelido come un giudice.

Basta, hai già detto e fatto abbastanza. Giulia mi ha raccontato tutto. Sai? La gente certe lezioni le impara solo sulla propria pelle.

Davide si avvicina, Luca si ritrae verso il muro.

Davide, per favore tenta Francesca, anche se dentro non capisce se vuole davvero difenderlo. Ma Davide non si lascia fermare.

Francesca Hai già sofferto abbastanza. Adesso tocca a lui capire cosa significa.

Poche parole, un gesto secco. Un pugno mica roba patetica, eh che costringe Luca a terra, una mano alla bocca, il sangue che sporca le dita.

Questo è solo un assaggio. Se ti avvicini ancora a Giulia o Francesca, sarà peggio, chiaro?

Luca non risponde, cerca solo di rialzarsi col poco orgoglio che gli è rimasto. Si pulisce la bocca, guarda Francesca unultima volta. Non trova né comprensione né pietà.

Silenziosamente se ne va, lasciando la porta chiudersi piano dietro di sé. Pesante, ti giuro.

Davide si volta verso Francesca, il viso si addolcisce appena.

Scusa, so che non sono metodi eleganti, ma a volte uno capisce solo così. Non volevo fare violenza, ma non cera altra soluzione.

Lei lo guarda, non riesce a biasimarlo. Si sente quasi rassicurata dal fatto che qualcuno per una volta abbia preso davvero le sue difese.

Forse ne avevamo bisogno, sussurra. Grazie davvero.

Davide abbozza un sorriso.

Giulia è molto in pensiero per te. Solo che ho pensato che per voi sarebbe stato meglio se venivo io.

È fortunata ad averti, risponde Francesca con un sospiro. E io sono fortunata ad avere lei.

Resta qualche minuto di silenzio, rotto solo dalla neve che batte dolce sui vetri. Forse la fine non è la fine. Un nuovo inizio, diverso.

Quando Davide se ne va, Francesca si siede in salotto, chiude gli occhi. È tutto finito, pensa. Sa che farà male ancora per un po, ma percepisce anche una strana pace: ora sa che può ricominciare da qui.

Luca, intanto, cammina tra i vicoli di Roma abbracciati dalla neve. Non sente nemmeno il freddo, solo un vuoto incolmabile che gira e rigira nella pancia. Ha perso entrambe le ragazze della sua vita, in un colpo solo. Ora resta solo il silenzio e un futuro tutto da ricostruire.

Il giorno dopo, si presenta in ufficio con il labbro gonfio. Parecchi sguardi, nessuna domanda. Dopo una settimana, chiede il trasferimento in unaltra città. Il direttore non fiata, forse intuisce che è meglio così. Daltronde, Roma ora è solo piena di ricordi amari.

Prima di partire, torna dal gioielliere e restituisce lanello. Riceve indietro i soldi e, pensa un po, invece di tenerli se li gira subito su IBAN a Francesca accompagnati solo da un messaggino: Scusa. È tuo di diritto. Stop.

La notte della partenza, davanti al portone, guarda la città e la saluta nellaria umida che sa di rinascita. Un taxi lo aspetta. Ho rovinato tutto, sussurra tra sé. Ma non si lamenta, sa che è la verità e basta.

Intanto, qualche giorno dopo, Giulia, Francesca e Davide si vedono al bar vicino a Campo de Fiori quello con la cioccolata calda migliore di tutta Roma. Parlano del futuro: la festa di nozze, i viaggi, nuovi progetti.

Francesca sorride, consapevole che la vita va avanti. La voce non ha più la rabbia e la delusione di prima, solo una constatazione:

Non sono più arrabbiata con lui. Forse dispiaciuta, sì, ma niente di più.

Giulia la stringe in un abbraccio affettuoso.

Non hai nulla da rimpiangere. Meriti felicità vera, Fran. E la troverai.

Francesca annuisce, convinta che lamica dice la verità.

Il resto della serata scivola via con calma, tra unaltra tazza di cioccolata e le risate sussurrate. Fuori, la neve copre ogni brutto ricordo. Roma è lì, davanti a loro, pronta ad accogliere nuove storie e, perché no, un nuovo amore ma stavolta vero, sincero, senza sogni fasulli. E, tra una battuta e una carezza tra amici, Giulia sente che tutto, davvero, può ricominciare.

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