Vittorio arrivò in auto in un paesino, quando all’improvviso notò una ragazza ferma sul ciglio della strada. Era ormai tardi e intorno a loro non c’era anima viva. Si fermò. – Mi dà un passaggio?

Vittorio sta guidando il suo camion attraverso la campagna tra i colli toscani, quando ad un tratto nota una ragazza che sta in piedi vicino al bordo della strada. È ormai tardi e intorno a loro non si vede anima viva. Decide di fermarsi.
Vuole darmi un passaggio? chiede la ragazza.
Certo, certo. Qui ormai non passa quasi più nessuno a questora. È da molto che aspetta?
Sì… risponde la ragazza, poi improvvisamente scoppia in lacrime. Vittorio la guarda sorpreso.

Il suo camion sa ancora di focaccine calde ripiene di patate, le sue preferite. La mamma le aveva preparate per pranzo, e lui aveva portato con sé quelle avanzate per il viaggio.

Nonostante sia una giornata di festa oggi è la vigilia dellEpifania Vittorio lavora: deve consegnare delle merci.

Tende la mano e prende unaltra focaccina ancora tiepida, gustandola con piacere. Poi accende la radio, una canzone allegra si diffonde nellabitacolo e il suo umore migliora subito.

Nel buio della sera, arrivando vicino a un piccolo paese tra Siena e Arezzo, quando passa vicino alla fermata del pullman, i fari illuminano una giovane donna che sta cercando di fermare qualche auto.

Si ferma subito. Evidentemente la ragazza tenta da tempo di trovare un passaggio e corre speranzosa verso il camion.

Può accompagnarmi? domanda lei.

Sembra infreddolita.

Salga pure. Qui a questora non passa quasi nessuno. Deve aver aspettato tanto, vero?

Sì, parecchio mormora la ragazza e ad un tratto scoppia a piangere.

Vittorio la osserva, spiazzato.

È successo qualcosa? le domanda.

Tra i singhiozzi, lei inizia a raccontare:

Mi chiamo Fiorella. Oggi si festeggia la Befana, la mia collega mi ha invitata nel suo paese a passare la serata, sai, per non stare sola dopo che mi sono lasciata col mio fidanzato proprio a Capodanno. Doveva essere una cenetta con spiedo e dolci fatti in casa. Mi ha detto di chiamarla non appena fossi arrivata, che sarebbe venuta lei alla fermata, vicino al piccolo alimentari.

Ho accettato. Era da tanto che non uscivo. Ho preso lautobus pensando andasse a Montepulciano, ma senza accorgermi sono scesa a Monticchiello. Solo dopo mi sono resa conto che il mio bus stava andando in tuttaltra direzione. Lautobus era già ripartito e ho gridato, ma nessuno mi ha sentita. Dopo quasi due ore ho capito che quello era lultimo di oggi.

Non vedevo nessuna macchina diretta verso la città. Ho pensato di andare a piedi in paese, ma poi ho deciso di tentare ancora con un passaggio.

Ed eccomi qui, sono rimasta in piedi quasi tre ore. Se non fosse stato per lei non so come avrei fatto. Grazie davvero.

Dammi pure del tu, sorride Vittorio.

Fiorella annuisce e gli sorride timidamente.

A Vittorio Fiorella è sembrata simpatica subito: spontanea, semplice, per nulla pretenziosa. Capisce che è una ragazza indipendente. Ferma il camion e le dice:

Ora che ti sei scaldata, è il momento di mangiare qualcosa. Mia mamma fa delle focaccine ripiene di patate buonissime.

Cenano insieme. Fiorella tira fuori dalla borsa un po di salame toscano, del pecorino e una tavoletta di cioccolato fondente.

Dopo aver mangiato si preparano per riposare: lei si sistema sopra, nel cuccettone, lui resta sui sedili. Quando sono ormai sdraiati, Fiorella chiede:

Vittorio, sei sposato?

No.

E come mai?

Perché proprio adesso ho conosciuto una ragazza che mi piace molto, ma non glielho ancora detto.

Capisco.

Dai, dormiamo, che domani devo completare la consegna.

Il viaggio prosegue senza intoppi. Fiorella ride, dice che è la sua prima avventura così e che adesso quasi è contenta che sia successo.

Durante la strada, Vittorio si convince sempre di più che il destino gli ha fatto incontrare una ragazza davvero speciale.

Quando, di ritorno, stanno per arrivare a Siena, lui chiede a Fiorella il numero di telefono.

E la ragazza che ti piace tanto?

Ma parlo di te! ride lui. Davvero, ho voglia di rivederti. Se ti va, naturalmente.

Certo che mi va! Anche tu sei stato fantastico, un vero gentiluomo, non mi hai lasciata nei guai e sei stato dolcissimo.

A primavera, Vittorio e Fiorella vanno in comune a firmare le carte del matrimonio. Così fan le sorprese del destinoQuel giorno, fuori dal municipio, i colli toscani sono verdissimi e profumano di primavera. Appena escono, Vittorio tiene stretta la mano di Fiorella e ride nervoso, come un ragazzo.

Lei si volta e lo guarda:

Chissà cosa avrebbe pensato la mia collega, se glielavessi raccontato sussurra.

Che a volte, basta sbagliare fermata per trovare la propria casa risponde lui, stringendola ancora.

Salgono sopra il camion decorato a festa, tra coriandoli, focaccine e la promessa di altre storie. Le ruote scorrono sulla strada e sembra che anche le colline abbiano voglia di accompagnarli ovunque, fin dove si annidano i sogni.

In lontananza, una vecchia signora cammina lentamente tra gli ulivi, con una calza colorata sulla spalla e un sorriso saggio. Vittorio e Fiorella scoppiano a ridere, la salutano, lei ricambia con un cenno misterioso.

Da quel giorno, ogni Epifania, celebrano la loro fortuna con le focaccine di mamma e una passeggiata per quei colli, certi che la vita, proprio come la notte della Befana, può ancora sorprendere chi crede nelle meraviglie che si incontrano per strada.

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Vittorio arrivò in auto in un paesino, quando all’improvviso notò una ragazza ferma sul ciglio della strada. Era ormai tardi e intorno a loro non c’era anima viva. Si fermò. – Mi dà un passaggio?