30giugno2026 Diario di Marco Bianchi
Oggi, a soli 70anni, mi sento più sereno che mai, nonostante la mancanza di figli. Non chiedo compassione; al contrario, mi considero felice per la vita che ho costruito.
Durante una visita di routine dal dermatologo al Policlinico di Milano, ho dovuto attendere un po nel corridoio, come al solito. Lì ho incontrato una signora che ha cambiato il mio modo di vedere le cose.
Il suo aspetto era impeccabile, elegante, e a prima vista sembrava una donna di circa 65anni. Ma, parlando, ho scoperto che ne aveva già superati i 70. Si presentò come FrancescaRossi e mi raccontò la sua storia.
Mi rivelò di essersi sposata due volte, ma di trovarsi attualmente sola. Il primo matrimonio finì in divorzio. Fin dal principio aveva dichiarato al marito, Luigi, di non volere figli. Lui accettò, ma quando Francesca compì 30anni tornò a sondare la questione, sperando che potesse cambiare idea. Lidea non si realizzò, e dopo tante discussioni decisero di separarsi.
In seguito si risposò con Carlo, un uomo che già aveva una figlia, Giulia, da una precedente relazione. La convivenza fu tranquilla: il tema dei figli non riemersi più, perché Carlo era già padre. Purtroppo, dopo pochi anni, Carlo morì, e da allora Francesca vive sola in una spaziosa casa di periferia, senza che la solitudine le paia un problema.
Molti credono che i figli siano lassicurazione per gli anni avanzati, ma Francesca pensa diversamente: i figli crescono, seguono la propria strada e costruiscono vite indipendenti. Per questo ha scelto di non diventare madre, e non ha rimpianti, né oggi né in futuro. Se vuoi un bicchiere dacqua, basta pagarla, ha detto con un sorriso, dimostrando la sua filosofia pratica.
Riflettendo su questo incontro, capisco che la felicità non dipende da legami familiari tradizionali, ma dal senso che ciascuno attribuisce alla propria esistenza. La lezione che porto con me è che la vera indipendenza nasce dal rispetto delle proprie scelte, e non dal rispetto di ciò che la società si aspetta.






