**Promozione**
Non è un segreto che le promozioni sul lavoro si ottengano in modi diversi. C’è chi ha meritato con il sudore della fronte, chi ha fatto le scarpe al capo e chi invece ha accompagnato lo stesso capo in viaggio d’affari.
Quando si sparse la notizia che la nuova direttrice, scelta per sostituire Pietro Efimovič andato in pensione, non proveniva nemmeno dall’azienda, tutti rimasero sconvolti. Le speranze che Eugenio Vladimirovič, che da due settimane faceva le veci del direttore, potesse prendere il posto, svanirono all’istante. I pettegolezzi si moltiplicarono: una donna giovane, bella, una perfida, l’amante di quel tale… Il nome dell’alto funzionario non veniva mai pronunciato. Come si dice, non smuovere le acque se non vuoi scoprire il fango…
Alle dieci del mattino, tutto lo staff si riunì in sala conferenze per conoscere la nuova direttrice. Denis entrò per ultimo. Come per magia, tutte le teste si girarono verso di lui.
Davanti alla sala c’era una donna giovane, con i capelli tirati indietro in una coda severa. Il tailleur le aderiva perfettamente, come una seconda pelle. Gambe lunghe, tacchi a spillo, rossetto acceso e uno sguardo glaciale completavano l’immagine.
«Il suo nome?» La sua voce risuonò nella sala come una corda d’acciaio spezzata.
«Renzoni Denis Gaetano», rispose con calma, inclinando leggermente il capo. Per un attimo sembrò volesse fare un inchino. Ma no, si limitò a quello.
«Ha fatto tardi, Denis Gaetano, e proprio mentre dicevo che i ritardi non saranno tollerati. Questa volta la perdono. Si sieda.» Quel tono metallico fece venire i brividi a più di uno.
Denis si accomodò accanto al suo amico e collega Egeo.
«Eh, già ringhia?» gli chiese.
«Non hai idea», rispose l’altro a bassa voce. «Non è una donna, è un robot. E vuole trasformare anche noi in macchine.»
Uno dopo l’altro, i dipendenti si presentarono, spiegando brevemente il loro ruolo. Dalle osservazioni e dalle domande della nuova direttrice, divenne chiaro che conosceva già tutto dell’azienda. Quando toccò a Denis, però, lei improvvisamente ringraziò tutti e li congedò.
«Oh oh», sogghignò Egeo. «Non ti invidio.»
«Dai, andiamo a lavorare prima che ci licenzi», replicò Denis.
Uscendo dalla sala, tutti commentavano sui cambiamenti che li attendevano.
Per due settimane, tutti arrivarono in orario, bevvero caffè solo durante la pausa pranzo e fumarono rapidamente, senza gusto. Ma come si sa, certe abitudini radicate da anni non si sradicano in quindici giorni. Presto tutto tornò come prima: ritardi, sigarette, corse al caffè. Ma nessuno osava esagerare.
Alla fine della terza settimana, la segretaria si avvicinò alla scrivania di Denis e gli disse che Giovanna Leonardi lo voleva nel suo ufficio.
«Si accomodi», indicò la sedia di fronte a sé. «Mi è piaciuto il suo lavoro. Prec”Sorridendo, Giovanna gli porse un foglio con la sua promozione, ma Denis, ricordando il sorriso di suo figlio, rifiutò gentilmente e uscì dall’ufficio, sentendo per la prima volta la vera leggerezza della libertà.”





